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Berlusconi, mega offerta per Casini

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Per sostituire Fli propone vicepremier e quoziente familiare • Il cavaliere è convinto che il leader centrista voterà il federalismo con buona pace della Lega
di Antonio Calitri
Tratto da Italia Oggi il 7 settembre 2010

Vicepresidenza del consiglio dei ministri e inserimento del quoziente familiare nel programma di governo, come sesto punto sul quale chiedere la fiducia. Questa sarebbe la nuova offerta che prepara Silvio Berlusconi per convincere Pier Ferdinando Casini ad entrare nella maggioranza. Un'offerta irrinunciabile per il leader centrista che, in questo modo, non perderebbe la faccia davanti ai suoi elettori ma, anzi, dimostrerebbe di aver vinto una delle battaglia che da anni sta combattendo.

E il fatto di non ricevere ministeri dopo la definitiva chiusura sul dicastero dello Sviluppo, gli gioverebbe ancora di più a cancellare l'immagine di un partito di ex democristiani affamati di poltrone.

Dopo l'ufficializzazione della rottura definitiva tra il premier e Gianfranco Fini, che lo ha sbeffeggiato domenica a Mirabello, per Berlusconi diventa fondamentale la stampella centrista.

Al di là delle minacce di elezioni anticipate che vorrebbe la Lega Nord e al di là di qualsiasi strategia filtrata trapeli dall'incontro di Arcore di ieri sera. Umberto Bossi e il cavaliere sanno che far cadere il governo può essere molto rischioso. Anche perché, un governo tecnico almeno per cambiare la legge elettorale avrebbe la maggioranza. Il vero rischio però sono diventati i peones. A Mirabello e poi in tutti i corridoi è incominciata a circolare un'amara verità (soprattutto per il Pdl). La maggior parte dei parlamentari che pure ha accettato di fare da comparsa in un parlamento dimezzato, non è disposta a lasciare lo scanno prima di aver messo in tasca la pensione. A molti era già sfuggita nella precedente legislatura, altri sono nuovi e sanno che probabilmente si sta chiudendo un ciclo e con i nuovi equilibri non torneranno a Roma. I più preoccupati sono proprio quelli del Pdl. La Lega può permettersi di ricandidare tutti e qualcuno in più, almeno stando ai sondaggi. In un Pdl lacerato invece, molti resteranno a casa. E pur di non correre questo rischio e al di là delle prove di fedeltà che danno oggi, al momento opportuno potrebbero confluire in Futuro e libertà o in altri gruppi, dall'Api all'Udc e perfino al misto pur di restare aggrappati allo scranno. In questo contesto, che Berlusconi conosce bene, meglio restare al timone. E per questo, al di là di quello che dice o fa trapelare, accetterà le trattative con Fini ma cercherà di rafforzarsi con Casini.

Il problema, seppur in parte sarà sempre quello della Lega Nord che ufficialmente si oppone al centrista. Berlusconi è convinto di riuscire a convincerla con uno scambio alla pari. Casini in cambio dell'offerta, accetterà il federalismo e lo voterà insieme con la maggioranza. O per lo meno, se non sarà chiusa la trattativa per quando andrà in aula il documento, non gli voterà contro.

Convinta la Lega Nord, bisognerà convincere anche il guardiano della cassa ovvero Giulio Tremonti a trovare le risorse per il quoziente. E non si tratta di poco ma di una cifra che va da 3 a 12 miliardi di euro a seconda di come viene declinata la legge. Anche qui, Berlusconi sembra aver trovato uno spiraglio con il ministro. Tremonti per smontare la sinistra inciucista, che chiederebbe un governo tecnico e pur di evitare le elezioni la butta sull'emergenza economica, a Cernobbio ha affermato che non ci sono pericoli. Che non ci sarà bisogno neppure di un'altra manovra. Dichiarazione che ora fa comodo a Berlusconi per chiedergli una manovrina per aiutare le famiglia e l'economia. E convincere definitivamente Casini.




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