Si rinnova l'anniversario dell'assassinio del parroco di Lorenzatico, avvenuto il 13 maggio 1945, ad opera di sedicenti partigiani.
Gli assassini, della stessa scuola di chi uccise successivamente Giuseppe Fanin, rimasero sconosciuti ed impuniti, come tanti altri che nello stesso periodo agirono in disprezzo della fede, e per preparare il terreno all'agognata rivoluzione proletaria.
«Noi chiamammo poco tempo fa l'Emilia "Messico d'Italia", ma ciò è ingiusto perché piuttosto si deve dire che il Messico è l'Emilia d'America. Cose terribili succedono a Castelfranco Emilia e gente ci manda lettere piene di terrore elencando assassinii. Quarantadue persone sono già state soppresse misteriosamente per cause di politica o di vendetta, in uno spazio di pochi chilometri quadrati, in piena pianura. E la gente sa, ma non parla perché ha paura».
POLEMICHE STORICHE (INCHIESTA/4)
In Emilia si susseguivano le stragi di cattolici e Guareschi inventava il «Mondo piccolo», dove parroco e omunisti sono nemici-amici Il sindaco si chiama Bottazzi: come il capo di una squadraccia rossa
Il caso di don arozzi, anziano parroco di Riolo trucidato nel maggio 1945: la sua salma non è più stata trovata e il suo nome tra i morti della guerra non esiste
di Roberto Beretta
E' consultabile l'intero libro pubblicato nel 1995, in occasione del 50° anno della morte del Sacerdote, parroco di Lorenzatico, avvenuta il 13 maggio 1945.