Il sesso tra piccoli e adulti venne giustificato in nome di una rivoluzione che ha inquinato anche la chiesa
di Francesco Agnoli Tratto da Il Foglio del 17 aprile 2010
Con la pubblicazione dei decreti di attuazione della riforma voluta dal ministro Gelmini • L'anarchia-fancazzista, che altrove è durata 3 anni, in Italia ha segnato due generazioni
di Massimo Tosti Tratto da Italia Oggi il 7 gennaio 2010
Uno spaccato della storia d'Italia visto con gli occhi di un cronista cattolico
di Antonio Gaspari Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 2 novembre 2009
Per molti è un mito, i migliori anni della nostra vita, per altri è la storia triste e violenta che ha seppellito per decenni i migliori ideali di libertà, giustizia e bellezza.
La celebre intellettuale inglese Topolski: "Abbiamo negato le differenze fra i sessi e i ruoli. Non sappiamo più fare i genitori"
di Manila Alfano Tratto da Il Giornale del 5 ottobre 2009
Intervista a Mario Iannaccone, autore de la “Rivoluzione psichedelica”
di Antonio Gaspari Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 17 settembre 2009
di Gabriele Ferraris Tratto da La Stampa del 7 agosto 2009
Sono passati quarant’anni. Ma nessun li celebrerà. Il mancato concerto-memorial di Woodstock - non ci sono gli sponsor, ed era ora! - segna la fine di un Mito Rock e l’inizio della fine del Rock.
di Mario Vargas Llosa Tratto da La Stampa del 29 luglio 2009
Alcuni anni fa ho visto a Parigi, alla tv francese, un documentario che mi è rimasto impresso e le cui immagini sono talvolta riportate all’attualità con una forza esplodente dagli eventi quotidiani.
I nuovi romanzi generazionali? Li scrivono i figli degli ex contestatori e raccontano il fallimento di padri e madri troppo impegnati nella rivoluzione per pensare alla famiglia. La domanda è sempre la stessa: dov’erano i miei?
di Stefania Vitulli Tratto da Il Giornale del 5 maggio 2009
«Quando sono cominciate le agitazioni, ci siamo mossi spinti da un disagio più o meno generico e imprecisato che sentivamo verso la scuola. È un disagio che tutti avvertiamo, chi in maggiore chi in minore misura; ma quando questo disagio non è più sentito dal singolo studente verso il singolo professore, ma da tutta la massa studentesca verso l’autorità scolastica, allora comincia a nascere una coscienza di categoria che determina fra sé e la controparte uno stato di tensione».
La rivoluzione infinita
di Michela Nacci Tratto da L'Occidentale il 25 ottobre 2008
Malgrado quel che si dice in giro, resto convinta che il ’68 non sia stato quel dramma gravido di conseguenze dal quale sarebbero derivati terrorismo e degrado della scuola, maleducazione e sfascio della famiglia.
Quarant'anni dopo
di Marco Taradash Tratto da L'Occidentale il 24 ottobre 2008
Che dire di un movimento che nel ’68 era guidato dai cattivi maestri e nello ’08 è trascinato nelle piazze dalle brave maestre elementari? Quanto meno che non farà danni epocali, certo, ma anche che si iscrive nel riflusso conservatore (nel senso italiano di anti-liberale) che pervade la cultura politica nazionale.
di Paolo Guzzanti Tratto da Il Giornale del 19 ottobre 2008
Nel Sessantotto c’ero, un po’ vecchiotto (appena sotto i trenta) ma c’ero. Anzi, insegnavo storia e filosofia e andavo a fare la rivoluzione con i miei studenti. Che cosa è rimasto?
Il 25 luglio di quarant'anni fa Paolo VI firmava l'enciclica "Humanae vitae"
di Lucetta Scaraffia Tratto da L'Osservatore Romano del 25 luglio 2008
Pubblichiamo una delle relazioni pronunciate al convegno "Custodi e interpreti della vita. Attualità dell'enciclica Humanae vitae" tenutosi dall'8 al 10 maggio presso la Pontificia Università Lateranense.
Si è scritto molto sul lavoro degli impiegati statali e quasi tutti sono concordi che effettivamente ci sono molte anomalie, tra le quali l'assenteismo che colpisce in misura maggiore l'impiegato statale che quello privato.
