di Matteo Sacchi Tratto da Il Giornale del 13 maggio 2010
Foiba. Una parola che fa paura e scatena reazioni forti, viscerali. C’è chi vuole rimuovere il ricordo dell’atrocità, chi vuole che la giustizia sia ristabilita, chi vede la questione essenzialmente nei termini dell’odio etnico, chi riflette soprattutto sui connotati politici dello sterminio degli italiani in Istria.
Gli Approfondimenti di Alessandro Pagano e Domenico Bonvegna
Per il sesto anno con la Giornata del Ricordo sono state ricordate le vittime delle foibe. Qualcuno però ha fatto notare che ancora questa è una giornata svalutata. Evidentemente ci sono morti di serie A e morti di serie B.
Dietro la formalità dell'omaggio, le vittime delle foibe restano di serie B. La memoria si preserva con le cerimonie. Deve intervenire la scuola: vanno rivisti i libri di testo
di di Giordano Bruno Guerri Tratto da Il Giornale dell'11 febbraio 2010
Nel Giorno del Ricordo l'appello del capo dello Stato: "Siamo qui per rinnovare anche quest’anno l’impegno comune di solidarietà e di ricordo". Fini: "Ingiusti tentativi di rimozione". Gli ex An denunciano: "Troppi silenzi"
Foiba: dal latino fovea, fin da quando nel 1770 il naturalista Alberto Fortis lo propose in un suo studio, è un termine usato in geologia per indicare un tipo di voragini tipico del Carso e dell'Istria.
Rossi Kobau fu prigioniero a Borovnica per due anni. E racconta: "Tutti sapevano delle foibe, nessuno parlava". Ottantanove militari sono scomparsi in un buco del terreno distrutto con l'esplosivo
di Matteo SacchiTratto da Il Giornale del 10 febbraio 2010
di Maria Paola Gianni Tratto da Il Giornale del 10 febbraio 2010
«Gli slavi torturarono a morte mio padre. Non contenti, lo decapitarono per estrargli due denti d’oro. E poi, per sfregio, con la sua testa ci giocarono a palla, sui binari del treno. La sua “colpa”? Era italiano». A parlare è Nidia Cernecca, esule istriana, vedova e madre di tre figli.
Il Giorno del Ricordo è uno dei frutti della caduta del comunismo. Finché ci sono stati Urss e Pci le vicende legate alla strage di Porzus, alle foibe e all’esodo sono state tenute lontano dalla memoria nazionale e dai manuali scolastici.
Lo storico sloveno Pirjevec fa riesplodere le polemiche sull’eccidio di migliaia di italiani da parte di Tito. In Friuli Venezia Giulia il centrodestra chiede una commissione d’inchiesta: "Quel saggio è negazionista". L’autore ripesca le tesi giustificazioniste dei comunisti e riduce il numero delle vittime
di Ugo Finetti Tratto da Il Giornale dell'1 febbraio 2010
Pubblicata per la prima volta in Italia la lettera dell’episcopato jugoslavo, che subito dopo la guerra denunciava la «strage dei preti» compiuta dal regime comunista e rivendicava libertà di educazione e di stampa per i cattolici: «Neppure le croci sulle tombe sono state risparmiate, ma noi non cederemo»
di Francesco Dal Mas Tratto da Avvenire del 24 novembre 2009
Egregio Direttore,
leggo sul Giornale di venerdì 5 giugno, un articolo di Gianni Pennacchi sul convegno «Resistenza e Comunità europea» organizzato dalla Regione Lazio e dal governatore Piero Marrazzo, in cui tra gli invitati c’era «Zarko Besenghi comandante partigiano dell’esercito di liberazione iugoslavo». In realtà la storia di questo personaggio è un’altra.
di Francesco Natale Tratto dal sito Ragionpolitica.it il 19 febbraio 2009
Nonostante tutta la bella retorica che ci siamo sorbiti in questi anni sul superamento della censura tout-court dell'eccidio istriano dopo la salita al potere di Tito (al quale sono tuttoggi dedicate alcune vie nazionali... no comment), i «gendarmi della memoria» sono ancora in piena efficienza, pronti ad intervenire non appena qualche facinoroso decide di squarciare, magari con scorrettezza politica legittima e doverosa, il velo dell'oblio.
