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Il Papa ha riunito secondo tradizione gli iscritti al Circolo dei Ratzinger Schulerkreis: un anello di congiunzione verso il futuro. Tema scelto dal Pontefice "Ermeneutica del Concilio Vaticano II".
di Andrea Gagliarducci
Tratto da Il Tempo del 28 agosto 2010
Verso il futuro, con uno sguardo al passato. Gli allievi del Ratzinger Schulerkreis, il circolo di ex allievi di Benedetto XVI, ieri ha dato inizio alla consueta tre giorni estiva di discussioni. La quinta da quando Benedetto XVI è diventato Papa. Un appuntamento che, quest'anno, non rappresenta solo un circolo di studi o un incontro tra ex allievi di Benedetto XVI, ma anche l'anello di connessione verso il futuro. Perché da domenica si uniranno ai quaranta ex allievi di Benedetto XVI anche i giovani della fondazione a lui intitolata. Allievi in senso lato, perché stanno dedicando al pensiero di Ratzinger i loro studi. Ma sono loro che dovranno prendere il testimone del Ratzinger Schulerkreis, trasformandolo magari in un appuntamento fisso anche nel futuro, quando molti dei protagonisti non ci saranno più. Ma è un incontro che guarda al futuro anche per il tema che è stato scelto. Dopo aver parlato di evoluzionismo, islam, missione e Gesù, quest'anno il circolo di ex allievi di Joseph Ratzinger si dedica all'«Ermeneutica del Concilio Vaticano II». Tema molto caro a Benedetto XVI, che fu tra i motori del Concilio, e fu tra i primi a comprendere che alcune derive post-conciliari stavano portando in una direzione diversa da quello che ci si sarebbe aspettato.
È sulla contrapposizione tra ermeneutica della continuità e della rottura del Concilio che si gioca molto probabilmente il futuro della Chiesa. È dal 1977 che il Papa dà luogo a questi incontri con i suoi ex allievi. Quando fu eletto Papa, gli fu fatto notare che, dal momento che era pontefice, gli incontri sarebbero giocoforza terminati. Ratzinger rispose che invece avrebbe avuto piacere di continuarli. E così è stato. Arriva appositamente dalla Tanzania l'unico italiano dello Schulerkreis. Ha studiato con Ratzinger in Germania, con il quale ha scritto una tesi sulla teologia dell'immagine in San Bonaventura, oggetto di studio anche da parte del Ratzinger studente. Pubblicato nel 1977, il libro di del Zotto meritato la prestigiosa prefazione del card. Ratzinger. Tra gli ex allievi del Papa, prende posto anche Cristoph Schoenborn, cardinale arcivescovo di Vienna. Definito sempre tra gli ex allievi di Ratzinger, proprio in ragione della sua partecipazione alla Schulerkreis, in realtà Schoenborn viene invitato agli incontri di ex allievi da quando ha fatto parte per la commissione della stesura del Catechismo. Relatore principale dell'incontro è Kurt Koch, nuovo presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani. Koch ieri ha tenuto la relazione introduttiva, su «Concilio Vaticano II tra tradizione e innovazione. L'ermeneutica della riforma tra l'ermeneutica di una continuità con rottura e di una continuità non storica».
Al termine della relazione, gli ex allievi di Ratzinger, sotto gli occhi del loro professore, hanno tenuto una discussione libera. Lo stesso schema si terrà oggi, con la relazione su «Sacrosanctum concilium e la riforma postconciliare della liturgia». È il battesimo del fuoco per Koch, che ha studiato a Lucerna e Monaco e che sarà chiamato a prendere le redini di uno dei dicasteri più delicati. La sua prova del fuoco sarà a settembre, durante il viaggio in Inghilterra, dove sarà a fianco del Papa. La scelta di affidare la relazione a Koch è stata fatta dai suoi ex allievi, e poi proposta al Papa, che ha dato la sua approvazione. Da questa relazione, e dal dibattito che ne conseguirà, verrà tratto un volume. Tra gli allievi del Papa, pochi hanno fatto carriera. Benedetto XVI non è incline al nepotismo, e si vede. Basti pensare che l'altro vescovo presente all'incontro è Hans Jochen Jaschke, vescovo di Amburgo. Il quale, tra l'altro, è sempre stato molto critico nei confronti della linea del Papa e per ben due anni non si è presentato agli incontri dello Schulerkreis, né è stato presente alla festa degli ottanta anni del Pontefice. È a quel punto che Benedetto XVI lo ha fatto chiamare e ricevuto in udienza, chiedendone le ragioni del suo comportamento. Ed è stato solo dopo allora che Jaschke ha ripreso a partecipare agli incontri dello Schulerkreis.