di Giuliano Cazzola Tratto da Il Foglio del 18 marzo 2011
Sera del 19 marzo 2001: Marco Biagi scese, più o meno all’ora di cena, dal treno locale in arrivo da Modena. Uscito dalla stazione inforcò la bicicletta e pedalò verso casa, in via Valdonica nel vecchio ghetto, a due passi dalle Due Torri. Gli assassini lo aspettavano lì.
Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ricordato così, in un convegno in Senato, il giusvalorista assassinato a Bologna dalle Brigate Rosse il 19 marzo del 2002 Tratto da Il Resto del Carlino del 17 marzo 2011
La vicenda del contratto dei metalmeccanici ha riaperto la questione della rappresentanza e rappresentatività nel nostro sistema di relazioni industriali
di Marco Biagi Tratto da Cuore & Critica il 22 gennaio 2011
Roberto Maroni e Maurizio Sacconi alla commemorazione del giuslavorista ucciso • Nel pomeriggio la deposizione delle corone nella piazzetta che porta il suo nome Tratto da L'Informazione - Il Domani di Bologna il 19 marzo 2010
È bastato il suicidio di una brigatista prostrata psicologicamente per gridare di nuovo all’odio. E ripetere lo sbaglio degli anni Settanta
di Salvatore Tramontano Tratto da Il Giornale del 3 novembre 2009
Il giornale della De Gregorio agita il dubbio: "E se fosse una donna fragile, ostaggio di un colossale equivoco giudiziario?". Rispunta la tesi del complotto
di Antonio Signorini Tratto da Il Giornale del 3 novembre 2009
di Ferdinando Camon Tratto da Avvenire del 3 novembre 2009
Uno è assassino quando ha superato un test complesso, che consiste nel reggere il delitto con la mente e con i nervi, prima, durante e dopo l’esecuzione.
La sede romana di via Veneto oggi e’ stata infatti intitolata al giuslavorista, ucciso sette anni fa (il 19 marzo del 2002) a Bologna dalle Brigate rosse. La targa e’ stata scoperta dai familiari di Tarantelli e Biagi Tratto da Il Resto del Carlino del 14 maggio 2009
Francesco Caruso (nella foto) il leader no global che offese la memoria del giuslavorista Marco Biagi non sarà protetto dalla legge. La Camera ha negato il beneficio dell’insindacabilità riservato ai deputati e ora toccherà alla giunta per le autorizzazioni a procedere stabilire se Caruso sarà processato.
di Antonio Mambrino Tratto da L'Occidentale il 19 marzo 2009
La cosa che più preoccupa è invece quella sorta di interdetto linguistico che ha colpito, anche a destra, il tema del mercato del lavoro e della sua riforma. Ormai la regola per cui “chi tocca l’articolo 18 muore (e non metaforicamente) sembra essersi impadronita della coscienza dell’intera classe politica, anche dei suoi uomini migliori.
Dobbiamo pertanto essere grati al Parlamento italiano per aver recentemente istituito il «Giorno della memoria» dedicato a tutte le vittime del terrorismo e delle stragi di matrice. Restituite alla memoria collettiva le storia di tutte le vittime del terrorismo, dalle più note e celebrate a quelle meno note e per questo rimaste più in ombra, diventa oggi un compito meno gravoso riflettere sui percorsi di vita e di morte di coloro che, loro malgrado, sono stati gli sfortunati protagonisti del riformismo del lavoro italiano.
Ho conosciuto Marco Biagi nel lontano 1974. Il nostro comune maestro Federico Mancini, fondatore, insieme a Gino Giugni, del moderno diritto del lavoro, mi chiese se ero in grado di dare un passaggio in auto al più giovane dei suoi assistenti, per recarci insieme da Bologna ad Ariccia dove, nella celebre scuola della Cgil, doveva svolgersi un convegno di giuristi sui programmi per i corsi delle 150 ore (l’esperienza che, sulla scia dei mitici metalmeccanici, consentì a centinaia di migliaia di lavoratori di conseguire il titolo della scuola dell’obbligo).
Il capo dello Stato ricorda il giuslavorista assassinato dalle Br: «Ha pagato il clima di faziosità e odio che avvelena la politica»
di Massimiliano Scafi Tratto da Il Giornale del 20 marzo 2009
Basta con gli «arroccamenti», finitela con «i vecchi schemi e le logiche puramente difensive», abbandonate «visioni e conquiste del passato». E soprattutto basta con la faziosità, quel batterio che avvelena i pozzi della vita politica e sociale italiana e che ha ucciso pure Marco Biagi.
di Francesco Riccardi Tratto da Avvenire del 18 marzo 2009
Sette anni dopo l’assassinio di Marco Biagi, che ne è del suo pensiero? Al di là delle polemiche feroci e ingiustificate, le analisi e le intuizioni del giuslavorista bolognese restano valide?
Anche nel tempo della tecnologia e dell’automazione la politica resta un’attività di carattere artigianale; l’intuitus personae continua a svolgere un ruolo assolutamente determinante, addirittura decisivo.
Le Br lo hanno ucciso ma ora le sue idee sono maggioritarie
di Antonio Signorini Tratto da Il Giornale del 8 maggio 2008
Le montagne russe del totoministri sono un ricordo lontano. Senza contare che trascinare Maurizio Sacconi nel teatrino significa forzare la sua natura, decisamente più incline ad occuparsi delle materie che gli appartengono - il lavoro e le relazioni industriali - che ad applicarsi negli inevitabili tatticismi della politica.
di Giuliano Cazzola, presidente del Comitato per la difesa e l'attuazione della legge Biagi Tratto da Il Giornale del 19 marzo 2008
Tramite il sito del
A distanza di sei anni dalla morte per mano di un commando brigatista, Marco Biagi vive nelle opere dedicate alla sua memoria.
