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Pd, per la prima volta le coop rosse voltano le spalle alla festa dell'Unità

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Civiltà )( BarbarieA Bologna nessun cooperatore sul palco. La causa? Il nuovo interesse per la Lega Nord
di Antonio Calitri
Tratto da Italia Oggi il 19 agosto 2010

Il collateralismo tra il Pd e le coop rosse si spezza ufficialmente. A Bologna, per la prima volta nella storia, nessun cooperatore salirà sul palco della festa dell'Unità. Preferiscono soltanto ascoltare le proposte politiche e decidere se rinnovare o meno la fiducia alla sinistra, per gli importanti appuntamenti politici dei prossimi mesi.

A partire dalle primarie e dalle comunali bolognesi.

La causa di questa freddezza starebbe nei difficili rapporti tra il presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini e il segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini. Ma anche per il crescente interesse delle coop a guardare verso la LegaNord, con la quale devono fare i conti per continuare a fare affari dal Piemonte al Veneto.

Che sia la pietra tombale del collateralismo tra il pci-pds-ds-pd e le coop rosse è ancora presto per dirlo perché le radici restano ancora e sopratutti la parte fortissima del mondo cooperativo toscano guidata da Turiddo Campaini non ha nessuna intenzione di mollare.

Fatto sta però che in Emilia Romagna che resta comunque il cuore delle coop rosse qualcosa sta cambiando rapidamente. I pragmatici cooperatori che dopo l'ultima schiacciante vittoria del centrodestra in Veneto, Lombardia e Piemonte, iniziano a penare che per continuare a fare affari con le tre regioni, dovranno tagliare o almeno allentare il legame con il pd.

Detto fatto, a Bologna, per la prima volta da quando esiste la festa dell'Unità, quest'anno nessun cooperatore salirà sui palchi a discutere e confrontarsi con il partito di riferimento. Oltre agli interessi economici però, ci sarebbe anche la difficile convivenza tra il segretario bolognese del pd, Donini e il numero uno dell'Unipol, Stefanini.

Quest'ultimo, a nome di tutto il mondo cooperativo, voleva candidare a primo cittadino di Bologna, l'ex presidente della Granarolo Luciano Sita, che Donini considera una figura superata nel panorama cittadino. Di contro però, Stefanini ha bocciato al segretario del pd la candidatura di Maurizio Cevenini, il Cev macina consensi ma considerato da molti ancora poco preparato per amministrare il capoluogo.

La storia doveva restare segreta ma Donini ha riferito il tutto a Pier Luigi Bersani durante le celebrazioni in ricordo della strage di Bologna, lo scorso 3 agosto. Un video ha ripreso il colloquio e la frittata è stata resa pubblica ai bolognesi.

Sono passati giorni e non c'è stata nessuna reazione. Ieri invece, il primo passo della coop che ha deciso di non aderire alla festa del parco nord.

Ufficialmente, ha spiegato Ethel Frasinetti, direttore Legacoop Bologna alla stampa locale, i contrasti tra i due non centrerebbero. «Abbiamo scelto di non partecipare ai dibattiti perché quest'anno preferiamo ascoltare i contributi della politica cittadina e nazionale» ha spiegato Frasinetti, tralasciando sulla gaffe di Donini ma non negando che in questo momento, i cooperatori si stanno guardando intorno. «Diciamo che stiamo vivendo un momento molto particolare sia a livello nazionale che locale. Si tratta di un periodo inedito e in questa fase noi ci limitiamo ad ascoltare all'interno del nostro percorso di autonomia».

Un chiaro segnale che per una ragione o per l'altra, è in corso un riposizionamento. E Bersani dovrà presto correre ai ripari se vorrà trattenere l'enorme serbatoio delle coop.




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