Queste poche ma significative parole di Einstein sulla dialettica comunista : "Con sudori e fatiche inani un granello di verità speri di vedere? O sciocco! Ammazzarsi lavorando! Il nostro partito cerca la verità con decreti quale fiero spirito osa forse dubitarne? Il cranio sfondato è la sua pronta ricompensa, così gli insegniamo, come mai prima d’ora, a vivere soavemente d’accordo con noi” sintetizzano e rendono giustizia al libro dello storico Paolo Deotto, “Sessantotto – diario politicamente scorretto”, edito da Fede e Cultura.
di Michele Marchi Tratto da L'Occidentale il 22 giugno 2008
Chiesa e anni di piombo, militanti cattolici e rivoluzionari, sacerdoti e sistema carcerario, mondo politico e gerarchie ecclesiastiche. Il libro di Anna Chiara Valle si muove su differenti piani e, anche se a volte in maniera un po’ confusa e poco lineare, offre al lettore uno spaccato di riflessioni stimolanti su una fase lacerante della nostra recente storia repubblicana.
Per i contestatori era il parco giochi dell’Occidente imperialista. Quarant’anni dopo il ’68, ecco l’Africa che il terzomondismo ha contribuito a rendere peggiore di quella dell’epoca coloniale
È poi vero che il movimento del ’68 distrusse il principio di autorità? Lo sostengono dai suoi nemici conservatori ai suoi ex amici, come il cantante De Gregori.
Lo scrittore Giorgio Pressburger ricorda la «primavera» di 40 anni fa • Mentre a Parigi stava per esplodere la rivolta del Maggio francese, nel blocco comunista fioriva e moriva nel giro di una stagione il sogno di libertà e democrazia • E l’Occidente restava a guardare
di Giorgio Pressburger Tratto da Avvenire del 8 giugno 2008
Quarant’anni: il tempo necessario per constatare il fallimento di una classe dirigente. La stagione (più o meno una generazione), che permette di dire che una semina è andata male, o non è stata fatta per niente.
«La primavera di Praga» di Enzo Bettiza ripercorre la rivoluzione dimenticata di Dubcek alla ricerca del socialismo dal volto umano
di Mario Cervi Tratto da Il Giornale del 25 maggio 2008
Il nuovo libro di Enzo Bettiza La primavera di Praga (Mondadori, pagg. 160, euro 17,50) ha per sottotitolo 1968: la rivoluzione dimenticata. È proprio così.
Senza quell’epoca Sarkozy non sarebbe mai diventato presidente
di Marcello Foa Tratto da Il Giornale del 6 maggio 2008
Del Sessantotto dice di aver mantenuto lo spirito aperto, agguerrito, innovativo. Le idee, invece, le ha ripudiate. Per un periodo brevissimo della sua vita è stato persino maoista, oggi André Glucksmann è un intellettuale liberale, anticonformista, che, da Parigi, non si stanca di denunciare i totalitarismi di destra e di sinistra.
Intervista a Francesco Cossiga Tratto da Il Sussidiario.net il 2 maggio 2008
La peculiarità del Sessantotto italiano, come notano diversi osservatori del fenomeno, è quella di essere durata un decennio. E il tramonto di quel decennio coincide con l’alba tragica degli anni bui della lotta armata. I violenti scontri del ’77, prima, e poi l’evento culmine degli “anni di piombo”: il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro.
di Emiliano Stornelli Tratto da L'Occidentale il 27 aprile 2008
Roma è davvero la “capitale della cultura”. Non solo mostre, rappresentazioni teatrali e concerti; Roma oggi può vantare ben due Festival, uno del Cinema e l’altro della Filosofia: dai tappeti rossi per le star del grande schermo di tutto il mondo alla novella scuola di Atene che l’amministrazione capitolina ha ricreato anche quest’anno nelle sale dell’Auditorium.
Leggere, rileggere di Cesare Cavalleri Tratto da Avvenire del 23 aprile 2008
Nessun decennio ha potuto rivaleggiare con la straordinaria accolta di artisti che, intenzionalmente o per caso, si dette convegno nella Parigi degli Anni ’20. Pittori, scrittori, coreografi, poeti, fotografi e stilisti europei e americani affollarono i bistrot di Montparnasse, elaborando un’avanguardia artistica mitizzata anche aldilà della consistenza effettiva delle opere realizzate.
Intervista a Paul Hollander Tratto da Il Sussidiario.net il 18 aprile 2008
Lo storico ungherese Paul Hollander, per le proprie idee e per il fatto di essere il figlio di un commerciante, si trovò perseguitato dal regime comunista e costretto, nel 1956, a emigrare.
Minima di Alfonso Berardinelli Tratto da Avvenire del 29 marzo 2008
Non sono né voglio essere un difensore del ’68, non mi sono né divertito né sentito moralmente migliore in quell’anno e nel decennio successivo, fino all’assassinio di Aldo Moro a opera delle Brigate Rosse (assassinio che con il ’68 ha poco a che fare).