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Il pazzo che bruciò la casa per eliminare il crocefisso

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Esce nei prossimi giorni, per la prima volta in Italia in versione integrale, il romanzo La sfera e la croce (Morganti, pagg. 330, euro 15). Chesterton affronta con ironia il rapporto fra fede e ragione. Nel brano che segue l’eremita Michele sfida il professor Lucifero, che solca veloce i cieli a bordo di un veliero d’argento.
di G. K. Chesterton
Tratto da Il Giornale del 29 agosto 2010

«Una volta ho cono­sciuto un uomo co­me te, Lucifero», disse, parlando con una cantilena monotona e con una lentezza da far impazzire, «e anche quell’uomo…» «Non esiste un uomo come me», urlò furibondo Lucifero, con una violenza tale che l’onda d’ur­to emessa dalla sua voce scosse il vascello. «Come ti stavo facendo osserva­re», continuò imperterrito Miche­le, «anche quell’uomo abbracciò l’opinione secondo la quale il sim­bolo della cristianità è un simbolo di barbarie e d’irragionevolezza. La sua storia è piuttosto diverten­te, ed è anche una perfetta allego­ria di quello che può succedere ai razionalisti come te. Egli comin­ciò, naturalmente, con il far spari­re il crocefisso dalla sua casa, dal collo di sua moglie e perfino dai quadri. Diceva, come ben sai, che quella era una forma arbitraria e fantastica, che era una mostruosi­tà e che chi la amava lo faceva solo perché era paradossale. Dopo di questo cominciò a diventare sem­pre più furioso e più eccentrico, tanto che avrebbe voluto abbatte­re le croci che sorgevano lun­go i bordi delle strade, visto che viveva in un paese di tra­dizione cattolica. Alla fine, giunto al­l’apice della follia, s’arrampicò sul cam­p­anile della chiesa par­rocchiale e ne strappò la croce, agitandola nel­l’aria e lanciandosi in un selvaggio soliloquio, lassù, sotto le stelle. Poi, in una se­­ra d’estate, mentre si stava di­rigendo verso casa, lungo un sentiero il demone della pazzia lo prese di colpo e lo trasfigurò, con quella violenza che può cambiare il mondo di una persona. Si era fer­mato, per un momento, a fumare di fronte a un’interminabile paliz­zata, quando i suoi occhi si aprirono sbigottiti. Non bril­lava una luce, non si muo­veva una foglia, ma lui cre­dette di vedere, come in un improvviso cambia­mento di scena, quella lunghissima fila di pa­li trasformarsi in un esercito di croci le­gate le une con le altre, sulla collina e giù nella valle. E fu allora che, im­pugnando il suo pesante bastone, corse contro la palizza­ta c­ome se avesse dovuto affronta­re una schiera di nemici. Miglia do­po miglia, lungo il sentiero che lo portava a casa, sradicò e spezzò tutte le assi che incontrò lungo il suo cammino. Odiava la croce e ogni palo rappresentava per lui una croce. Quando tornò a casa era ormai completamente impaz­zito. Si lasciò cadere su una sedia ma subito schizzò su, perché le barre incrociate che tenevano uni­te le sedi­e gli ricordavano l’intolle­rabile immagine. Si buttò sul letto, soltanto per ricordarsi subito che anche questo, come tutte le cose fatte a regola d’arte che lo circon­davano, era stato costruito su un progetto che in qualche modo gli ricordava una croce. Distrusse quindi tutti i mobili, appunto per­ché erano fatti di croci. Alla fine ap­piccò il fuoco alla sua casa, perché anche questa era fatta di croci. Il giorno dopo lo ritrovarono anne­gato nel fiume». Lucifero lo stava guardando dubbioso mordicchiandosi le lab­bra. «È davvero accaduta, questa storia?», chiese. «Oh, no», disse Michele, allegra­mente. «È solo una parabola. È una parabola rivolta a te e a tutti i razionalisti come te. Voi comincia­te con lo spezzare la Croce, ma fini­te con il distruggere il mondo abi­tabile. Prima mi hai detto che nes­suno deve entrare in Chiesa con­tro il suo volere. Ora mi dici invece che nessuno intende entrarvi. Ti ho lasciato dire che non è mai esi­stito un luogo chiamato Eden, ma poi ti sento dire che non esiste un luogo chiamato Irlanda. Tu parti odiando l’irrazionale e finisci con l’odiare ogni cosa, perché per te ogni cosa è irrazionale, e così…» Lucifero gli balzò addosso con un urlo da animale selvaggio. «Ah», strillò, «ogni uomo ha la sua pazzia, e tu, è chiaro, sei pazzo per quella croce. Fatti salvare da lei, al­lora!» E con una forza erculea scara­ventò il monaco fuori dalla trabal­lante nave che girava intorno alla parte superiore della sfera di pie­tra. Esce nei prossimi giorni, per la prima volta in Italia in ver­sione integrale, il romanzo La sfera e la croce (Morganti, pagg. 330, euro 15). Chesterton affronta con ironia il rap­porto fra fede e ragione. Nel brano che segue l’eremita Mi­chele sfida il professor Lucifero, che solca veloce i cieli a bordo di un veliero d’argento.

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