Lo scrittore inglese cattolico e tradizionalista sposò la fede all’umorismo, la teologia alla comicità Senza moralismo e attraverso il paradosso seppe cogliere la verità e rendere accattivante la bontà
di Marcello Veneziani Tratto da Il Giornale del 29 agosto 2010
Esce nei prossimi giorni, per la prima volta in Italia in versione integrale, il romanzo La sfera e la croce (Morganti, pagg. 330, euro 15). Chesterton affronta con ironia il rapporto fra fede e ragione. Nel brano che segue l’eremita Michele sfida il professor Lucifero, che solca veloce i cieli a bordo di un veliero d’argento.
di G. K. Chesterton Tratto da Il Giornale del 29 agosto 2010
Nelle indagini del prete nato dalla penna di Chesterton il confronto con misteri non solo polizieschi
di Lucio Coco Tratto da L'Osservatore Romano del 18 luglio 2010
È appena uscito in libreria Figure spirituali. Volti e voci dell'esperienza religiosa nella creazione letteraria (Padova, Edizioni Messaggero, pagine 111, euro 9). Ne pubblichiamo un capitolo.
Le due famosissime figure letterarie nate nel mondo britannico rappresentano due visioni del mondo a confronto, quella razionalistico-positivista e quella cattolica. E due modi di indagare negli abissi del cuore umano
di Jean-robert Armogathe Tratto da Avvenire del 16 maggio 2010
Certo, c’è Padre Brown e il Chesterton «narrativo». Ma c’è anche, il Chesterton «saggistico». Il romanziere, ma anche il difensore della fede cristiana.
Intervista a Marco Sermarini, Presidente della Società Chestertoniana Italiana
di Antonio Gaspari Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie l'1 febbraio 2010
La Lindau ha appena ripubblicato uno dei libri più famosi di Gilbert Chesterton la "Chiesa Cattolica. Dove tutte le verità si danno appuntamento".
di Fulvio Panzeri Tratto da Avvenire del 18 ottobre 2009
Chesterton è uno dei 'grandi' della letteratura europea, che però ha sofferto, nel nostro paese, di un curioso equivoco, quello di essere considerato alla stregua di un semplice 'giallista', con un di più rispetto alla norma, quel sottilissimo humor che lo rendeva assai diverso dai canoni consolidati del genere.
«Perché Shakespeare pensò che gli inglesi fossero gloriosi? Perché erano andati alle Crociate. Perché avevano cavalcato con l'italiano Tancredi e col franco Goffredo per difendere la comune civiltà cristiana. • Abbiamo preso il nostro posto nel campo della civiltà e non dimenticheremo più, nemmeno per un'ora, ciò che fu fondato da Cesare e rifondato da Agostino»
di Gilbert Keith Chesterton Tratto da Avvenire del 18 ottobre 2009
Torna il romanzo-capolavoro di Chesterton: “Uomovivo”
di Paolo Pegoraro* Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 6 ottobre 2009
Continua la primavera italiana di Chesterton. Dopo la riedizione di L’uomo eterno (Rubbettino), fuori commercio da oltre 70 anni, le doppie nuove traduzioni del San Francesco d’Assisi e del San Tommaso d’Aquino (Mursia, Lindau, Fede&Cultura), torna finalmente il suo romanzo-capolavoro: Uomovivo (Morganti, pp.251, € 15).
Domani a Oxford un gruppo di studiosi indaga la santità del grande scrittore. E c’è chi avanza una proposta che farà discutere • Il teologo William Oddie ricorda i suoi scontri con intellettuali atei come Shaw e Wells: «Odiava l'eresia, ma amava gli eretici» • Un'immagine del grande scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton • Altri ricordano la sua conversione e la costante ricerca di Dio. Il biografo Maisie Ward: «Era innocente e umile. Gioiva di una perpetua eucarestia del desiderio»
di Lorenzo Fazzini Tratto da Avvenire del 3 luglio 2009
Chesterton è noto a chi è interessato di sussidiarietà per il suo impegno con Hilaire Belloc nel movimento politico conosciuto come “distributismo”, o per dirla alla sua maniera, il movimento dei “tre acri e una mucca per tutti”.
Dibattiti. Ferdinando Castelli, padre gesuita, in un saggio sui classici moderni indaga la dimensione della nostalgia del sacro
La ricerca di Ibsen, il paradiso perduto di Tolkien, la terra senza cielo di Gor’kij e la solitudine di Buzzati
di Paolo Grieco
«C'è un'infinità di ragioni per cui mi sono convertito - scriveva Chesterton -, ma tutte si riducono a una: che il cristianesimo è vero». L'ennesima polemica innescata dalla sentenza del Consiglio di Stato, che ha riconosciuto la legittimità della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, ci riporta alla grande domanda che coinvolge a un tempo la sfera esistenziale individuale e quella sociale-politica: esiste un principio di verità della vita su cui possano poggiare, in maniera salda, le scelte personali e quelle sociali?
Uno manesco ed emiliano, l’altro piccolo e inglese...
Ma ci sono molte analogie tra i reverendi creati da due umoristi e cattolici Doc Parlano gli esperti
di Roberto Beretta