Leggendo superficialmente la storia europea e/o occidentale, sembrerebbe che un luterano del XVIII secolo - quale si può ritenere Giovanni Sebastiano Bach - abbia veramente poco a che spartire con coloro che hanno edificato le grandiose cattedrali del gotico francese e del tardo romanico latino (Italia e Spagna cristiana). Se però ci accostiamo con animo libero da pregiudizi all'ascolto di due grandi capolavori bachiani quali la Missa in si minore, BWV 232 e il Magnificat in re maggiore, BWV 243 dobbiamo ricrederci.
Il 23 agosto 1956 la folta platea del Mozarteum di Salisburgo potè assistere ad un evento unico. Il pianista Claudio Arrau, cileno di nascita ma tedesco di cultura e di musica - che non aveva calcato le scene della città austriaca se non due volte ad allora, nel 1938 e nel 1952 - si presentava al pubblico con un concerto integralmente mozartiano e per piano solo.