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Agenda bioetica, asse Cav-Vaticano

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Nella newsletter ferragostana di palazzo Chigi vengono ribaditi i principi cari alla Chiesa • Per contrastare i finiani il governo stoppa l'eutanasia
di Donato De' Bardi
Tratto da Italia Oggi il 14 agosto 2010

Per marcare la differenza con Gianfranco Fini, «futurista libertario», Silvio Berlusconi ci tiene a sottolineare l'asse esistente tra lui e il Vaticano, e in particolare con il cardinale Tarcisio Bertone. E nell'ultima newsletter di palazzo Chigi, prima di augurare buon Ferragosto ai lettori interrompendo le pubblicazione fino a settembre, il Cavaliere ha fatto pubblicare l'agenda bioetica del governo: un documento che la dice lunga sulla voglia del premier di sottolineare gli ottimi rapporti che ha con la Santa Sede.

Un dossier circostanziato, quello della presidenza del Consiglio, che nelle intenzioni vuole precludere ogni dialogo sui temi etici con un parlamentari ex radicale approdati nel gruppo capeggiato da Italo Bocchino, e che risponde al nome di Benedetto Della Vedova. «Centralità della persona e difesa del valore della vita, questo il principio guida dell'agenda bioetica del governo che prevede cinque punti fondamentali», si legge nella newsletter. Punti qualificanti, «la vita al momento dell'inizio; la vita negli stati di massima disabilità; la vita quando è alla fine; problemi legati all'uso dell'umano come materiale biologico; criteri etici della ricerca». E poi «interventi di prevenzione a favore della vita», quindi «la legge 194 considera l'aborto come estrema e dolorosa ratio, da evitare (se possibile) con interventi di prevenzione a favore della vita, per scongiurare l'eventualità che l'introduzione di nuove tecniche porti a una concezione dell'aborto come diritto privato». Per quanto riguarda la procreazione medicalmente assistita, comunica palazzo Chigi, «si stanno applicando ad essa le norme europee su cellule e tessuti, allo scopo di arrivare ad un alto livello di trasparenza, tracciabilità, qualità e sicurezza». Per la disabilità nel fondo sanitario nazionale, ci sono «le risorse sufficienti per garantire la dignità della persona in ogni fase di vita, a patto che i servizi regionali sappiano integrare tutte le funzioni secondo modelli di gestione che concentrino l'offerta ospedaliera per i bisogni acuti». E «quanto alla dignità della persona nella conclusione del ciclo vitale, essa deve essere tutelata con il potenziamento delle reti di hospice, con servizi domiciliari, con l'ammissione di cure palliative». Pronunciando un chiarissimo «No alla nuova economia del corpo, vale a dire al commercio di parti del corpo umano». Sulle staminali cordonali «si è intervenuti modificando le norme precedenti e mantenendo la tradizionale politica solidaristica, estendendola a tessuti e cellule». Infine, «è in procinto di essere messo a punto un codice etico per la sperimentazione sugli esseri umani, che sarà alla base dei criteri di certificazione di biobanche di materiale biologico di origine umana per la ricerca scientifica». I finiani sono stati avvertiti: anche sull'agenda bioetica Berlusconi non vuole scendere a patti con nessuno, grazie al patto stretto con le alte gerarchie vaticane. Con la speranza, raccontano i fedelissimi del Cavaliere, «che Pier Ferdinando Casini si accorga dell'impegno bioetico del governo, mai condiviso dal presidente della Camera, a cominciare dal caso di Eluana Englaro».




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