Storia e politica di Piero Ostellino Tratto da Il Corriere della Sera del 13 febbraio 2009
Luciano Violante scrive sul Riformista di essersi sentito «imbarazzato» ascoltando la rievocazione della «tragedia» delle foibe nel corso della celebrazione della «Giornata del ricordo»: «Se fosse stato raccontato un brano di vita di Mauthausen mi sarei immedesimato nella storia di quei vinti che poi hanno vinto. Mi sono reso conto, per la prima volta, che la mia storia politica era stata dalla parte degli aggressori, di chi legava il fil di ferro ai polsi delle vittime, prima di precipitarle, non dalla parte di chi aveva i polsi legati».
di Stefano Doroni Tratto dal sito Ragionpolitica.it il 9 febbraio 2009
In questi giorni circola in tv uno spot che avverte che il 10 febbraio è il «Giorno del Ricordo»: un momento dedicato alla tragedia degli italiani esuli di Istria e Dalmazia e dell'eccidio delle foibe. I fatti sono chiari, il problema è il silenzio che li ha vergognosamente coperti per decenni. Un muro di silenzio eretto dalla politica e dall'ideologia.
di Fausto Carioti Tratto da Libero del 11 febbraio 2009 Tramite A Conservative Mind, il blog di Fausto Carioti
Nel discorso con cui ieri Giorgio Napolitano ha commentato il significato della Giornata del Ricordo manca una parola. Tutt’altro che secondaria. Tra poco vedremo qual è. Prima bisogna capire cosa si commemorava.
Giornata del Ricordo di Giovanni Marizza Tratto da L'Occidentale il 10 febbraio 2009
Nel 2005 moriva Aldo Bricco, l’ultimo superstite della strage di Porzus. E pensare che doveva morire sessant’anni prima, nel 1945. Così almeno avevano deciso i suoi assassini. Bricco mi aveva confidato questa storia all’indomani della caduta del muro di Berlino, quando lo incontrai a Pinerolo, dove abitava.
Nel Giorno del ricordo parla lo storico Raoul Pupo: «Nuovi studi hanno determinato le cifre esatte: fuggirono anche 50mila slavi» • «Abbiamo verificato precisamente 301. 900 fughe: tra loro quasi tutti gli italofoni, sia autoctoni sia giunti negli anni Venti-Trenta» • «Peso del comunismo, difficoltà economiche e oppressione contro la religione spinsero in Italia anche migliaia di sloveni e croati»
di Francesco Dal Mas Tratto da Avvenire del 10 febbraio 2009
di Mario Cervi Tratto da Il Giornale del 11 febbraio 2009
Se il «giorno del ricordo» - istituito per dare degno posto, nella storia e nella memoria degli italiani, alla spaventosa tragedia delle foibe - diventa un ennesimo giorno dell’antifascismo, non vale la pena di celebrarlo.
di Carlo Figari Tratto da L'Unione Sarda il 10 febbraio 2009
Le foibe Il 10 febbraio si celebra la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1945 almeno cinquemila italiani (ma forse molti di più) furono uccisi dai partigiani comunisti di Tito. Catturati nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, vennero imprigionati e poi gettati ancor vivi nelle cavità carsiche, chiamate foibe.
«Sarà un filo di seta», avevano giurato 18 anni fa costruendolo in poche ore sull'orto di piselli della signora Anna Del Bello Budak. Quel confine fra Slovenia e Croazia, invece, è diventato una piccola cortina di ferro. E a causa di una nuova guerra (fredda) fra i due Stati ex jugoslavi gli italiani di Buje, Umago o Rovigno non sono mai stati tanto separati dall'Italia. Neppure sotto i comunisti titini. Non c'era mai stato un confine lì, a segare in due orizzontalmente la penisola istriana.
Rapito dalla guardie di Tito, venne ucciso “in odio alla fede” nel 1946
di Mirko Testa Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 8 luglio 2008
Con il decreto firmato recentemente da Benedetto XVI, la Chiesa di Roma ha riconosciuto il “martirio in odio alla fede” di don Francesco Bonifacio, un sacerdote istriano, vittima delle foibe, che per la sua bontà e generosità veniva chiamato in seminario “el santin”.
