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Eutanasia e unioni gay esordio laicista per Fli

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Lo strappo e le manovre • Critiche e malumori per l'affondo di Della Vedova • Anche la legge sulla fecondazione assistita nel mirino del vice­capogruppo finiano che solleva proteste tra amici e avversari. Moffa frena, ma per il Pdl «è l’ennesima provocazione»
di Marco Iasevoli
Tratto da Avvenire del 10 agosto 2010

Ampliare il fossato dal governo e dal Pdl. Far emergere distanze sostan­ziali dall’Udc. Mettere a disagio i fi­niani che hanno lasciato con qualche remo­ra Berlusconi. Sinora sono questi i tre effetti sortiti dall’annuncio di Benedetto Della Ve­dova - vicecapogruppo della neonata forma­zione Futuro e libertà alla Camera - di pre­sentare una «iniziativa parlamentare sulle coppie di fatto anche gay», fare «un passo in­dietro sul biotestamento» e «rimettere mano» alla «assurda legge» sulla procreazione assi­stita.

L’origine del caso è nell’intervista rilasciata dal deputato ex radicale sul canale Youtube del massmediologo Klaus Davi. «È grottesco che l’Italia resti l’ultimo paese d’Europa che non ha una legge civile sulle coppie di fatto anche gay», aveva dichiarato. E ancora: «Suggeriamo un disarmo bilaterale, un passo indietro» per quanto riguarda il testo sul biotestamento, già approvato dal Senato e in attesa di essere discusso alla Camera. Infine, Della Vedova sul­la web tv propone di modificare, allargando le maglie, la legge 40. I primi a restare per­plessi erano stati, da subito, alcuni fuoriusci­ti dal Pdl come Souad Sbai e Catia Polidori. «Cosa sto a farci in questo gruppo?», si è chie­sta la parlamentare marocchina invocando l’intervento chiarificatore del leader Fini. Ma­lumori che adesso cerca di placare il porta­voce Silvano Moffa, provando a far tacere i «falchi»: «I temi che attengono alla libertà di coscienza non sono ora i più rilevanti, ci so­no questioni più urgenti, dobbiamo porre l’at­tenzione sullo sviluppo». Parole che hanno raccolto il plauso del democratico Luigi Bob­ba e dell’Udc (ed ex Pd) Enzo Carra.

I berlusconiani parlano di «ennesima provo­cazione» per accelerare il ritorno alla urne, ma per marcare la volontà dell’esecutivo di non scendere a patti sui temi etici, intervie­ne anche il sottosegretario alla Salute Euge­nia Roccella. Che pone due domande: «Tut­to il gruppo Fli si ritrova nelle posizioni di Del­la Vedova? E come queste proposte si conci­liano con l’appoggio al governo, che invece sulla bioetica persegue obiettivi molto diver­si?». Il capogruppo dei senatori azzurri, Mau­rizio Gasparri, risponde per le rime: quella sulle coppie di fatto è una proposta «impra­ticabile, l’argomento è inesistente». «La vera emergenza – afferma anche il sottosegretario Carlo Giovanardi – è quella legata alla fami­glia, alle donne e ai bambini». Piuttosto, ri­prende Gasparri, «affrontiamo la legge sul te­stamento biologico, che il Senato ha appro­vato e sulla quale la Camera è in grave ritar­do». È una stoccata all’inquilino di Monteci­torio, che sin da principio si è espresso con­tro il testo licenziato da palazzo Madama, considerandolo degno di uno «Stato etico». Ma nel Pdl l’occasione è ghiotta per mettere in luce anche l’incompatibilità sui valori con l’Udc di Casini e, dunque, l’improponibilità di un 'terzo polo'. Occasione che non perde nemmeno il Pd con Giorgio Merlo: «Sarà di­vertente misurare l’affinità tra Della Vedova e Binetti».

Per i centristi, d’altra parte, la sortita di Della Vedova rappresenta «l’opportunità per dirci con chiarezza su cosa non si può collabora­re». E molti commenti sembrano cubetti di ghiaccio sul dialogo appena partito con Fli. Paola Binetti ha due 'missive'. Una ironica per Della Vedova («Caro Benedetto, ti ringra­zio per aver sollevato il tema così sappiamo con chiarezza dove non convergeremo mai»), l’altra per Fini («Caro Gianfranco, sei dispo­sto a perdere altri pezzi del tuo elettorato su questi temi?»). Poi la deputata, in una nota, ri­badisce: «Si assumano la responsabilità di quello che dicono in un momento così caldo, in cui sarebbe importante costruire aree d’in­tesa». Il timore è che Della Vedova non abbia parlato a titolo personale, ma abbia espresso la «sensibilità» e l’agenda di Fini.




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