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**Festa per i decorati al valor militare

Ieri e oggi in città il 28° congresso nazionale dell’istituto del Nastro Azzurro
Oggi verrà intitolato un giardino al cappellano militare monsignor Enelio Franzoni

Tratto da L'Informazione - Il Domani di Bologna il 17 ottobre 2009

*«Don Gnocchi in Russia ci insegnò a pregare»

La beatificazione di don Carlo Gnocchi, spinge i reduci di Russia a raccontare l’epopea che nel 1943 vide protagonista il cappellano della Tridentina Il sacerdote fu come un padre per quei soldati. Che lo salvarono mentre giaceva, sfinito, sulla steppa gelata • Nelson Cenci, reduce del Don, ricorda il 'suo' cappellano «Una testimonianza che ci aiutò a uscire dalla sacca»
di Paolo Ferrario
Tratto da Avvenire dell'11 ottobre 2009

*Il mio inferno rosso

Dalla terribile campagna di Russia alla “peste del cattocomunismo” • I ricordi di Eugenio Corti, scrittore con la vocazione alla verità • “La domanda che prima o poi tutti mi fanno è: ma come ha fatto lei, che ha visto tutti gli orrori del Novecento, a non perder la fede?” • La campagna di Russia è la sua esperienza definitiva. Deportazioni, carestia, cannibalismo. “Dovevo raccontare quel che avevo visto” • Mentre Lazzati apre a sinistra, lui approfondisce lo studio del comunismo reale. E rompe col rettore della Cattolica sul divorzio • Amico di don Gnocchi e don Giussani, racconta i mali della chiesa di oggi e riscopre la bellezza del Medioevo
di Roberto Persico
Tratto da Il Foglio del 28 marzo 2009

*Memorie di un celoviek bersagliere - I celoviek boscaioli e gli uomini-cavalli

Memorie di un celoviek bersagliereOgni 1° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

I giorni intanto passano lenti come son lente le ore; il tempo tuttavia scorre ugualmente coi ritmi che la natura gli ha fissato. Il c.b. vive la solita vita di ieri, di oggi e forse di domani; la stessa vita di sempre. Le carte intanto, ultimate, sono state battezzate col rito ortodosso e benedette col ciai, sbrodaglia tipo tè-celoviek. Belle, bellissime!

*Memorie di un celoviek bersagliere - Di che nobile carta le carte proletarie: due articoli per L’Alba

Memorie di un celoviek bersagliereOgni 1° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

I prigionieri, in questo periodo di fervore educativo collettivo, vengono sollecitati a ravvivare con opere, azioni, scritti e intenti il movimento di rinnovamento culturale che è sbocciato nel Campo, purtroppo non più tanto affollato. Più che sollecitati, per dire il vero, assillati. La Scuola 27 di Mosca, i campi di rieducazione, i colloqui democratici e interrelazionari divengono per molti un incubo pari alla fame. Più dei russi dalle mostrine azzurre e dalla visiera tipo pensilina (Nkvd), sono insopportabili i fuoriusciti nostrani e i ravveduti improvvisati. Quei famosi nomi degli astri nascenti, in questa fase storica di rinnovamento, sono più noti di Attila, Alboino, Erode, Nerone e Genghiz khan compreso.

*Una vita per rispondere a una domanda immensa come la Russia

Don Carlo Gnocchi cappellano degli alpini
di Armando Torno
Tratto da L'Osservatore Romano del 23 gennaio 2009

È in libreria il libro di Carlo Gnocchi Cristo con gli alpini (Milano, Mursia, 2008, pagine 125, euro 14). Pubblichiamo la prefazione.

Ritirata di Russia, assalto agli alpini

Polemiche. «Italiani brava gente»? Tutt’altro: anche sul Don violenze sui civili, ruberie, stupri, antisemitismo... Uno storico tedesco accusa • Per Schlemmer il buon rapporto dei nostri soldati con il popolo russo (a differenza dei «cattivi» nazisti) sarebbe solo un mito. Ma non si possono screditare le memorie dei reduci come fonti «romanzate» e «selettive»...
di Roberto Beretta
Tratto da Avvenire del 20 gennaio 2009

*Memorie di un celoviek bersagliere - Campo 160, Suzdal': fame atroce e propaganda asfissiante

Memorie di un celoviek bersagliereOgni 1° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

La vista, in un pomeriggio inoltrato, di un grosso paese che si stagliava in lontananza tra il nevischio e la densa nebbia ci rincuorò un poco e ci infuse nuova lena per proseguire. Una grande cerchia di mura con svettanti torrioni a cipolla e uno spesso, alto portone d'ingresso - tipo castello medioevale - ci accolsero.