Al Carlino la consegna del premio • Un minuto di silenzio per ricordare il giuslavorista bolognese nel sesto anniversario della sua uccisione da parte delle Br. L'evento è stato anche l'occasione per assegnare il 'Premio Marco Biagi- il Resto del Carlino, per la Solidarietà Sociale' giunto alla seconda edizione Tratto da Il Resto del Carlino del 20 marzo 2008
Un martire di tutti • Oggi la cerimonia nella redazione del Carlino. L’emozione del professor Montuschi, maestro del giuslavorista
di Luigi Montuschi Tratto da Il Resto del Carlino del 19 marzo 2008
di Giuliano Cazzola Tratto da Il Riformista del 13 marzo 2008
Tramite il sito del
Trascorsi sei anni dalla uccisione, non è vuota retorica affermare che la memoria di Marco Biagi vive perché la sua opera continua. Ed è questo il singolare destino che è toccato ad un professore perbene, appassionato della sua materia, serio e impegnato in un compito (riformare il mercato del lavoro) che per lui era diventata una missione, da perseguire ad ogni costo, anche a (consapevole) rischio della vita.
La cerimonia conclusiva è fissata per il 19 marzo 2008, sesto anniversario dell'uccisione di Marco Biagi, che coincide con il trentennale della strage di via Fani, il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro. Quel giorno, il discorso ufficiale sarà tenuto da Gianni Letta
di Giuliano Cazzola, presidente del Comitato per la difesa e l'attuazione della legge Biagi
Tratto dal sito del il 27 settembre 2007
Adesso vogliono uccidere anche le idee di Marco Biagi. Non ha un diverso significato la pretesa di negare l'intitolazione al professore bolognese della legge a cui lavorò prima di cadere sotto il piombo delle Br: una legge che fu approvata (il fatto è accertabile mettendo a confronto i testi) quasi interamente nella formulazione predisposta dallo stesso Biagi.
Ieri avevamo letto che Grillo avesse spiegato che attacca la legge, ma che non ha mai insultato Marco Biagi e mai lo insulterà. Anzi, leggevamo che fosse dispiaciuto e che fosse sua intenzione chiarire, eventualmente scusandosi per l’equivoco.
Anche quest’anno è andata. Ultimo giorno a Frascati, e si respira nell’aria. C’è più rilassatezza e l’entusiasmo non basta più a nascondere la stanchezza. Eppure anche l’ultima giornata della Summer School è stata all’altezza di questa edizione: due bellissime presentazioni con studiosi di fama internazionale come Woods e Salin e un dibattito “contro il ‘68” che è una dichiarazione di guerra preventiva rispetto alle celebrazioni per il quarantennale del prossimo anno.
Per la sinistra il giuslavorista ucciso dalle Br non è il padre della riforma • L’allievo Tiraboschi: falsità, sono ferito
di Gian Maria De Francesco
Tratto da del 23 agosto 2007
Come depotenziare le proteste della sinistra radicale in vista della manifestazione di ottobre contro il protocollo sul welfare? Da settimane ormai l’intellighenzia di centrosinistra si interroga sull’argomento per scongiurare l’ennesimo paradosso di una maggioranza in piazza contro il suo governo.
"Il problema e' semplice: Treu e Biagi non sono gli assassini ma sono coloro che hanno fornito le leggi, alias le armi attraverso le quali i padroni e gli imprenditori senza scrupoli, che sono i veri assassini che pur di aumentare i profitti hanno abbassato la soglia di sicurezza delle condizioni di lavoro". Così Francesco Caruso, deputato di Rifondazione comunista.
Lo scontro sulle leggi Treu e Biagi
di Pietro Ichino
Tratto da del 14 agosto 2007
Almeno un merito ce l’ha, la violenta invettiva di Francesco Caruso della settimana scorsa contro Marco Biagi e Tiziano Treu, con la sua coda di commenti favorevoli provenienti dal «popolo della sinistra radicale» e pubblicati dal quotidiano di Rifondazione Comunista: il merito di costringere il centrosinistra a uscire dall’equivoco riguardo al contenuto e agli effetti delle leggi, rispettivamente del 2003 e del 1997, che portano i nomi dei due giuslavoristi.
La testimonianza di Marco Biagi
di Francesco Riccardi
Tratto da del 14 agosto 2007
Un autunno caldo, con manifestazioni contrapposte e uno scontro politico destinato a durare fino alla Finanziaria e oltre. Il «caso Caruso» è tutt'altro che chiuso. Perché, dopo le odiose e false espressioni del deputato campano, le prese di posizione dei compagni di partito hanno finito per ribadire la sostanza delle accuse alle leggi Treu e Biagi. Hanno sì marcato una certa differenza nei toni, ma sono nuovamente cadute nella criminalizzazione del riformismo sociale.
Ci vuole chiarezza: altrimenti, sotto la calura d'agosto che evidentemente brucia i cervelli, rischiamo di confondere assassinati ed assassini. Uomini come Biagi e D'Antona sono stati ammazzati da quei comunisti che vedono ancora come paradiso l'inferno leninista e vorrebbero farlo risorgere: le Brigate Rosse.
E' ipocrita e intollerabile il balletto delle prese di distanza degli esponenti di centro sinistra dal non global Caruso che oggi ha dichiarato, a proposito di due cduti sul lavoro: ''Angelo e Cristian ieri sono morti assassinati nei loro rispettivi cantieri di lavoro. I loro assassini sono Treu e Biagi, le cui leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro''.