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Della Vedova ora rallenta Ma le perplessità restano

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Il vicecapogruppo finiano: «La mia non è la posizione di Fli» Bertolini: le sue parole rendono impossibile qualsiasi confronto
di Gianni Santamaria
Tratto da Avvenire dell'11 agosto 2010

Benedetto Della Vedova apre i giornali e vede nero su bianco che il Pdl la sua uscita sui temi etici non l’ha presa bene. E allora, pur di non essere accusato di portar legna all’incendio che sta divampando tra la sua ex casa madre e il suo nuovo acquartieramento - come vicecapogruppo - in Futuro e libertà per l’Italia, prova a gettarci su un’abbondante secchiata d’acqua. «Nell’intervista di sabato scorso a Klaus Davi – precisa l’ex radicale – ho ribadito le mie posizioni sui cosiddetti temi civili». Posizioni, va ricordato, a favore di una legge sulle unioni tra omosessuali, contro quella sul biotestamento in agenda a Montecitorio e per modificare quella già esistente sulla procreazione assistita. Ma, prosegue, «non ho detto, ovviamente che Futuro e libertà per l’Italia, in cui ci sono come è noto, posizioni articolate, voglia cercare un accordo con il Pdl» su queste materie. Una messa a punto per sedare i malumori dentro Fli e cercare di non approfondire le distanze dal partito appena abbandonato. Su 'Repubblica' il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sottolinea, infatti, come i temi etici «non siano la priorità», chiedendosi come possa nascere il terzo polo con l’Udc «con differenze così marcate». Parole di un certo effetto, visto che l’esponente del Pdl in materia di fecondazione assistita ai tempi del referendum aveva sostenuto la causa dei «sì» al cambiamento della legge 40. Proprio come Gianfranco Fini (che appoggiò tre dei quattro quesiti). A rincarare la dose arriva il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, che ricorda al suo ex deputato tutto il lavoro fatto dalla Commissione Affari sociali di Montecitorio per arrivare a un testo sul fine vita che, salvando il più possibile quello licenziato dal Senato, tenesse conto delle osservazioni del mondo laico. D’altro canto se Della Vedova «vuole buttare per aria un progetto di legge che tiene apertamente conto delle posizioni della Chiesa in materia, se ne deve assumere la responsabilità sia nei confronti dei suoi colleghi di gruppo, sia nei confronti degli esponenti dell’Udc con i quali ha realizzato un’intesa in occasione della mozione Caliendo», conclude Cicchitto. Per il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla «viene meno il collante che doveva tenere insieme persone con sensibilità molto diverse, anche su temi etici assai scivolosi». Lapidaria Isabella Bertolini: «Matrimoni gay e azzeramento della legge 40 rendono difficile qualsiasi dialogo, noi compresi. Ora la coperta è ancora più corta». Per questo Della Vedova cambia tavolo e sostiene che l’intesa con gli ex va trovata su riforme istituzionali ed economia perché i temi etici «per loro natura» non ammettono logiche di schieramento, «né dentro un partito, né dentro una coalizione». Però, il 'finiano' avverte: le sue posizioni «seppur minoritarie nel centrodestra italiano» non sono «estranee a cultura e sentimenti della gran parte del suo elettorato». È «felice del chiarimento» Catia Polidori, imprenditrice e deputata di Fli, che insieme a Souad Sbai aveva storto il naso.

Perché, ribadisce, i temi etici «non sono assolutamente la priorità, rappresentata piuttosto dalla ricerca di accordi per tenere in piedi il governo e fare le riforme». Bene, dunque, il richiamo alla necessità che «sia garantita la libertà di coscienza a tutela delle opinioni di ciascuno». Poi ricorda che il testo sul fine vita è stato approvato a maggioranza dal gruppo Pdl senza vincoli: «Credo che rappresentassimo la maggioranza dei nostri elettori». Infine, Emanuela Baio Dossi, senatrice del Pd ritiene «che su questi temi vada messa in campo una saggezza che finora forse è mancata. Per dare risposte a chi davvero le sta aspettando. Vale a dire le famiglie delle tante persone che si trovano in stato vegetativo».

Pezzotta: «Dottrina sociale al centro»

L'esponente dell'Udc: «Non si strumentalizzino temi così delicati. Deve restare ferma la nostra ispirazione cristiana»
di Angelo Picariello

«Ripartire dalla dottrina sociale della Chiesa, a tutto tondo, dalla dimensione bioetica a quella eti­ca». Per il deputato dell’Udc Savi­no Pezzotta è la strada maestra, questa, per far recuperare credibi­lità a un clima politico «dilaniato dalle guerre di dossier. Ed è anche – sottolinea l’ex segretario della Ci­sl – una strada che unisce, che può dare un senso a quest’area di re­sponsabilità di cui si parla. Altro che rilanciare strumentalmente su temi che non vengono incontro ai bisogni veri, come le coppie di fat­to o la procreazione assistita».

Infatti non è che abbia trovato chissà quali consensi, questa pro­posta di Della Vedova. E ora lui stesso fa retromarcia, dicendo che parlava a titolo personale.
Tutti prendono le distanze, ma a dire il vero hanno poco da scanda­lizzarsi. Al Pd, ad esempio, è fin troppo facile ricordare come la Bi­netti sia dovuta uscire proprio per le sue idee su questi temi. Ma an­che al Pdl, dopo tutto, vorrei ricor­dare che Della Vedova l’hanno can­didato loro ed è tuttora del centro­destra. Ma nel suo piccolo l’Udc su aborto, eutanasia e temi sensibili ha una posizione chiara, per chiun­que voglia dialogare con noi.

