È bastato il suicidio di una brigatista prostrata psicologicamente per gridare di nuovo all’odio. E ripetere lo sbaglio degli anni Settanta
di Salvatore Tramontano Tratto da Il Giornale del 3 novembre 2009
di Ferdinando Camon Tratto da Avvenire del 3 novembre 2009
Uno è assassino quando ha superato un test complesso, che consiste nel reggere il delitto con la mente e con i nervi, prima, durante e dopo l’esecuzione.
Il giornale della De Gregorio agita il dubbio: "E se fosse una donna fragile, ostaggio di un colossale equivoco giudiziario?". Rispunta la tesi del complotto
di Antonio Signorini Tratto da Il Giornale del 3 novembre 2009
La sede romana di via Veneto oggi e’ stata infatti intitolata al giuslavorista, ucciso sette anni fa (il 19 marzo del 2002) a Bologna dalle Brigate rosse. La targa e’ stata scoperta dai familiari di Tarantelli e Biagi Tratto da Il Resto del Carlino del 14 maggio 2009
Francesco Caruso (nella foto) il leader no global che offese la memoria del giuslavorista Marco Biagi non sarà protetto dalla legge. La Camera ha negato il beneficio dell’insindacabilità riservato ai deputati e ora toccherà alla giunta per le autorizzazioni a procedere stabilire se Caruso sarà processato.
Dobbiamo pertanto essere grati al Parlamento italiano per aver recentemente istituito il «Giorno della memoria» dedicato a tutte le vittime del terrorismo e delle stragi di matrice. Restituite alla memoria collettiva le storia di tutte le vittime del terrorismo, dalle più note e celebrate a quelle meno note e per questo rimaste più in ombra, diventa oggi un compito meno gravoso riflettere sui percorsi di vita e di morte di coloro che, loro malgrado, sono stati gli sfortunati protagonisti del riformismo del lavoro italiano.
di Antonio Mambrino Tratto da L'Occidentale il 19 marzo 2009
La cosa che più preoccupa è invece quella sorta di interdetto linguistico che ha colpito, anche a destra, il tema del mercato del lavoro e della sua riforma. Ormai la regola per cui “chi tocca l’articolo 18 muore (e non metaforicamente) sembra essersi impadronita della coscienza dell’intera classe politica, anche dei suoi uomini migliori.
Ho conosciuto Marco Biagi nel lontano 1974. Il nostro comune maestro Federico Mancini, fondatore, insieme a Gino Giugni, del moderno diritto del lavoro, mi chiese se ero in grado di dare un passaggio in auto al più giovane dei suoi assistenti, per recarci insieme da Bologna ad Ariccia dove, nella celebre scuola della Cgil, doveva svolgersi un convegno di giuristi sui programmi per i corsi delle 150 ore (l’esperienza che, sulla scia dei mitici metalmeccanici, consentì a centinaia di migliaia di lavoratori di conseguire il titolo della scuola dell’obbligo).
Il capo dello Stato ricorda il giuslavorista assassinato dalle Br: «Ha pagato il clima di faziosità e odio che avvelena la politica»
di Massimiliano Scafi Tratto da Il Giornale del 20 marzo 2009
Basta con gli «arroccamenti», finitela con «i vecchi schemi e le logiche puramente difensive», abbandonate «visioni e conquiste del passato». E soprattutto basta con la faziosità, quel batterio che avvelena i pozzi della vita politica e sociale italiana e che ha ucciso pure Marco Biagi.
di Francesco Riccardi Tratto da Avvenire del 18 marzo 2009
Sette anni dopo l’assassinio di Marco Biagi, che ne è del suo pensiero? Al di là delle polemiche feroci e ingiustificate, le analisi e le intuizioni del giuslavorista bolognese restano valide?
Anche nel tempo della tecnologia e dell’automazione la politica resta un’attività di carattere artigianale; l’intuitus personae continua a svolgere un ruolo assolutamente determinante, addirittura decisivo.
Le Br lo hanno ucciso ma ora le sue idee sono maggioritarie
di Antonio Signorini Tratto da Il Giornale del 8 maggio 2008
Le montagne russe del totoministri sono un ricordo lontano. Senza contare che trascinare Maurizio Sacconi nel teatrino significa forzare la sua natura, decisamente più incline ad occuparsi delle materie che gli appartengono - il lavoro e le relazioni industriali - che ad applicarsi negli inevitabili tatticismi della politica.
di Giuliano Cazzola, presidente del Comitato per la difesa e l'attuazione della legge Biagi Tratto da Il Giornale del 19 marzo 2008
Tramite il sito del
A distanza di sei anni dalla morte per mano di un commando brigatista, Marco Biagi vive nelle opere dedicate alla sua memoria.
Un martire di tutti • Oggi la cerimonia nella redazione del Carlino. L’emozione del professor Montuschi, maestro del giuslavorista
di Luigi Montuschi Tratto da Il Resto del Carlino del 19 marzo 2008
Al Carlino la consegna del premio • Un minuto di silenzio per ricordare il giuslavorista bolognese nel sesto anniversario della sua uccisione da parte delle Br. L'evento è stato anche l'occasione per assegnare il 'Premio Marco Biagi- il Resto del Carlino, per la Solidarietà Sociale' giunto alla seconda edizione Tratto da Il Resto del Carlino del 20 marzo 2008
di Giuliano Cazzola Tratto da Il Riformista del 13 marzo 2008
Tramite il sito del
Trascorsi sei anni dalla uccisione, non è vuota retorica affermare che la memoria di Marco Biagi vive perché la sua opera continua. Ed è questo il singolare destino che è toccato ad un professore perbene, appassionato della sua materia, serio e impegnato in un compito (riformare il mercato del lavoro) che per lui era diventata una missione, da perseguire ad ogni costo, anche a (consapevole) rischio della vita.
La cerimonia conclusiva è fissata per il 19 marzo 2008, sesto anniversario dell'uccisione di Marco Biagi, che coincide con il trentennale della strage di via Fani, il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro. Quel giorno, il discorso ufficiale sarà tenuto da Gianni Letta
di Giuliano Cazzola, presidente del Comitato per la difesa e l'attuazione della legge Biagi
Tratto dal sito del il 27 settembre 2007
Adesso vogliono uccidere anche le idee di Marco Biagi. Non ha un diverso significato la pretesa di negare l'intitolazione al professore bolognese della legge a cui lavorò prima di cadere sotto il piombo delle Br: una legge che fu approvata (il fatto è accertabile mettendo a confronto i testi) quasi interamente nella formulazione predisposta dallo stesso Biagi.
Ieri avevamo letto che Grillo avesse spiegato che attacca la legge, ma che non ha mai insultato Marco Biagi e mai lo insulterà. Anzi, leggevamo che fosse dispiaciuto e che fosse sua intenzione chiarire, eventualmente scusandosi per l’equivoco.
Anche quest’anno è andata. Ultimo giorno a Frascati, e si respira nell’aria. C’è più rilassatezza e l’entusiasmo non basta più a nascondere la stanchezza. Eppure anche l’ultima giornata della Summer School è stata all’altezza di questa edizione: due bellissime presentazioni con studiosi di fama internazionale come Woods e Salin e un dibattito “contro il ‘68” che è una dichiarazione di guerra preventiva rispetto alle celebrazioni per il quarantennale del prossimo anno.