il Mascellaro è diventato Miradouro   [leggi perchè]
Da oggi puoi utilizzare l'indirizzo www.miradouro.it
Cristo risorto Medaglia miracolosa
Movimento per la vita italiano

Avviso ai naviganti

Questo non è il sito della
Associazione Culturale
il Mascellaro
.
Per andarci, cliccare
sull'albero qui sotto.

«I giovani vogliono adulti veri»

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampa

Celebrando alla Madonna della Guardia, sulle alture di Genova, il presidente della Cei ha spiegato le ragioni dell’obiettivo che i vescovi italiani hanno dato al percorso del prossimo decennio • L'arcivescovo: i ragazzi hanno bisogno di incontrare «grandi» che sanno scegliere con onestà e giustizia ciò che è vero e buono • Bagnasco: educare, sfida per persone libere e umili
di Mimmo Muolo
Tratto da Avvenire del 29 agosto 2010

Più che puntare il dito contro i giovani, tocca agli adulti «es­sere dei riferimenti umili e autorevoli», quando si parla di tra­dizioni e, soprattutto, in tema di e­ducazione. I giovani, infatti, si e­sprimono «con modi spesso indi­retti», che «richiedono da parte no­stra di essere raccolti con attenzio­ne e compresi». E noi «non possia­mo assistere rassegnati allo sbando della confusione valoriale che por­ta all’individualismo, che rinchiude ognuno in se stesso, uccide i rap­porti, impoverisce il vivere sociale». Il cardinale Angelo Bagnasco ha a- perto così, ieri, sera i festeggiamenti in onore della Madonna della Guar­dia, di cui oggi ricorre l’anniversa­rio della prima apparizione a Be­nedetto Pareto, il 29 agosto 1490. L’arcivescovo di Genova e presi­dente della Cei (nella foto a sinistra, alla celebrazione dello scorso an­no) si è recato al Santuario caro a tutti genovesi, sottolineando come su quella strada «hanno cammina­to per secoli le generazioni che ci hanno preceduto».

Il pensiero del porporato si è rivol­to soprattutto ai giovani. «Non è ve­ro che le nuove generazioni di­sprezzano ciò che è stato, le tradi­zioni, la storia che ha radici antiche e ha generato frutti che ancora gu­stiamo. Essi non voglio­no – ha aggiunto Ba­gnasco – una storia che sia museo, puro anti­quariato senz’anima, un fantasma morto. Voglio­no una storia viva, che nasce ed è guidata da i­spirazioni alte, da ideali veri. E quin­di sempre viva e attuale anche se ricca di secoli. Non è forse, questo Santuario – ha fatto notare l’arcive­scovo di Genova –, un esempio di questo desiderio e di questa ricer­ca che attraversa l’anima dei giova­ni che non di rado si sentono orfa­ni pur avendo molto? Essi sono di­sorientati quando non vedono pun­ti di orientamento; ma questi pun­ti li desiderano e li cercano».

Che cosa invece offrono in cambio gli adulti? Anziché dare punti di ri­ferimento, ha detto il cardinale, «il mondo degli adulti è a volte sofisti­cato, pieno di preconcetti e pregiu­dizi, pretende di costruire il futuro senza il passato, di poter guardare la storia con occhi sufficienti, di ri­tenere superato e vecchio ciò che è stato vissuto con frutto. E così – co­me succede in Europa – taglia il ra­mo su cui è seduto. È un peccato di presunzione e di miopia: come se camminare con intelligenza nel sol­co tracciato dall’esperienza di altri fosse umiliare se stessi anziché un riferimento e un aiuto per orien­tarci nella complessità contempo­ranea». Di qui l’importanza della sfida e­ducativa che occuperà la Chiesa i­taliana nel prossimo decennio. «Tutti abbiamo sempre bisogno di essere educati e di educarci: nessu­no è arrivato», ha ricordato Bagna­sco. Una operazione che richiede umiltà. «Invece ci scontriamo spes­so con l’orgoglio e la presunzione: questa zizzania, che non si estin­gue mai dal nostro campo interio­re, rende suscettibili per ogni più piccola cosa, per ogni soffio che non sia laudativo, che non riconosca i nostri meriti veri o presunti. Ci fa permalosi per ogni osservazione e contrasto alle nostre idee, ai nostri punti di vista, ostinati nei nostri programmi».

Al contrario l’umiltà fa rima con l’intelligenza. «I giovani hanno bi­sogno di vedere negli adulti delle persone libere: non perché fanno ciò che vogliono a capriccio, se­condo gusti, voglie, interessi indi­viduali. Liberi perché non sono in­giusti, perché fanno ciò che è vero e buono, perché seguono le regole, perché osservano le leggi, fedeli al­la parola data e agli impegni as­sunti, decisi a fare il proprio dove­re sempre, fieri di poter tenere la te­sta alta davanti a tutti perché a po­sto con Dio e con la propria retta coscienza. In definitiva «onesti e giusti». Ieri in mattinata c’è stata anche la Memoria del principio, la supplica alla Vergine, il saluto alle Guardie del mondo e la processio­ne che ha preceduto la Messa del cardinale Bagnasco, che oggi cele­brerà nel Santuario altre due Mes­se, una al mattino e l’altra al po­meriggio.

(ha collaborato Adriano Torti)




I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori.
Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari.

Tutto il materiale presente su miradouro.it, mascellaro.it, mascellaro.eu è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d'uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di comunicarcelo via e-mail (nella sezione "Contattaci") attestando le sue dichiarazioni comprovate.

Quanto pubblicato in queste pagine e che non competa il nostro ingegno, è dichiarato nella voce "tratto da" o "fonte" presente in testa al contributo proposto o al piede.

Seguite il Miradouro su Twitter

Premium Drupal Themes by Adaptivethemes