- Home
- Miradouro.it
- Ambiti
- Sezioni
- Argomenti
- Serie di articoli
- Contenuti speciali
- Links

Da domenica 22, a Rimini, la 31ª edizione del Meeting, su un tema che scava nell’intimo dell’uomo: ne parla il direttore, Sandro Ricci
di Alessandro Morisi
Tratto da Avvenire - Bologna 7 di domenica 15 agosto 2010
Sandro Ricci è il direttore del Meeting di Rimini, in questi giorni febbrilmente al lavoro. La sua attività è lungo tutto il corso dell’anno e non è solo uno dei primi volontari, ma da oltre venticinque anni fa questa attività a tempo pieno. Lo contattiamo in mezzo all’operatività frenetica, per organizzazione i diversi aspetti delle prossime settimane. «Ho iniziato come volontario fin dalla prima edizione - esordisce - entrando in pianta stabile nello staff nel 1983. Da allora sono qui e tutti gli anni è una nuova sfida».
Quali sono i numeri di questa trentunesima edizione?
Per prima cosa debbo dire che quest’anno siamo ritornati alla conformazione strutturale del 2008, con l’utilizzo di tutta l’area fieristica, che invece nella scorsa edizione, per una questione legata a problemi economici, relativi ad un forte calo delle sponsorizzazioni, ci aveva visto ridurre lo spazio di circa un terzo. I volontari sono numerosissimi, oltre tremila, dall’Italia e da tutto il mondo. Quest’anno avremo ben 130 convegni - qualcuno in più dello anno scorso - ed 8 mostre, tredicimila metri quadrati per l’area ristorazione, dodicimila metri per il villaggio dello sport e oltre cinquemila per lo spazio bimbi e ragazzi. A questi sono da aggiungere tutti gli spazi per la presentazione delle realtà istituzionali, economiche, commerciali, culturali, editoriali, che decidono di esporre al Meeting. Quest’anno abbiamo anche un’altra importante novità e riguarda la traduzione simultanea inglese in tutte le sale degli incontri, e i testi bilingue delle mostre, così per poter rispondere a una sempre più marcata internazionalizzazione dei nostri visitatori.
Cosa ci può dire sul significato del Meeting quest’anno?
Il tema è relativo alla nostra natura, al nostro desiderio, che scaturisce dal cuore. In questo clima nichilista, che normalmente viviamo, sembra che la vita sia ultimamente infelice e non abbia significato. Io mi chiedo se è per un caso se milioni di persone alla mattina si svegliano per lavorare e studiare, decidono di costruire una famiglia e fare figli. La mia riposta è no. L’uomo non è il frutto dei suoi precedenti biologici, una macchina perfetta, ma automatica. L’uomo è determinato da un cuore, cioè da un desiderio; per questo crea, intraprende, ama. L’uomo - mi sento di affermare - è fatto per questo desiderio, che non è altro che il canale di collegamento con l’Infinito, il Mistero, Dio. Questo enorme desiderio, fa si che non sia mai pago. La caratteristica del cuore è comune a tutti gli uomini, di qualsiasi regione del globo, religione, cultura, filosofia, ideologia. Il cuore è un punto donato, l’uomo lo trova, non lo costruisce da se stesso. Questi desideri non sono una complicazione della vita, ma ciò che la rende più grande, gustosa e interessante.
Chi tratterà il tema?
Questo tema attraversa tutto il Meeting del 2010. L’approfondimento diretto del titolo - quest’anno - è stato affidato al professor Stefano Alberto, della Cattolica di Milano nel pomeriggio di martedì 24. Un altro incontro direttamente collegato con il tema è quello con il cardinale Peter Erdo, Primate di Ungheria e il Metropolita di Minsk Filaret, dal titolo «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, credere proprio, alla divinità del Figlio di Dio, Gesù Cristo?», che vedrà anche un importante incontro tra il mondo cattolico e il mondo orientale. Questo incontro, mi preme sottolineare, è presente anche con la mostra del Meeting su San Stefano di Ungheria, che è un santo comune sia alla Chiesa cattolica che agli orientali. Il grande desiderio dell’uomo di questo rapporto con l’infinito è ben rappresentato anche dalla mostra «In fondo al cammino c’è Qualcosa che ti aspetta. Lo splendore della speranza nel Portico della Gloria» sul capolavoro architettonico del portico occidentale della Cattedrale di Santiago di Compostela.