I genitori di Santa Teresina, il confessore di San Faustina e una vittima delle foibe Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 19 agosto 2008
La Chiesa cattolica eleverà agli onori degli altari sei beati in distinte cerimonie che avranno luogo nei mesi di settembre e ottobre, secondo quanto annunciato questo martedì dalla Sala Stampa vaticana.
Don Francesco Bonifacio, fu ucciso «in odio alla fede» nel 1946 dalle milizie di Tito Icona della riconciliazione più forte degli odi etnici e politici, sarà elevato agli onori degli altari nella Cattedrale di San Giusto • Al rito parteciperà l’arcivescovo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi • Il vescovo Ravignani: «Sacerdote sempre, anche nel pericolo»
di Francesco Dal Mas Tratto da Avvenire del 5 agosto 2008
Reportage • In Dalmazia e Istria per rivedere le terre da cui dovettero fuggire • «Ecco la mia casa, la scuola», così le pietre di Pola tornano vive • Il viaggio a ritroso di un gruppo di profughi istriani e dalmati strappati dalle proprie radici oltre 50 anni fa e che adesso tornano a costeggiare i territori della loro infanzia • I ricordi delle violenze subite, della povertà patita e il dolore dell’aver perso i propri riferimenti trasfigurano in una pacificazione favorita dai nuovi assetti geo-politici
di Lucia Bellaspiga Tratto da Avvenire del 25 luglio 2008
Nuovi disordini nell’ateneo che impedì la visita del Papa. Sei arrestati per le botte tra esponenti di Forza nuova e militanti dell’ultrasinistra
di Emanuela Fontana Tratto da Il Giornale del 28 maggio 2008
In parlamento sono andati via gli estremismi, ma la guerra tra destra e sinistra, fascismo e antifascismo, quegli scontri che alle Camere sembrano ormai anacronistici, si combattono fuori, per le strade, e all’università. Ieri all’esterno della Sapienza studenti dei collettivi di sinistra e un gruppo di Forza nuova si sono presi a botte per uno spazio sul muro. I feriti non sono gravi, gli arrestati sei, ma la politica, senza distinzione di parte, ha condannato con preoccupazione «la violenza» estremista di questi fatti.
Si apre una nuova polemica sulla resistenza, l’Istria e le foibe. Il 25 aprile il sottosegretario all’interno Ettore Rosato ha annunciato, a margine di una celebrazione alla risiera di San Sabba, l’intenzione di conferire un’onorificenza al novantaquattrenne Boris Pahor, scrittore triestino più volte candidato al Nobel e insignito della Legion d’Onore in Francia.
Giornata del ricordo • Lacota, presidente dell’Unione istriani: «Gli agenti ci hanno spiegato che la nostra presenza non era gradita e quindi non poteva essere autorizzata» • Un gruppo di esuli diretti alle «fosse» di Roditi sul Carso sloveno, bloccati alla frontiera e sanzionati (624 euro) con l'accusa di «manifestazione non autorizzata»
di Francesco Dal Mas
La tragedia delle foibe, vergognosamente snobbata • Nessuna rivalsa, è la mitezza ad animare i nostri nonni di Pola, Fiume, Zara
di Lucia Bellaspiga
Tratto da del 10 febbraio 2008
Ci sono voluti sessant’anni, sessanta lunghi anni di silenzio calato sul dramma delle foibe, prima di conquistare il punto più alto di ogni civiltà degna di questo nome: la condivisione della memoria, il rispetto per le vittime, l’ammissione di quanto è successo.
Medaglie alle famiglie delle vittime: «Riconoscimento tardivo». Poi l’appello: «Dialogo senza pregiudizi»
di Massimiliano Scafi
Tratto da del 11 febbraio 2008
Le foibe? Razzismo puro. Anzi, peggio, pulizia etnica. Su questo punto Giorgio Napolitano non fa più sconti. Lo ha già detto un anno fa, provocando una crisi diplomatica con la Croazia: la strage di italiani da parte delle milizie di Tito fu «un imperdonabile orrore dell’umanità, con l’aggravante di un disegno annessionistico slavo». Lo ripete adesso, celebrando al Quirinale il giorno del ricordo: non smetteremo mai di condannare «la piaga dei nazionalismo, il disprezzo per l’altro e l’esaltazione della propria identità etnica e storica».