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*La Resistenza cancellata

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampaSQUARCI DI STORIA • di Domenico Bonvegna

Probabilmente più di ogni altro periodo storico quello della cosiddetta Resistenza in Italia ha bisogno di essere liberato dalle distorsioni dell'ideologia e quindi di essere consegnato al reale svolgimento dei fatti. A questo compito ci pensa il pregevole volume di Ugo Finetti , La Resistenza cancellata , edito dalla casa editrice Ares , 384 pp, euro 21,00(www.ares.mi.it)).

La tesi del libro è evidente fin dalla copertina, che mostra tre figure, tra quelle che sfilarono a Milano il 25 aprile 1945, alla testa dei partigiani: sono Raffaele Cadorna, Luigi Longo e Enrico Mattei. Cadorna e Mattei, sono cancellati con due tratti incrociati di penna rossa, Cadorna era il capo di quei partigiani militari, monarchici, liberali o non politicizzati, mentre Mattei era il capo dei partigiani cattolici.

Proprio per queste caratteristiche la Resistenza di questi partigiani va cancellata, infatti "la storia ufficiale della Resistenza è stata scritta da comunisti o paracomunisti, con l'aiuto dei soldi dati dallo Stato italiano all'istituto per gli studi storici della resistenza, sapientemente comunistizzato". (F. Forte, A scuola la Resistenza è una fiaba, in Il Domenicale , 6 marzo 2004)

In pratica è stato cancellato il contributo maggiore, che fu quello dei militari, monarchici, non politicizzati e quindi non filocomunisti. E' stato cancellato pure il contributo dei cattolici e dei liberali, al contrario sono stati esaltati i Gap e quei gruppi di partigiani esclusivamente comunisti che alla fine diedero un contributo marginale alla liberazione dell'Italia.

Ugo Finetti racconta i fatti della resistenza italiana che va dal 1943 al 1945, ha consultato gli archivi moscoviti e le memorie degli alti dirigenti del comunismo internazionale. Alla fine della lettura del libro La Resistenza cancellata , abbiamo un quadro della Resistenza italiana ben diverso da quello che c'è stato fornito dalla storiografia militante del vecchio PCI e degli istituti culturali ad esso collegati.

Finetti ha "revisionato"la lunga serie di omissioni, di censure, di deformazioni, e di amputazioni che ha caratterizzato la storia della Resistenza fin qui raccontata nei vari manuali scolastici. "Si tratta d'un lavoro - scrive Sandro Fontana nella prefazione- poderoso e appassionato, che Finetti ha sviluppato in maniera simultanea e precisa in tre direzioni: nella prima ha passato in rassegna con puntigliosa attenzione tutte le grandi menzogne(come il mito della 'Resistenza tradita')o le grandi omissioni(come il biennio della turpe alleanza tra Stalin e Hitler)presenti nella storiografia d'ispirazione comunista; nella seconda ha ricostruito con certosina pazienza la verità dei fatti di ogni fase storica, utilizzando le testimonianze e le dichiarazioni dei protagonisti e risalendo direttamente alle fonti più accreditate; nella terza direzione ha esaminato, attraverso il controllo minuzioso dei libri di testo più diffusi, la penetrazione capillare nella nostra scuola e nei media della 'merce' avariata e contraffatta".

Decisivi sono in particolare i capitoli 3 e 5 e l'8 per comprendere il "lavoro"di mistificazione, che i comunisti hanno attuato sulla storia della Resistenza. Nel 3 capitolo Finetti sostiene che secondo la vulgata marxista, solo i comunisti sono i veri antifascisti, gli altri i Turati, Sturzo, Cadorna, Sogno, Montezemolo erano degli "attendisti", controrivoluzionari, magari amici dei nazifascisti. C'è la rimozione voluta nella lotta resistenziale di taluni fatti e personalità, come il caso Pizzoni, il capo del Clnai, sistematicamente cancellato dai libri di storia. Altra cancellazione rilevante dalla Storia è il notevole apporto dato alla resistenza e quindi alla liberazione dalle forze militari dopo l'8 settembre, episodio storico completamente ignorato fu quello di Cefalonia , la più grande battaglia a cielo aperto condotta dagli italiani contro i tedeschi; 65 ufficiali e 1.250 soldati morti in combattimento, 5.155 trucidati dopo la resa e altri 2.966 fatti annegare nella Baia di Argostoli[…]I quasi 2.000 superstiti vennero deportati e altri 600 scomparvero nei lager[…]

Per i comunisti, gli unici militari "liberatori"nella II guerra mondiale sono stati i soldati dell'Armata rossa. Infatti, "Quel che gli 'antirevisionisti' non accettano - scrive Finetti - di riconoscere è che la liberazione dai nazifascisti fu dovuta ai due milioni di anglo-americani, e non alle decine di migliaia di partigiani più o meno equipaggiati" .

