Secondo il Vescovo di Ratisbona, monsignor Gerhard Ludwig Müller Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 24 luglio 2008
Aranjuez (Spagna) - Il muro di quanti vogliono separare la fede e la ragione ha cercato di imbavagliare Benedetto XVI sia a Ratisbona, quando gli è stato opposto il fondamentalismo, che all'Università La Sapienza di Roma, quando il laicismo gli ha impedito di prendere la parola, afferma uno dei grandi teologi tedeschi contemporanei.
C’è il movimento di Cl dietro la conversione di Magdi Allam al cattolicesimo. Conversione sancita la notte di Pasqua da battesimo, cresima ed eucaristia impartitegli dal Papa, l’assunzione del nome Magdi Cristiano Allam e l’implicita rinuncia alla fede islamica.
Roma. “La Santa Sede guarda con aspettativa all’incontro in via di definizione che nel prossimo anno vedrà insieme e in dialogo Benedetto XVI e i rappresentanti dei 138 leader musulmani, fra i quali nel corso degli ultimi mesi è intercorso uno scambio epistolare”.
Ratisbona, l’appello dei 138 ulema, l’incontro tra il Papa e re Abdullah
Tratto da del 8 novembre 2007
Il primo incontro tra un Pontefice e il Custode dei luoghi santi islamici, il re Abdullah dell’Arabia Saudita, rappresenta la continuazione ideale di quel dialogo basato sulla fermezza e sulla comprensione che Benedetto XVI aveva lanciato dalla cattedra di Ratisbona.
Il 13 ottobre, ad un anno ed un mese dalla lezione di Ratisbona di Papa Benedetto, 138 autorità islamiche «di buona volontà» si sono riunite per rispondere in modo compiuto (una prima risposta c'era stata già un anno fa) alla benevola domanda-sfida lanciata dal pontefice in quell'occasione e cioè se l'Islam, come il Cristianesimo, accettasse la ragione come punto di partenza per un dialogo vero tra le religioni.
Né irenica né isterica, la lettera dei 138 è il gesto tanto atteso dopo Ratisbona
Tratto da del 16 ottobre 2007
La lettera dei 138 saggi dell’islam lancia una parola di umiltà e di riconciliazione all’interno della sollevazione fondamentalista che investe il mondo islamico. Ci piace quest’idea pragmatica secondo cui musulmani e cristiani formano oltre metà della popolazione mondiale e la “sopravvivenza” dipende da un accordo tra di loro.
Ricevendo a Castel Gandolfo i parlamentari dell’Internazionale democristiana, Benedetto XVI ha definito il terrorismo un «fenomeno gravissimo che spesso arriva a strumentalizzare Dio e disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana».
A un anno dall'invito di Benedetto XVI a deporre le armi della violenza in nome della fede, è cambiato l'atteggiamento del mondo musulmano? Oppure ancora vincono le spinte fondamentaliste? Due conoscitori del mondo islamico s'interrogano sulle conseguenze del discorso del Pontefice Ecco cosa si è mosso
A un anno dall'importante intervento di Benedetto XVI
di Giacomo Samek Lodovici
Tratto da del 12 settembre 2007
Il 12 settembre di anno fa Benedetto XVI pronunciava la sua lectio magistralis a Ratisbona. Non è qui possibile riassumere per intero questo discorso strepitoso (che ha sollevato polemiche pretestuose, non sempre in buona fede), perciò ci limiteremo a rimarcarne l'insegnamento più importante per l'uomo della strada.
Spesso crediamo di parlare con i pensatori musulmani moderati e invece parliamo con i più conservatori. La grande ipocrisia svelata da Ratzinger a Ratisbona
di Carlo Panella
Tratto da del 11 settembre 2007
Tra le mille incomprensioni che segnano il dibattito sulla necessità di condurre, sempre e comunque, un dialogo tra islam e occidente, senza badare agli interlocutori che il mondo islamico propone, è di rilievo l’equivoco che riguarda la “chiesa” musulmana e il suo ruolo di freno nei confronti di ogni riforma.
Milbank, Spencer e Alberto al Meeting di Cl
di Salvatore Merlo
Tratto da del 25 agosto 2007
Rimini. “Mentre l’arte e la religione copiano la natura dando vita a nuovi misteri, la tecnologia astrae dalla natura enfatizzando solo quegli aspetti della stessa che possono essere ripetuti in modo identico per mezzo dello stesso procedimento. Certamente questo processo garantisce dei benefici pratici, ma se viviamo in una società che idolatra la tecnologia in se stessa allora finiamo col celebrare una sorta di potere sadico il cui vero segreto è la paura”.
Il papa e il profeta secondo il filosofo musulmano
di Salvatore Merlo
Tratto da del 24 agosto 2007
Rimini. “Tutto il mondo musulmano è malato di fondamentalismo, ovvero è ammorbato da una visione ideologica e irrazionale della religione imposta e perpetuata da pseudo intellettuali, da giornali e politicanti in malafede.
Ha fatto clamore don Georg Gaenswein, segretario del Papa, il quale ha dichiarato alla Sueddeutsche Zeitung: “I tentativi di islamizzare l’Occidente non vanno taciuti. Ed il pericolo connesso per l’identità dell’Europa non può essere ignorato a causa di una falsa idea del rispetto”. Il prelato ha sottolineato che “la parte cattolica vede molto chiaramente (tale pericolo) e lo dice anche”. Il discorso del Papa a Ratisbona del settembre scorso – ha affermato – “dovrebbe servire a contrastare una certa ingenuità”.