Cosa significa dirigere una manifestazione come il Meeting da tanti anni ?
E’ una grande esperienza, cambiata profondamente nel tempo. Gli spazi sono cresciuti ogni anno, fino all’attuale struttura; le mostre, i convegni, gli incontri, gli spettacoli, si sono dilatati a dismisura, arrivando a oltre 20 appuntamenti diversi ogni giorno. Il Meeting in trent’anni si è sempre più confermato in quello che era già fin dall’inizio - ma che i mezzi di comunicazione non avevano colto - cioè un grande evento culturale, un grande evento di esperienza, dove sono presenti tanti aspetti della vita umana, e che vuol essere un tentativo di dire a tutto il mondo la grandezza dell’esperienza cristiana in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue articolazioni. La cosa però che mi sorprende di più è che oggi i volontari sono quasi sempre i figli dei volontari dei primi anni o addirittura i figli dei figli, un popolo che cammina. Il centro propulsore del Meeting però non è cambiato; questo non è una esagerata forza di volontà, un segreto particolare, ma il vivere quotidianamente quello che ci ha insegnato don Giussani, che il Mistero entra in rapporto con la realtà, la cambia, la rende sempre più interessante. Questo è il filo rosso che ha attraversato il Meeting in tutti questi trent’anni, nelle sue trasformazioni logistiche ed umane.
Domenica 22 agosto, si apre a Rimini presso i padiglioni fieristici, la trentunesima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, tradizionale kermesse organizzata da Comunione e Liberazione sulle rive dell’Adriatico. Gli spazi allestiti presso la Fiera Nord prevedono incontri, focus, mostre, spettacoli, inviti alla lettura, concerti, oltre agli stand per lo sport, i giochi dei più piccoli, la ristorazione.
Numerosi i bolognesi presenti: ci saranno la scrittrice e critica d’arte Beatrice Buscaroli, il poeta Davide Rondoni, il rettore dell’Ateneo Ivano Dionigi. L’attore bolognese Stefano Pesce sarà il principale protagonista dello spettacolo inaugurale - domenica sera - «Caligola e la luna», tratto dal «Caligola» di Albert Camus. Collegata a Bologna anche la presentazione dell’ultimo libro di Antonio Socci «Caterina» - sempre il 22 nel primo pomeriggio - che vedrà la presenza di Elena Ugolini, preside del Liceo Malpighi. Il libro è collegato a Bologna, essendo la figlia di Socci, Caterina da molti mesi ricoverata alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Infine Emilio Bonicelli, giornalista della redazione bolognese de Il Sole 24 ore presenterà il suo ultimo scritto su Rolando Rivi, sempre domenica.
Per una edizione, sempre più europea e aperta all’ecumene, possiamo poi segnalare il Presidente della Repubblica d’Irlanda che nel pomeriggio (ore 17) del giorno di apertura parlerà de «Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo»; il portoghese Barroso, Presidente della Commissione Europea che parlerà di Europa delle Regioni, dialogando con Roberto Formigoni; la presenza dei ministri e uomini di governo. Nella sezione spettacoli le presenze del grande Giancarlo Giannini, che giovedì sera interpreterà brani di Giacomo Leopardi nello spettacolo «Che fai tu, Luna, in ciel?» e la premiazione - la sera del 23 - del Meeting Rimini Festival, concorso internazionale di cortometraggi. Tra le personalità della cultura e del giornalismo italiano segnaliamo Giampaolo Pansa, Camillo Langone, Aldo Cazzullo, Lucio Caracciolo, Luca Doninelli.
Per finire, le numerosissime presenze ecclesiali, forse mai come quest’anno al centro del Meeting, tra questi i Cardinali Scola, Cordes, Tauran, Erdo, Agré, il primate d’Irlanda Martin, i vescovi di Rimini Lambiasi, San Marino Negri, Ratisbona Muller, Macerata Giuliodori. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito http://www.meetingrimini.org .