Si cerca di cancellare "il fatto che Stalin è corresponsabile dell'inizio della seconda guerra mondiale[…]"Lo stesso trattato germano-sovietico nell'agosto del 39 è messo in ombra e comunque giustificato[…]" . L'alleanza con la Russia sovietica per la Germania nazista non era una scelta contingente, ma voleva avere una prospettiva di lunga durata.

Il comunismo filosovietico sarà del tutto insensibile di fronte all'antisemitismo durante il "biennio nero"dell'alleanza tra i due dittatori. Per quanto riguarda Stalin l'obiettivo della manualistica antirevisionista è quello di educare i giovani italiani a una comprensione "storica", mentre per Mussolini bisogna suscitare sentimenti di orrore.

Finetti smaschera inoltre il ruolo avuto da Stalin in Russia nei confronti delle diverse centinaia, tra sindacalisti, politici e intellettuali antifascisti, che cercando riparo nella "patria del socialismo", furono incarcerate e poi massacrate. "Non è infatti piacevole - scrive Finetti - soffermarsi sul fatto che gli antifascisti italiani condannati a morte dal Tribunale Speciale di Mussolini siano stati di gran lunga meno numerosi di quanti ne vennero giustiziati nel corso dei processi di Mosca[…]. Elena Dundovich, tra le sue ricerche, nei documenti rinvenuti negli archivi del Komintern, ha trovato la firma di Togliatti nei vari processi ed esecuzione degli emigrati italiani. Lehener enumera i vari documenti dove si può leggere il visto personale di Togliatti, con scritta di suo pugno Soglasen ("sono d'accordo").

Ancora oggi si tenta di occultare soprattutto la responsabilità diretta di Togliatti in quei procedimenti giudiziari.

Il capitolo 5 del testo di Finetti, riferisce dei Gruppi d'azione patriottica, i tanto famigerati e mitizzati Gap, dei veri e propri terroristi, che operavano in isolate minoranze nelle città, autori dell'attentato di via Rasella e dell'uccisione di Gentile, due assassinii senza nessuna giustificazione di guerra, non voluti dal Cln.

"Il bilancio dell'attentato di via Rasella fu assolutamente fallimentare, poiché provocò l'effetto contrario a quello sperato: non la sollevazione armata, bensì la generale presa di distanza da tal genere di violenza nei partiti antifascisti e tra la popolazione"
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Nell'8 capitolo il testo di Finetti pone l'attenzione sul massacro dei partigiani non comunisti a Porzus, che rifiutavano di diventare militari jugoslavi e soprattutto sul genocidio degli italiani per opera delle armate di Tito che hanno infoibato circa 12 mila uomini. "Per lungo tempo Porzus e le foibe sono state oggetto di un vero e proprio negazionismo militante" . Soltanto da qualche anno si è riusciti a rompere quel muro di gomma costruito dai comunisti intorno alla tragedia delle foibe.

Tra le menzogne più grosse dei comunisti si ricorda la "svolta di Salerno", dove si vuol far passare il PCI indipendente e autonomo da Mosca, invece, scrive Finetti, la "svolta"fu dettata a Togliatti da Stalin in persona. "I documenti storici - in particolare la raccolta "Il comunismo italiano nella seconda guerra mondiale" edita dal Pci nel 1963 - provano come il vertice comunista fosse un blocco stalinista granitico e che Longo e Secchia, organizzando la lotta armata secondo le direttive romane, sono al tempo stesso fortemente impegnati in una sistematica campagna contro l'estremismo e il rivoluzionarismo". Per i due dirigenti comunisti se si seguisse la prospettiva della rivoluzione proletaria, "ci isoleremmo dal popolo italiano" e questa politica "porterebbe alla guerra civile".

S. Teresa di Riva, 16 luglio 2004
Festa della Madonna del Carmelo
Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it
Questo pezzo è già stato pubblicato sul CORRIERE DEL SUD n.14/2004 1/15 agosto


Per quanto riguarda l'argomento Cefalonia, e le cifre reali dello stesso, rimandiamo alla sezione apposita. In questo momento quello che interessa è il senso del discorso e le cause di queste "amnesie".
Gianluca...]Stk[