Secondo il Vescovo di Ratisbona, monsignor Gerhard Ludwig Müller Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 24 luglio 2008
Aranjuez (Spagna) - Il muro di quanti vogliono separare la fede e la ragione ha cercato di imbavagliare Benedetto XVI sia a Ratisbona, quando gli è stato opposto il fondamentalismo, che all'Università La Sapienza di Roma, quando il laicismo gli ha impedito di prendere la parola, afferma uno dei grandi teologi tedeschi contemporanei.
Un incontro a Roma sui rapporti tra scienza e religione
di Luca M. Possati Tratto da L'Osservatore Romano del 27 maggio 2008
"Nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie". Con queste parole, nella famosa lettera alla granduchessa madre Cristina di Lorena (fine dell'estate 1516), Galileo Galilei apriva le porte di una questione abissale: quali sono i limiti dell'autonomia scientifica? Fin dove la scienza può spingersi senza la Rivelazione, senza un sapere ultimo dell'uomo e della sua salvezza?
CITTA’ DEL VATICANO - La vicenda della mancata visita di Benedetto XVI all'Università ‘La Sapienza’ di Roma a Gennaio, diventa un libro a più voci contro l'intolleranza. "Un Papa laico, il caso Sapienza e la lezione di verità di Benedetto XVI", è il titolo del volume curato dal senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello (edizioni Cantagalli) che lo ha presentato alla stampa insieme al vice coordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto.
Lo sguardo matematico e quello letterario hanno accompagnato quello filosofico nel secondo "Colloquio sul discorso di Sua Santità Benedetto XVI all'Università La Sapienza", promosso dall'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il cardinal Caffarra: non spegnere le domande • Il rettore Calzolari: «Oggi un'università dovrebbe invitare sia Galileo che Tolomeo»
di Stefano Andrini
Tratto da del 1 febbraio 2008
«L’ invito alla ragione a non autoimprigionarsi dentro ai fenomeni verificabili e a fare un uso illimitato di se stessa (una costante del magistero di Benedetto XVI), è invito fatto ad ogni uomo di non rinunciare a cercare risposta a nessuna domanda sensata; a non accontentarsi del 'frammento' ed alla somma dei medesimi, ma a cercare la verità ultima ed il senso radicale dell’intero. È questo il 'desiderio estremo' dell’uomo, come lo chiama Cartesio».
Chi nega il fondo di saggezza che le religioni portano alla ragione pecca contro la laicità: ieri a Roma un confronto fra monsignor Ravasi e Giuliano Ferrara. Ornaghi: «Dalla lectio del Papa un invito a riflettere»
di Mimmo Muolo
Tratto da del 31 gennaio 2008
La prima parola chiave è «prevenzioni ». La seconda «verità». Miscelandole, monsignor Gianfranco Ravasi conia quella che si potrebbe definire la «morale» della brutta vicenda che ha costretto il Papa a rinunciare alla visita all’università 'La Sapienza'.
C'è chi non si arrende a ballare sulla nave dell'ideologia mentre tutto affonda. Il racconto di come esistano ancora piccole scialuppe di impavidi pronte a sfidare il mare aperto della ragione
di Matteo Fanelli
Tratto da del 24 gennaio 2008
Caro direttore, la mia università, la Sapienza, è un Titanic che ha incrociato un iceberg. Mentre la nave affonda e i topi scappano, c'è qualcuno che si sofferma a dare un giudizio. Molte volte, in questi giorni, si è sottolineata la gravità di quello che è successo.
Come mai un gruppo di 67 docenti - autori di un documento miserando e che falsifica platealmente il pensiero del Papa su Galileo - assieme a un centinaio di studenti di estrema sinistra è riuscito a condizionare il più grande ateneo d'Europa e a imporre le proprie scelte a più di centomila persone tra studenti e dipendenti?
CITTA’ DEL VATICANO - Il rischio che l'uomo possa diventare "oggetto di manipolazioni ideologiche o abusi" e' stato denunciato ancora una volta da Benedetto XVI, per il quale il progresso scientifico deve saper "resistere alla tentazione di circoscrivere l'identita' umana entro parametri tecnici, lasciando spazio alla ricerca sul chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo".
«Se l'ateismo è la religione di Stato, meglio tenersi il cattolicesimo». Questa battuta di Franco Piperno, un comunista, ma non uno stupido, e di sicuro persona di cultura, potrebbe diventare la diga che salva i non cattolici dalla dittatura dell'ignoranza anticattolica violenta, che rischia di inghiottire loro, e con loro tutta l'Italia.
Se esaminiamo la disputa fra Galileo e gli inquisitori solo sul piano scientifico, è possibile provare che Galileo non aveva ragione sia per i contenuti fisici addotti e sia per la metodologia di ricerca.
Il passaparola è iniziato quando il lungo saluto del Pontefice, dopo l’Angelus domenicale, si avviava ormai a conclusione. Uno dopo l’altro, i fedeli (e non) accorsi in massa in piazza San Pietro hanno distolto lo sguardo dalla finestra del Palazzo Apostolico e si sono girati verso i grandi schermi che trasmettevano, ingigantite, le immagini di Papa Ratzinger intento a salutare, a ringraziare, a far risuonare fra le colonne del Bernini - e molto oltre - il suo invito alla libertà, alla ricerca della verità, al rispetto delle opinioni altrui.
Lupi: l'esecutivo ha perso un'altra occasione per tacere, è chiaro a tutti che non era in grado di garantire la sicurezza di Pontefice e studenti
di Fabrizio De Feo
Tratto da del 22 gennaio 2008
Onorevole Lupi, da monsignor Bagnasco arriva un richiamo forte alla coscienza di chi da cristiano fa politica in Italia. Lei legge nelle sue parole un invito alla coerenza rivolto ai parlamentari di centrosinistra?
