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Cristo risorto Medaglia miracolosa
Tempi

Category: Foibe ed esodo istriano

*I morti nelle foibe e nel gulag, morti di serie B

Gli Approfondimenti di Alessandro Pagano e Domenico Bonvegna

Per il sesto anno con la Giornata del Ricordo sono state ricordate le vittime delle foibe. Qualcuno però ha fatto notare che ancora questa è una giornata svalutata. Evidentemente ci sono morti di serie A e morti di serie B.

I morti nelle foibe? Vittime di serie B

10 febbraioDietro la formalità dell'omaggio, le vittime delle foibe restano di serie B. La memoria si preserva con le cerimonie. Deve intervenire la scuola: vanno rivisti i libri di testo
di di Giordano Bruno Guerri
Tratto da Il Giornale dell'11 febbraio 2010

Il buio oltre le foibe

10 febbraiodi Maurizio Stefanin
Tratto da cronache di Liberal del 10 febbraio 2010

Foiba: dal latino fovea, fin da quando nel 1770 il naturalista Alberto Fortis lo propose in un suo studio, è un termine usato in geologia per indicare un tipo di voragini tipico del Carso e dell'Istria.

“Si moriva per una mela”. Memorie dal lager di Tito

10 febbraioRossi Kobau fu prigioniero a Borovnica per due anni. E racconta: "Tutti sapevano delle foibe, nessuno parlava". Ottantanove militari sono scomparsi in un buco del terreno distrutto con l'esplosivo di Matteo Sacchi Tratto da Il Giornale del 10 febbraio 2010

*«Gli slavi giocarono a palla con la testa di mio padre»

10 febbraiodi Maria Paola Gianni
Tratto da Il Giornale del 10 febbraio 2010

«Gli slavi torturarono a morte mio padre. Non contenti, lo decapitarono per estrargli due denti d’oro. E poi, per sfregio, con la sua testa ci giocarono a palla, sui binari del treno. La sua “colpa”? Era italiano». A parlare è Nidia Cernecca, esule istriana, vedova e madre di tre figli.

Il dramma dei partigiani traditi dai comunisti

10 febbraioTratto da Il Giornale del 10 febbraio 2010

Il Giorno del Ricordo è uno dei frutti della caduta del comunismo. Finché ci sono stati Urss e Pci le vicende legate alla strage di Porzus, alle foibe e all’esodo sono state tenute lontano dalla memoria nazionale e dai manuali scolastici.

Foibe, Napolitano ricorda: “Basta odio e rimozione” E Fini: “Problema attuale”

10 febbraioNel Giorno del Ricordo l'appello del capo dello Stato: "Siamo qui per rinnovare anche quest’anno l’impegno comune di solidarietà e di ricordo". Fini: "Ingiusti tentativi di rimozione". Gli ex An denunciano: "Troppi silenzi"

Tratto da Il Giornale del 10 febbraio 2010

***Il libro dello scandalo che “occulta” le foibe

Civiltà )( BarbarieLo storico sloveno Pirjevec fa riesplodere le polemiche sull’eccidio di migliaia di italiani da parte di Tito. In Friuli Venezia Giulia il centrodestra chiede una commissione d’inchiesta: "Quel saggio è negazionista". L’autore ripesca le tesi giustificazioniste dei comunisti e riduce il numero delle vittime
di Ugo Finetti
Tratto da Il Giornale dell'1 febbraio 2010

*1945: i vescovi alzano la voce contro Tito

Civiltà )( BarbariePubblicata per la prima volta in Italia la lettera dell’episcopato jugoslavo, che subito dopo la guerra denunciava la «strage dei preti» compiuta dal regime comunista e rivendicava libertà di educazione e di stampa per i cattolici: «Neppure le croci sulle tombe sono state risparmiate, ma noi non cederemo»
di Francesco Dal Mas
Tratto da Avvenire del 24 novembre 2009

**L'eroe di Marrazzo? Un “infoibatore”

Civiltà )( Barbariedi Luca Pignataro *

Egregio Direttore,
leggo sul Giornale di venerdì 5 giugno, un articolo di Gianni Pennacchi sul convegno «Resistenza e Comunità europea» organizzato dalla Regione Lazio e dal governatore Piero Marrazzo, in cui tra gli invitati c’era «Zarko Besenghi comandante partigiano dell’esercito di liberazione iugoslavo». In realtà la storia di questo personaggio è un’altra.

*Foibe censurate

Civiltà )( Barbarie di Francesco Natale
Tratto dal sito Ragionpolitica.it il 19 febbraio 2009

Nonostante tutta la bella retorica che ci siamo sorbiti in questi anni sul superamento della censura tout-court dell'eccidio istriano dopo la salita al potere di Tito (al quale sono tuttoggi dedicate alcune vie nazionali... no comment), i «gendarmi della memoria» sono ancora in piena efficienza, pronti ad intervenire non appena qualche facinoroso decide di squarciare, magari con scorrettezza politica legittima e doverosa, il velo dell'oblio.

