Il commento del Papa al termine del concerto organizzato in Vaticano dal Principato delle Asturie Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 27 novembre 2011
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 20 settembre 2011
Pubblichiamo di seguito un articolo di don Enrico Finotti, parroco di S. Maria del Carmine in Rovereto (TN), apparso sulla rivista formativa Liturgia ‘culmen et fons’ di giugno 2010.
La musica è una cosa semplice da ascoltare e molto complicata da fare. Comporla ed eseguirla è roba da professionisti. L'ascolto, seppur a diversi livelli di consapevolezza, è per tutti.
di Aurelio Porfiri* Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 6 settembre 2011
Macao - Da molto tempo, vado riflettendo su alcune tendenze che si sono verificate negli ultimi decenni nell’ambito della Chiesa cattolica, con attenzione tutta particolare alla musica liturgica.
Alla fine dell'estate prima di ripartire per Milano ho fatto in tempo a partecipare a un grande evento religioso e culturale che non posso non raccontare:
Che in alcune messe da tempo il canto più gettonato sia quello di Claudio Baglioni, colonna sonora di “Fratello Sole Sorella Luna” di Zeffirelli, o che in alcune parrocchie cattoliche la liturgia sia scandita dagli assoli di chitarra elettrica e in taluni casi dai rullanti della batteria, ormai non è una novità.
di Sandro Magister Tratto da Settimo cielo, il blog di Sandro Magister, il 3 agosto 2011
Il maestro Fulvio Rampi, oltre che insegnare al Conservatorio di Torino, dirige a Cremona, la sua città, i Cantori Gregoriani e il Coro Sicardo specializzato in canto polifonico.
di Marco Tosatti Tratto da San Pietro e dintorni, il blog di Marco Tosatti, il 28 luglio 2011
In un’intervista concessa a Aci Prensa il prefetto della Congregazione per il Culto divino il cardinale Antonio Canizares, ha affermato che è raccomandabile che i cattolici si comunichino con la bocca e in ginocchio. Questo è legato al “senso che deve avere la comunione, che è adorazione, e riconoscimento di Dio”.
“Una speranza per tutta la Chiesa” è il titolo scelto per il terzo convegno sul Motu Proprio di Benedetto XVI “Summorum Pontificum”, organizzato a Roma alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dall’Associazione Giovani e Tradizione e dal Sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum.
di Aurelio Porfiri* Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 17 maggio 2011
Non si può negare, neanche dai più strenui difensori delle chitarre nella liturgia, che l’organo è uno strumento che appartiene al patrimonio storico della Chiesa cattolica, e questo da vari secoli.
“Una speranza per tutta la Chiesa” è il titolo scelto per il terzo convegno sul Motu Proprio di Benedetto XVI “Summorum Pontificum”, organizzato a Roma alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dall’Associazione Giovani e Tradizione e dal Sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum.
Pubblichiamo di seguito un articolo di don Enrico Finotti - parroco di S. Maria del Carmine in Rovereto (TN) - apparso sulla rivista LITURGIA ‘CULMEN ET FONS’ (marzo 2011).
di don Enrico Finotti Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 10 maggio 2011
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 4 maggio 2011
Questo mercoledì, nell'ambito del “Seminario Superiore” dell'Accademia Urbana delle Arti di Roma, don Ramón Saiz-Pardo Hurtado [1] – professore incaricato di Musicologia presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma – terrà una relazione presso la sede dell'Accademia (piazza E. Dunant, 55) dal titolo “P. Angelo De Santi, S. I. : Teologia e azione a favore della musica liturgica”.
di Andrea Tornielli Tratto da Sacri Palazzi, il blog di Andrea Tornielli, il 20 aprile 2011
Le resistenze al motu proprio Summorum Pontificum, con il quale nel 2007 Benedetto XVI volle liberalizzare la messa antica, concedendo ai parroci di celebrarla in presenza di un gruppo stabile di fedeli, senza il bisogno di una speciale autorizzazione del vescovo, raggiungono livelli di guardia.
«Rivediamo le norme sull'adeguamento liturgico delle chiese». L'appello, fatto in forma di invito al dibattito, è rivolto alla Cei da don Nicola Bux, consultore dell'Ufficio delle celebrazioni del Sommo Pontefice e della Congregazione per la Dottrina della fede.
di Giacomo Galeazzi Tratto da Oltretevere, il blog di Giacomo Galeazzi, l'8 marzo 2011
Le norme applicative del motu proprio «Summorum Pontificum» che saranno presto pubblicate confermano la facoltà per i sacerdoti di celebrare la messa con il rito antico, liberamente, se sine populo, con l'approvazione del superiore se cum populo, concessa da Papa Ratzinger e l'obbligo per i vescovi di non impedire la celebrazione con il «rito straordinario» se viene richiesta da un gruppo stabile di fedeli.
“I preti facciano i preti, cioè coloro che devono comunicare la dottrina cristiana alle varie generazioni”. È l’invito lanciato da don Nicola Bux durante la presentazione, svoltasi a Roma nei giorni scorsi, del suo volume “Come andare a messa e non perdere la fede” (Piemme).
La liturgia è tradizione e innovazione • L'alto medioevo ci insegna che l'evoluzione del rito avviene stando dentro la storia
di Carlo Di Cicco Tratto da L'Osservatore Romano del 6 marzo 2011
Bux: "In campo liturgico siamo di fronte ad una deregulation insopportabile"
di Mariaelena Finessi Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 6 marzo 2011
Il 14 settembre 2010, a tre anni esatti dall’entrata in vigore del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, che nel 2007 ha liberalizzato l’uso dell’antico messale preconciliare offrendo la possibilità ai gruppi di fedeli legati alla messa tradizionale di rivolgersi direttamente ai parroci, è stato effettuata una statistica sulla situazione.
La Congregazione del culto divino si batterà contro le «deformazioni arbitrarie della liturgia»
di Andrea Tornielli Tratto da Il Giornale del 9 febbraio 2011
La fede nasce da come si prega, dice il Papa. Che adesso vuole raddrizzare un po’ di storture del post Concilio
di Paolo Rodari Tratto da Il Foglio del 9 febbraio 2011 Tramite il blog PalazzoApostolico.it