I meriti del governo e di Marchionne, aspettando l’evoluzione della Cgil Tratto da Il Foglio dell'8 settembre 2010
La decisione di Federmeccanica di non rinnovare nel 2012 il contratto nazionale non segna affatto quella “rottura definitiva delle relazioni sindacali” denunciata dalla Fiom,
La presidenza della Camera è un ruolo inadatto ai capipartito Tratto da Il Foglio dell'8 settembre 2010
La presidenza della Camera viene considerata un organismo di garanzia, il che, dopo l’insediamento, la sottrae a qualsiasi verifica di consenso maggioritario.
Lo storico Alessandro Orsini, il cui saggio sulle Br fu bocciato dall’editore bolognese: "Dimostrando che il terrorismo rosso degli anni Settanta è figlio 'legittimo' del Pci ho infranto un tabù. E questo non è piaciuto agli ex comunisti"
di Tommy Cappellini Tratto da Il Giornale dell'8 settembre 2010
Fini gioca una partita a scacchi pericolosissima per le istituzioni. È il capo di una fazione che si prepara a scatenare la guerriglia parlamentare nel Parlamento guidato da Fini
di Mario Sechi Tratto da Il Tempo dell'8 settembre 2010
Sono sicuramente fascisti i fautori della violenza politica che, all'inizio, è solo verbale • Quella degli attivisti arrabbiati e minacciosi è una specie che da noi continua a prosperare
di Diego Gabutti Tratto da Italia Oggi l'8 settembre 2010
di Giuliano Cazzola Tratto da L'Occidentale l'8 settembre 2010
Margaret Thacher ricevette la notizia della sconfitta nel referendum in materia fiscale mentre era impegnata, in Francia, in un vertice di capi di Stato e di governo dell’Unione europea.
Non solo Orsina, anche Orsini. Spunta un altro caso di rifiuto editoriale poco motivato dell’editrice bolognese, lontana dal liberalismo del fondatore. È un saggio sul terrorismo che mette sullo stesso piano "rossi" e "neri"
di Francesco Perfetti Tratto da Il Giornale del 7 settembre 2010
di Giuseppe Bedeschi Tratto da Il Giornale del 6 settembre 2010
È da tanti anni un luogo comune della storiografia sulla Prima repubblica: il centrosinistra è stato una stagione di profondo rinnovamento della società italiana, ha creato spazi di libertà infinitamente più ampi, ha permesso un notevole progresso in tutti i campi della vita del Paese.
Fini ha usato un’iperbole tragicamente infelice che mostra in tutto il suo distacco dalla realtà e lo scarso senso dell’istituzione che rappresenta. Quella parola, "infami", è un sasso che rotea furiosamente in aria in cerca di un bersaglio da far cadere
di Mario Sechi Tratto da Il Tempo del 7 settembre 2010
di Michele Brambilla Tratto da La Stampa del 7 settembre 2010
È azzardato cercare qualche punto in comune fra il botto che ha provocato Gianfranco Fini e quello che ha ottenuto il nuovo tg di Enrico Mentana? Forse no. E vediamo di capire perché.
La sua scelta si spiega soltanto con l'ipotesi che per lui, parlare, sia peggio che tacere • Pericoloso ignorare tali accuse che, in passato, hanno affondato più di una carriera politica
di Diego Gabutti Tratto da Italia Oggi il 7 settembre 2010
Per sostituire Fli propone vicepremier e quoziente familiare • Il cavaliere è convinto che il leader centrista voterà il federalismo con buona pace della Lega
di Antonio Calitri Tratto da Italia Oggi il 7 settembre 2010
di Antonio Socci Tratto da Libero del 4 settembre 2010 Tramite il sito Lo Straniero, il sito web ufficiale di Antonio Socci
Napolitano come autorità morale della nazione? Non mi piace l’idea che viene prospettata sempre più spesso da giornali e sondaggi e vagheggiata implicitamente pure dal cardinal Bagnasco, a proposito della vicenda di Melfi.
E’ lo stesso deputato bolognese del Pdl ad annunciarlo in una nota, che anticipa un articolo pubblicato sull’edizione di domani del Carlino di Bologna Tratto da Il Resto del Carlino del 6 settembre 2010
di Giuliano Ferrara Tratto da Il Foglio del 6 settembre 2010
Ad personam, dunque, e vediamo se questo latinorum etico al quale è inchiodata l’Italia dal 1994 abbia un senso, eventualmente, e quale. Berlusconi, e ormai è chiaro, non è mai entrato in politica. Quello era il mio desiderio e di pochi altri scemi.
di Antonio Rossitto Tratto da Panorama del 6 settembre 2010
Per settimane abbiamo visto tutti lo stesso film. Tre operai della Fiat di Melfi, tre duri e puri della Fiom, vengono ingiustamente licenziati dalla Fiat. Un giudice obbliga l’azienda a reintegrarli, mentre il Lingotto, dispettoso e prepotente, non li rivuole tra i piedi.