Memorie di un celoviek bersagliere

Autore Bruno Cecchini copertina
Titolo Memorie di un celoviek bersagliere
Editore Associazione Culturale il Mascellaro
Anno di pubblicazione 2008
Pagine 254
Prezzo (euro) 15,00

Il cavallo rosso

Autore Eugenio Corti copertina
Titolo Il cavallo rosso
Editore Ares
Anno di pubblicazione 2002
Pagine 1280
Prezzo (euro) 24,00

*Memorie di un celoviek bersagliere - Prigioniero dell’Armata Rossa

Memorie di un celoviek bersagliereOgni 1° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

La notte che ancora rimane è breve e con le prime luci dell’alba che accompagna il giorno che nasce, il 21 dicembre del 1942, dalle balke attorno al paese sciamano verso di noi le fanterie russe, accompagnate dai pesanti T-34 che fanno tremare attorno la terra ancora addormentata ma pur sempre viva.

*Memorie di un celoviek bersagliere - 17 dicembre: i russi all’attacco delle nostre retrovie

Memorie di un celoviek bersagliereOgni 1° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

Spunta tra l’incerto chiarore il giorno 17 dicembre 1942. Sono le otto del mattino e l’alba comincia appena a distendere sul paesaggio, sugli uomini, su tutto le prime, incerte e timorose luci. È un’alba grigia come gli eventi che gravano su di noi e stanno scivolando verso un tragico epilogo. Essa stessa, l’alba, pare sorpresa di vederci ancora attestati sulle trincee di Migulinskaja, per questo stenta a spuntare.

*Memorie di un celoviek bersagliere - La mia storia

Memorie di un celoviek bersagliereOgni 1° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

Non sono, in verità, né un valente scrittore (mediocre è dire molto, anzi troppo) né uno storico eccellente; no, no, molto di molto meno, onestamente. Non credo pure d’essere un santo timorato, certamente che no; o un triste peccatore condannato, chissà. Forse ci sono: può darsi ch’io sia un vile od un eroe? Mah! In fin dei conti, oggi, che differenza fa?

*Cesare Cavalleri - Archivio Ares - «La prima recensione al Cavallo rosso»

di Cesare Cavalleri
da Studi cattolici, n. 271-271, luglio-agosto 1983.
Tratto dal sito delle Edizioni Ares il 7 luglio 2008

«Il ventenne Moioli, bergamasco, puntatore del primo pezzo, era tra quelli che delle donne parlavano con fiducia. “Che bella cosa l’amore!” concludeva a volte le sue svagatezze, con molta ingenuità. Un giorno Ambrogio, ch’era in visita appunto nella tenda del primo pezzo, gli chiese: “Ma di’ un po’: tu l’amore l’hai mai provato?”. Moioli lì per lì rimase imbarazzato. “Signornò” rispose infine “se devo essere sincero”.

*Alfredo Tradigo - Intervista a Eugenio Corti»

Una saga poderosa sulla presenza del Male nel XX secolo • E sugli uomini che vi si opposero, a rischio della vita.
Intervista di Alfredo Tradigo a Eugenio Corti, da Famiglia Cristiana, n. 27, 2008.
Tratto dal sito delle Edizioni Ares il 14 luglio 2008

Passando per le verdi colline della Brianza per raggiungere Besana da cui partono e ritornano, quando ritornano, i ragazzi del 1920 descritti da Eugenio Corti nel suo bellissimo romanzo-fiume Il cavallo rosso, ci accorgiamo che il paesaggio lombardo, sotto la pioggerellina estiva, richiama in qualche modo quello inglese della Contea di casa Baggins descritto da Tolkien ne Il signore degli anelli.

Memorie dimenticate: crimini russi e alleati contro i prigionieri di guerra e...