Il passo avanti di Violante

Civiltà )( Barbarie Storia e politica di Piero Ostellino
Tratto da Il Corriere della Sera del 13 febbraio 2009

Luciano Violante scrive sul Riformista di essersi sentito «imbarazzato» ascoltando la rievocazione della «tragedia» delle foibe nel corso della celebrazione della «Giornata del ricordo»: «Se fosse stato raccontato un brano di vita di Mauthausen mi sarei immedesimato nella storia di quei vinti che poi hanno vinto. Mi sono reso conto, per la prima volta, che la mia storia politica era stata dalla parte degli aggressori, di chi legava il fil di ferro ai polsi delle vittime, prima di precipitarle, non dalla parte di chi aveva i polsi legati».

Foibe. Ricordare per capire

10 febbraio di Stefano Doroni
Tratto dal sito Ragionpolitica.it il 9 febbraio 2009

In questi giorni circola in tv uno spot che avverte che il 10 febbraio è il «Giorno del Ricordo»: un momento dedicato alla tragedia degli italiani esuli di Istria e Dalmazia e dell'eccidio delle foibe. I fatti sono chiari, il problema è il silenzio che li ha vergognosamente coperti per decenni. Un muro di silenzio eretto dalla politica e dall'ideologia.

*Le amnesie di Napolitano sugli assassini delle foibe

10 febbraio di Fausto Carioti
Tratto da Libero del 11 febbraio 2009
Tramite A Conservative Mind, il blog di Fausto Carioti

Nel discorso con cui ieri Giorgio Napolitano ha commentato il significato della Giornata del Ricordo manca una parola. Tutt’altro che secondaria. Tra poco vedremo qual è. Prima bisogna capire cosa si commemorava.

Foibe, stragi, esodo: quale ruolo ebbero i comunisti nostrani?

10 febbraio Giornata del Ricordo di Giovanni Marizza
Tratto da L'Occidentale il 10 febbraio 2009

Nel 2005 moriva Aldo Bricco, l’ultimo superstite della strage di Porzus. E pensare che doveva morire sessant’anni prima, nel 1945. Così almeno avevano deciso i suoi assassini. Bricco mi aveva confidato questa storia all’indomani della caduta del muro di Berlino, quando lo incontrai a Pinerolo, dove abitava.

Istria, l’esodo dei trecentomila

10 febbraio Nel Giorno del ricordo parla lo storico Raoul Pupo: «Nuovi studi hanno determinato le cifre esatte: fuggirono anche 50mila slavi» • «Abbiamo verificato precisamente 301. 900 fughe: tra loro quasi tutti gli italofoni, sia autoctoni sia giunti negli anni Venti-Trenta» • «Peso del comunismo, difficoltà economiche e oppressione contro la religione spinsero in Italia anche migliaia di sloveni e croati»
di Francesco Dal Mas
Tratto da Avvenire del 10 febbraio 2009

*No al revisionismo sulle foibe

10 febbraio
di Mario Cervi
Tratto da Il Giornale del 11 febbraio 2009

Se il «giorno del ricordo» - istituito per dare degno posto, nella storia e nella memoria degli italiani, alla spaventosa tragedia delle foibe - diventa un ennesimo giorno dell’antifascismo, non vale la pena di celebrarlo.

La tragedia delle foibe

di Carlo Figari
Tratto da L'Unione Sarda il 10 febbraio 2009

Le foibe Il 10 febbraio si celebra la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1945 almeno cinquemila italiani (ma forse molti di più) furono uccisi dai partigiani comunisti di Tito. Catturati nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, vennero imprigionati e poi gettati ancor vivi nelle cavità carsiche, chiamate foibe.

*Istria, gli italiani «prigionieri»

Civiltà )( Barbarie di Gian Antonio Stella
Tratto da Il Corriere della Sera del 13 gennaio 2009

«Sarà un filo di seta», avevano giurato 18 anni fa costruendolo in poche ore sull'orto di piselli della signora Anna Del Bello Budak. Quel confine fra Slovenia e Croazia, invece, è diventato una piccola cortina di ferro. E a causa di una nuova guerra (fredda) fra i due Stati ex jugoslavi gli italiani di Buje, Umago o Rovigno non sono mai stati tanto separati dall'Italia. Neppure sotto i comunisti titini. Non c'era mai stato un confine lì, a segare in due orizzontalmente la penisola istriana.

1945-1947 Guerra civile

Autore Marco Pirina copertina
Titolo 1945-1947 Guerra civile
La rivoluzione rossa
Editore Edizioni Silentes lo-quimur - Pordenone
Anno di pubblicazione 2004
Pagine 407
Prezzo (euro) 19,00
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