«Io ho l’impressione che quando il presidente della Cei interviene non lo fa rivolgendosi a uno schieramento politico ma alla responsabilità di ognuno di noi. Quello di monsignor Bagnasco è un richiamo alla libertà di ciascuno di noi. Non obbliga nessuno a fare niente ma richiama alla responsabilità profonda dell’essere cristiani».
È ridicolo difendere il Papa, che si difende da solo. È inutile insultare i cattivi maestri che gli hanno tolto la parola in università, perché si insultano da soli. Preferisco dire come la penso da ateo devoto (l’espressione è autoironica, e mi tocca specificarlo in un Paese privo di ironia).
«Abbiamo perso tutti», ha dichiarato il professore Luciano Maiani, uno dei sessantasette firmatari della lettera che dichiarava 'incongrua' la scelta di invitare il Papa alla Sapienza di Roma.
Tratto dal blog di Andrea Tornielli Sacri Palazzi il 22 gennaio 2008
Cari amici, qualcuno di voi mi ha redarguito, anche in modo pesante, per non aver sostenuto “col cuore” il Papa sulla vicenda della mancata visita alla Sapienza. La risposta sta nelle pagine che il Giornale ha pubblicato in questi giorni.
Benedetto XVI si propone al nostro tempo come il vero illuminista e mette a nudo lo stato comatoso in cui versa la sedicente «cultura laica», specialmente nel nostro Paese. Il discorso che egli avrebbe dovuto tenere alla Sapienza è una grande difesa della ragione e delle sue possibilità.
CITTA’ DEL VATICANO - Il ‘Papa Day’ è il giorno della gioia, della solidarietà, della vicinanza fisica e spirituale al successore di Pietro dopo la sua mancata accoglienza all’Università ‘La Sapienza’ di Roma.
Colpisce come molti non credenti - non solo in Italia ma negli Stati Uniti, in Francia e perfino in Cina - abbiano aderito all’appello del cardinale Ruini per esprimere a Piazza San Pietro solidarietà a Benedetto XVI. E molti fanno riferimento al magnifico discorso, diffuso dalla Santa Sede, che al Papa è stato impedito di pronunciare alla Sapienza.
Benedetto XVI sulle orme di Paolo di Tarso • Il Papa sta mostrando che tutto il potere del sapere, se non si interroga seriamente su Dio, diviene corsa cieca e pericolosa
di Davide Rondoni
Tratto da del 20 gennaio 2008
È un po’ quello che fece Paolo agli inizi del cristianesimo. Paolo di Tarso alla fine della sua avventurosa vita, ad un certo punto, dicono le cronache, decise di farsi portare a Roma. E di farsi giudicare là dove sedeva l’Imperatore.
«Vi incoraggio a essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». Ha il sorriso sulle labbra Benedetto XVI, commosso per la calorosa partecipazione dei duecentomila venuti in piazza San Pietro da tutta Italia per dimostrargli affetto e vicinanza.
Parla il filosofo britannico Roger Scruton: «Questi atei, sconvolti dall’islam radicale, indirizzano la loro rabbia contro il cristianesimo» • «La contestazione all'invito rivolto al Papa dalla Sapienza è la scortesia di pseudo-scienziati culturalmente adolescenti» • «Ho il sospetto che questi professori, semplicemente, volessero mettere in mostra il carattere della loro mentalità di 'liberi pensatori'»
di Lorenzo Fazzini
Roma. L’invito del cardinale Camillo Ruini a stringersi, in occasione dell’Angelus, intorno a Papa Benedetto XVI per un gesto “d’affetto” è stato immediatamente recepito dalla comunità cattolica, ma anche sempre di più dalla politica. Domenica mattina anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, sarà, non a titolo personale, in piazza San Pietro con una delegazione di iscritti al sindacato.
Il cardinal Saraiva Martins: l’affetto di tutta Italia è motivo di gioia ma quella di domani resterà una preghiera, non una prova di forza
di Andrea Tornielli
Tratto da del 19 gennaio 2008
Lo hanno definito «il cardinale del sorriso» ed è noto nella Curia romana per essere un inguaribile ottimista. Anche in questo caso, José Saraiva Martins, il porporato portoghese Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, non perde il suo buonumore:
L'università che prima invita e poi costringe il vescovo di Roma a disertare una manifestazione programmata da tempo sintetizza bene che cosa è la scuola di Stato in Italia. Non un luogo di libero confronto e di convivenza tra diversi, ma una comunità monoteistica.
«Sarà uno dei motivi di confusione per i dannati il vedersi condannati da quella loro stessa ragione con cui hanno preteso di condannare la religione cristiana». Così scriveva Blaise Pascal su quanti credono di sconfiggere la religione cristiana con la ragione, anzi su quanti sono convinti che fede e ragione siano in contrasto.
La scandalosa querelle riguardante la visita del Santo Padre all'università La Sapienza, fondata nel XIV secolo da Bonifacio VIII, getta lumi sullo stato complessivo del regime instauratosi in questo Paese.
CITTA’ DEL VATICANO - ''Il Santo Padre Benedetto XVI avrebbe dovuto visitare l'Universita' di Roma 'La Sapienza': ne e' stato impedito. E' una grave umiliazione inferta all'istituzione universitaria e la negazione pura e semplice della sua identita'. L'Universita' come luogo in cui senza alcun pregiudizio uomini e donne si appassionano nella ricerca della verita': una ricerca che esige il confronto''. E' quanto dichiara in una nota l'arcivescovo di Bologna, Cardinale Carlo Caffarra.