Memorie dimenticate ..la popolazione civile tedesca

CAPITOLO QUINDICESIMO
CRIMINI RUSSI E ALLEATI CONTRO I PRIGIONIERI DI GUERRA E LA POPOLAZIONE CIVILE TEDESCA

La tragedia dei prigionieri di guerra italiani in Russia
"Non ci trovo assolutamente niente da dire se un buon numero dei prigionieri (italiani) morirà.... Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti".
Palmiro Togliatti

Memorie dimenticate: crimini russi e alleati contro i prigionieri di guerra e..

Memorie dimenticate ..la popolazione civile tedesca

CAPITOLO QUINDICESIMO
CRIMINI RUSSI E ALLEATI CONTRO I PRIGIONIERI DI GUERRA E LA POPOLAZIONE CIVILE TEDESCA

La tragedia dei prigionieri di guerra italiani in Russia
"Non ci trovo assolutamente niente da dire se un buon numero dei prigionieri (italiani) morirà.... Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti".
Palmiro Togliatti

*Il processo D'Onofrio e la Verità

Il processo D'Onofrio e la Verità È un documentario.
Miracolosamente ritornati dalla steppa terribile, pochi eroici sfortunati Italiani raccontano.
Tu stesso, lettore, intuirai la tragedia anche di quelli che non torneranno. Un tentativo di esperienze dittatoriali segnò la loro partenza. Li tradì una dittatura quando partirono; una più inumana dittatura li massacrò quando si arresero.

Ogni 2° e 4° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

*Memorie di un celoviek bersagliere

Memorie di un celoviek bersagliere Il libro contiene il memoriale che Bruno Cecchini (1921-1999), sottotenente nel 3° Reggimento Bersaglieri durante la campagna di Russia, scrisse vent’anni fa per ricordare i giorni del ripiegamento dalla linea del Don e gli anni della prigionia nel Campo sovietico n. 160 di Suzdal’.

Ogni 1° venerdì del mese ci sarà on-line un nuovo capitolo

Il gran narratore del mistero della vita

La morte dello scrittore Mario Rigoni Stern
di Roberto Beretta
Tratto da Avvenire del 18 giugno 2008

Il 'sergent magiù' sarà arrivato, finalmente, 'a baita'? Mario Rigoni Stern ha chiuso gli occhi sulle brume ovattate del suo Altopiano, in un’estate che tarda a scrollarsi di dosso la pioggia: ma poco sarà importato a lui, che – come il Giacomo di un suo libro noto – aveva imparato ad apprezzare tutte le stagioni.

*Letteratura, è morto Mario Rigoni Stern

Tratto da Il Giornale del 18 giugno 2008

Il grande scrittore veneto è mancato ieri sera nella sua casa di Asiago. Aveva 86 anni. Notizia tenuta riservata dalla famiglia, il funerale già celebrato in forma privata nel pomeriggio. Addio al "Sergente nella neve". Le opere fra storia e biografia

*Campagna di Russia: memorie di un «celoviek» bersagliere

di Chiara Unguendoli

Tratto da Avvenire - Bologna 7 di domenica 2 marzo 2008

«Memorie di un celoviek bersagliere. La prigionia in Russia di un ufficiale del 3° Reggimento: 1942-1946» è il titolo di un libro curato da Alessandro Ferioli e edito dall’associazione culturale «Il Mascellaro» (pp. 254, euro 15, può essere richiesto tramite il sito www.mascellaro.info).

*Esequie di Mons. Enelio Franzoni

Mons. Carlo Caffarra Esequie di Mons. Enelio Franzoni tenuta il 7 marzo 2007 da Mons. Carlo Caffarra (arcivescovo di Bologna)

Tratto dal sito della Chiesa di Bologna

Con Mons. Enelio Franzoni, deceduto il 5 marzo, scompare una delle figure più significative del clero diocesano. Nato a S. Giorgio di Piano il 19.07.1913, fu ordinato sacerdote a Bologna il 28.03.1936; docente di Lettere al Seminario Arcivescovile (1936~1940), fu poi Cappellano militare (1940~1943) e fu fatto prigioniero in Russia (1943~1946). Fu Delegato Arcivescovile a S. Giovanni in Persiceto (1946~1948), coadiuvando il fratello Parroco. Fu Parroco a S. Maria delle Grazie dal 1967 al 1988.
Mons. Enelio Franzoni era Canonico onorario del Capitolo di S. Giovanni in Persiceto, Cappellano di Sua Santità, Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana. Era stato insignito di Medaglia d'oro al Valor Militare

*Le colpe del Pci sulla morte dei nostri soldati in Urss

Civiltà )( Barbarie È una delle pagine drammatiche della nostra storia. Almeno 40mila italiani morirono nei gulag con il beneplacito di Togliatti. E i pochi reduci che raccontarono la verità furono addirittura portati in tribunale. Ma vinsero
di An. Cr.