Penso che il discorso del Papa vada analizzato scomponendolo in quattro momenti :"Perché", "A chi si è rivolto", "Che cosa ha detto", "Quali conseguenze".
Venerdì 30 alle 17.30 all’Istituto «Veritatis Splendor» monsignor Luigi Negri e il professor Giovanni Reale presentano il libro di Papa Benedetto XVI «Chi crede non è mai solo»
di Michela Conficconi
Ceric elogia il Raztinger di Ratisbona
di Andrea Affaticati
Tratto da del 2 dicembre 2006
Milano. “Noi musulmani abbiamo bisogno di una Papa forte”, dice il gran mufti di Sarajevo Mustafa Ceric al settimanale tedesco Zeit in una lunga intervista. Secondo il gran mufti, Benedetto XVI, che ieri è rientrato dal viaggio in Turchia, a Ratisbona ha fatto benissimo a difendere la fede contro la sete di dominio del fanatismo religioso.
Per il filosofo Carlo Sini «il Ratzinger di Ratisbona ricorda il mio amato Husserl: anche lui accusava l'illuminismo di non aver puntato sulla ragione»
di Roberto Persico
Carlo Sini, classe 1933, è uno dei "grandi vecchi" - con tutto il valore che questa parola esprime - della filosofia italiana. Maestro del mondo laico, è sempre stato attento alle dimensioni religiose del pensiero.
Ci sono stati aspetti per così dire grotteschi nella vicenda legata alla lectio magistralis di Benedetto XVI all'Università di Regensburg (12 settembre 2006). A chi lo ha letto, il discorso si è immediatamente imposto per la consueta chiarezza di prospettive, mentre sulla stampa il testo veniva presentato in un'ottica che si potrebbe con ragione definire distorta.
Giulio Giorello mi bacchetta per aver difeso il discorso del Papa a Ratisbona. È turbato perché sarei intriso di 'fondamentalismo religioso'; e trova deplorevole il mio discorso sulla necessità che l'Occidente si liberi dei 'demoni' dell'odio di sé, del relativismo e dello scientismo.
A proposito del premio Nobel per la Fisica assegnato a Mather e Smoot, ricordando lo splendido discorso del papa a Ratisbona…
di Antonio Socci
Tratto da del 8 ottobre 2006
Gli Accademici di Svezia (forse) non lo sanno e nessuno sui media se n’è accorto, ma aver dato quest’anno il Nobel per la fisica a Mather e Smoot per la famosa “fotografia del Big Bang” (hanno cioè misurato la radiazione cosmica di fondo), significa indirettamente “premiare” papa Ratzinger per l’ esplosivo discorso di Ratisbona e addirittura concordare con il famigerato Manuele Paleologo.
Lunedì 23 Ottobre 2006 alle ore 20:45 presso l'Auditorium della Regione (via Roma Pordenone)
"C'è ancora la ragione ? Il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona" Interverrà il Prof. Enrico BERTI, Ordinario di Storia della Filosofia all'Università degli Studi di Padova
Organizzato dal Centro Culturale "Augusto del Noce"
Mercoledì 11 ottobre 2006 ore 21:00 al cine teatro l'Agorà (Via C. Colombo, 1 – Carate Brianza)
"Noi stiamo con il Papa"
Ti invitiamo all’incontro pubblico con Don Stefano Alberto, docente di Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano
Molti hanno parlato e scritto, nei giorni scorsi, sul debole - quando non assente - sostegno al Papa dopo la reazione del mondo musulmano al discorso di Ratisbona. In Italia il gelido silenzio attorno alla persona di Benedetto XVI ha un mandante preciso: la sinistra e il suo sbandierato multiculturalismo, puntato contro le nostre radici culturali e spirituali.
Un professore vive sotto scorta per aver difeso il Papa • Il filosofo francese è disgustato dal silenzio delle istituzioni e dei politici: “Vivo nel paese più fesso d’Europa”
di Marina Valensise
Tratto da del 5 ottobre 2006
Parigi. Non solo il jet set, ma anche professori, editori, e comuni mortali si mobilitano in difesa di Robert Redeker.
La riunione di Castel Gandolfo non è bastata. La conferenza dei ministri degli Esteri dei Paesi aderenti alla organizzazione della Conferenza islamica, ha dichiarato che occorrono le scuse formali del Pontefice.
Non sappiamo come Benedetto XVI abbia preso la notizia che nella città pakistana di Lahore hanno deciso che debba dimettersi per manifesta incapacità ad esercitare la sua delicata funzione. La decisione è stata solennemente adottata da un'assemblea di mille religiosi e saggi musulmani riuniti dall'Organizzazione Jamaat al Dawat.
«Il viaggio del Papa in Turchia è ancora più importante dopo quanto è seguito al suo intervento di Ratisbona...». Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli, a due mesi dalla cruciale visita di Benedetto XVI prevista per fine novembre, riceve un gruppo di giornalisti italiani nella sede del Fanar di Istanbul. Parla delle attese del viaggio papale, delle polemiche con l'islam, dei diritti delle minoranze religiose, dell'ingresso di Ankara nell'Unione europea.
Sono rimasto di stucco nello scoprire che all'interno del sito www.islam-online.net, legato al predicatore d'odio islamico Youssef Qaradawi, martedì sera rispondeva in diretta ai visitatori il padre gesuita Thomas Michel, per tredici anni capo dell'Ufficio per l'islam del Consiglio per il dialogo interreligioso del Vaticano.