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Se lo dice lei, che il sistema di voto si cambia solo con il Cav., il Pd si rassegni
Tratto da Il Foglio del 2 settembre 2010
Anche un orologio fermo, due volte al giorno, segna l’ora giusta.
Così può capitare che Rosy Bindi, campionessa in carica di antiberlusconismo, si renda conto che l’obiettivo considerato prioritario dal partito di cui è presidente, la modifica della legge elettorale, può essere conseguito solo attraverso una trattativa e un accordo proprio con Silvio Berlusconi. Probabilmente è il tradizionale realismo democristiano che l’ha indotta a tener conto dei rapporti di forza parlamentari effettivi, invece di seguire Pier Luigi Bersani che invoca “una maggioranza” quale che sia per costruire un meccanismo di voto che ha l’obiettivo esplicito di far perdere le elezioni a Berlusconi e a Umberto Bossi.
Naturalmente anche l’obiettivo della Bindi è assai arduo, ma può contare sull’interesse che in realtà ha anche il centrodestra a correggere qualche aspetto della legge elettorale per il Senato che è una specie di lotteria. Inoltre l’interesse convergente dei maggiori partiti per un consolidamento del sistema bipolare è un dato oggettivo, che contrasta con quello delle formazioni minori, alle quali invece piuttosto irrazionalmente si rivolge l’appello di Bersani. Aprire un dialogo sui limiti della legge attuale è possibile solo se si parta dall’idea di renderla migliore per tutti. L’idea di una legge punitiva nei confronti di raggruppamenti che detengono una forza parlamentare forse maggioritaria e comunque cospicua, invece, è solo propagandistica e autolesionista.