Quindi, la neonata formazione di Fini, avendovi offerto qualcosa di più di un dialogo, sbaglia a ipotiz­zare proposte del genere.
Stupisce che in una fase difficile della vita politica si cada nella stru­mentalità su temi così delicati, da parte di tutti. Per quanto ci riguar­da, come Udc, non intendiamo co­struire un terzo polo ma un parti­to di chiara ispirazione cristiana, sia pur laico e a-confessionale.

Dicono: così si inserisce il virus della divisione religiosa in politi­ca.
Invece è vero il contrario: a creare divisione sono il relativismo etico e bioetico, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. L’etica ri­dotta a guerra di dossier, La Re­pubblica che pubblica le dieci do­mande contro Berlusconi, Il Gior­nale che fa le dieci domande a Fi­ni. Bisognerebbe andarsi a rileg­gere tutti il documento della Cei, del 1991 ('Educare alla legalità') per volare più alto, oltre le stru­mentalità di questi giorni. Ma se e­siste una questione morale così e­vidente oggi in Italia, tutti, creden­ti in primis, io compreso, do­vremmmo farci un serio esame di coscienza: siamo stati troppo de­boli, e ora rischiamo di essere tra­volti dal fango.

Torniamo al tema, le coppie di fat­to e i temi bioetici.
Guardi che non ho cambiato argo­mento: il punto è rimettere al cen­tro la questione antropologica. Il rispetto della vita a tutto tondo, ri­partendo dal lavoro e dalla fami­glia, ossia dai temi veri sui quali, se c’è coraggio, l’area di responsabi­lità può convergere su proposte se­rie e ragionevoli. Rimettendo al centro il Parlamento, nel quale non sono mancate da parte nostra pro­poste, anche nel recente dibattito sulla manovra. Ma il quoziente fa­miliare, altro che coppie di fatto o fecondazione, non era nel pro­gramma di questo governo?

Sbai «Pronta ad andarmene»

La deputata finiana chiede chiarezza al gruppo e a Della Vedova: «Dentro Fli molti condividono il mio disagio»
di Gianni Santamaria

Souad Sbai, deputata del Pdl transitata con i cosiddetti finiani, non ha preso bene le dichiarazioni del vicecapo­gruppo di Futuro e libertà per l’Italia, Benedetto Della Vedova, sui temi eticamente sensibili. E non è neanche del tutto soddi­sfatta del fatto che, dopo aver sollevato un vespaio, ieri l’ex ra­dicale abbia messo a verbale che la sua è stata una dichiarazione a titolo personale. «Auspico maggiore chiarezza, che su que­sti temi è quantomai necessa­ria», sottolinea la presidente del­l’Associazione donne maroc­chine in Italia, chiedendo a Gianfranco Fini di intervenire per chiarire se queste posizioni sono da intendersi del gruppo. «Altrimenti ognuno si prende le sue responsabilità».

È disposta a uscire dalla neona­ta formazione parlamentare per questo?
Sì. Ho sempre espresso con chia­rezza le mie posizioni. Io sono contraria all’eutanasia e sono per la vita dall’inizio alla fine.

È rimasta sorpresa da questo in­tervento?
Certo. Cosa c’entrano questi te­mi in un momento in cui si sta­va discutendo di tutt’altro. Non mi piacciono le provocazioni. E non mi piace chi, pur espri­mendo liberamente il proprio pensiero, cerca di avere il mo­nopolio su certi temi, oltretutto molto delicati, sui quali si rischia solo di creare molta confusione. Diciamo che quella di Della Ve­dova è stata un sortita persona­le. Non ci ha nemmeno consul­tati. Adesso vorrei che venga chiarito se questa è la posizione del gruppo o no.

Quanto è diffuso il malumore fra i 33-34 aderenti?
Ho parlato con diversi colleghi e in molti la pensano come me.

Come mai lei è passata con i fi­niani?
Perché sono stata eletta in quo­ta An e, non facendolo, mi sa­rebbe parso di tradire la fiducia degli elettori. Adesso si tratta, nel cercare di rinnovare le inte­se con il Pdl, di far prevalere il dialogo, il buon senso e la ra­gionevolezza sul programma da attuare.

Già in passato il presidente Fi­ni aveva espresso posizioni su temi etici: dalla contrarietà al­la legge sul testamento biologi­co, definita 'confessionale', fi­no al favore per le unioni di fat­to. Poi sembra aver assunto un profilo più sfumato. Cosa gli chiede?
Di intervenire per chiarire. Al­trimenti ognuno si prende la sua responsabilità.

Posizioni come quelle di Della Vedova tagliano fuori anche o­gni possibile dialogo con Udc, i rutelliani e anche parte del Pd.
Sono contraria a intese innatu­rali, perché la sinistra deve fare la sinistra, la destra deve fare la destra. Altrimenti i cittadini non capirebbero. Piuttosto che cer­care altre soluzioni occorre per­correre la strada del dialogo al­l’interno della compagine di centrodestra.




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