Tratto da il Domenicale del 17 febbraio 2007

Memorie di prigionia di don Enelio Franzoni /4

di don Enelio Franzoni

Pane di frumento e vino di uva
Private un sacerdote dell’Eucarestia e gli avrete dato la più grossa mortificazione. Questa mortificazione durò per me dal 16 dicembre ‘41, da quella Messa, la più “vera” della mia vicenda in Russia, fino all’8 dicembre 1942, quando, in una scatoletta di legno uso tabacchiera, don Bonadeo mi allungò l’Eucarestia attraverso il filo spinato.

Memorie di prigionia di don Enelio Franzoni /3

di don Enelio Franzoni

Berti, Damiani, Abbamonte.
Dal 7 al 19 febbraio ‘43 durò il nostro secondo viaggio in treno; dal campo 188 di Tambow ci trasferiscono al campo 74 di Oranki. Stessa situazione del viaggio precedente: ancora il dramma della sete. Vedo Berti con un gavettino pieno; lo tiene in mano, guarda e fa per bere. Chi ti ha dato quell’acqua?! Cappellano, mi dicono, sta bevendo l’urina. Gli sbatto per terra il gavettino. Berti mi guarda e non dice niente; é “partito”.

Memorie di prigionia di don Enelio Franzoni /2

di don Enelio Franzoni

Caposaldo «Venere»
Quando si dice la Prima Messa é comune usanza stampare un santino; anch’io l’ho fatto per la mia prima Messa; lo ricordo benissimo; diceva così: «Il sacrificio della mia vita che con quello del tuo Figlio da me richiedi, o Dio, salga gradito al tuo cospetto e concedi che ogni giorno te l’abbia ad offrire con la generosità di quest’oggi».
«Ogni giorno» e quindi anche il 16 dicembre 1942, quando “il sacrificio della vita” mi si presentò non più in una tal romantica prospettiva bella ad accarezzarsi specialmente nel fervore del primo altare, ma in un’urgenza violenta, improvvisa.

*Memorie di prigionia di don Enelio Franzoni

di don Enelio Franzoni

Il cappellano militare non può portare armi ma deve sempre tenere con sé il crocifisso come un missionario.
La prima vicenda che vi racconterò é del mio crocifisso.
L'avevo comprato in Piazza Galvani da Natale Salvardi a Bologna; mi piaceva molto; era "modernissimo" con le braccia del Cristo parallele al tronco. Mi ha accompagnato dal giorno in cui partii da Senigallia il 29 luglio 1941 con l'ospedale da campo 837, (di cui era direttore il prof. Vincenzo Busacchi che diverrà un fraterno carissimo amico).

La prigionia in Russia di c.b., bersagliere /8

Testimonianza di Bruno Cecchini

Tratto dal sito dell'Istituto Paritario Giacomo Leopardi (8ª parte)

19 LUGLIO 1946. FINE DI UN INCUBO E DEL CALVARIO TERRENO. LA STAZIONE DI VILLAC, POI TARVISIO, UDINE E INFINE MILANO.
Il treno parte ma non è la solita tradotta fatta di carri merci adibiti al bestiame; due vetture, due vagoni per il trasporto delle persone sono riservati a noi.

La prigionia in Russia di c.b., bersagliere /7

Testimonianza di Bruno Cecchini

Tratto dal sito dell'Istituto Paritario Giacomo Leopardi (7ª parte)

1° LUGLIO 1946. SIGHET ADDIO. SI VA VERSO OVEST, MA DOVE? ECCO VIENNA. LO SCIOPERO DELLA FAME; LA PICCOLA SALVATRICE VIENNESE; L’UFFICIALE INGLESE CHE CI CHIAMA “SIGNORI UFFICIALI”.
Un certo giorno, di buon mattino, i russi guardiani convocarono i celoviek e gridando come di solito “davai bistrà, davai” ci comunicarono che stavamo per riprendere il viaggio. “Per dove nacialnik, per quale meta, tovarisc? “Nis naio, nis naio; non si sa, davai bistrà, avanti”.

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