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Parigi e Madrid: due strade opposte per liberare i propri ostaggi da al Qaida
Tratto da Il Foglio del 27 agosto 2010
Contro gli attacchi di al Qaida nel Maghreb, l’edizione nordafricana del gruppo estremista fondato da Osama bin Laden, i governi di Parigi e di Madrid hanno scelto due modelli di comportamento opposti anche se le condizioni di partenza erano identiche: ostaggi che erano finiti in mano ai rapitori, nascosti tra le pieghe infinite del deserto.
Nicolas Sarkozy ha spedito nel Mali le truppe speciali francesi, a inseguire accampamento per accampamento i terroristi con l’aiuto riottoso – ma Parigi sa come farsi ascoltare – del potere locale. Dopo violenti scontri a fuoco costati la vita a una decina di terroristi islamici, i francesi non sono riusciti a salvare la vita del proprio connazionale sequestrato perché, sembra, era già morto durante la prigionia. Il premier spagnolo Zapatero ha invece scelto una seconda opzione: dieci milioni di dollari in cambio della restituzione dei suoi due cittadini. Congratulazioni per le vite salvate, ma non sfugge che il pagamento di un riscatto così munifico, soprattutto per un esercito di straccioni come è – era – al Qaida nel Maghreb, è semplicemente il punto di partenza per un al Qaida ancora più forte, aggressiva, baldanzosa e determinata a rapire altri ostaggi: a cinque milioni di dollari l’uno, nel nord desertico del continente africano si può creare un piccolo impero. I francesi hanno tentato la sorte e hanno perso. Gli spagnoli hanno scelto la sicurezza a breve termine e aperto la via al disastro che verrà.