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Con gli Usa scoppia la cyberwar

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di Vincenzo Faccioli Pintozzi
Tratto da cronache di Liberal del 7 agosto 2010

Il XXI secolo testimonia una nuova lotta per l'egemonia mondiale. I due attori principali sono gli immancabili Stati Uniti d'America e l'ambiziosa Cina, e con mezzi e obiettivi diversi si può dire che la lotta sia già iniziata.

Siamo di fronte a una neo Guerra Fredda: la corsa agli armamenti è a pieno ritmo, con l'obiettivo di controllare lo spazio elettronico; e l'intelligence cinese è in ascesa nella prima guerra per il dominio del cyber- spazio. Il cyber spionaggio è lo strumento scelto dalla Cina per rovesciare la supremazia americana: il Ministero della Sicurezza di Stato cinese sta sfornando i migliori cyber 007 del globo, in grado di perlustrare siti protetti definiti inattaccabili, ricchi di informazioni riservate. A settembre Parigi, Londra e soprattutto Washington hanno subito le incursioni di cyber-agenti cinesi, in grado di violare il computer e (nel 2007) danneggiare irreparabilmente persino il computer dell'allora sottosegretario americano alla Difesa, Robert Gates. Sun Yiming e Yang Liping sono i due ufficiali cinesi a capo di uno dei programmi più avanzati di "Cyber Guerra" contro gli Stati Uniti. Questi due ufficiali conoscono a menadito i protocolli di comunicazione Nato, e il Pentagono conosce bene i loro recenti successi. Un'unità di hacker ai loro ordini è riuscita a mettere off-line - paralizzandola - una portaerei americana nel Pacifico, lasciandola inerme e praticamente alla deriva. Alcune divisioni dell'esercito statunitense (come 82esima e la 101esima) hanno subito almeno qualche migliaio di intrusioni di hacker cinesi nei loro sistemi informatici. Decine di computer dell'esercito Usa risultano talmente ricolmi di "troyan horse" made in China, da dover essere distrutti perché irrecuperabili. Sembra una visione irrealistica del Web, ma un'indagine degli esperti del Congresso americano ha concluso che presto, molto presto, l'intelligence cinese avrà capacità e conoscenze per mettere segno un cyber attacco in grado di paralizzare le centrali elettriche americane. Lasciando al buio quasi il settanta percento del territorio americano. In Cina si lamentano invece delle continue incursioni di hacker americani ed europei. L'Esercito di Liberazione Popolare organizza "gare"in cui si selezionano gli hacker più brillanti. Secondo alcune fonti rimbalzate dai blog cinesi, l'ultimo giovanissimo vincitore ha dimostrato la sua bravura violando niente meno che il sito della Nasa, davanti agli occhi stupefatti degli esaminatori. Bisogna dire però che i cinesi sono molto avvantaggiati nella cyber guerra, producendo la quasi totalità degli hardware utilizzati dall'occidente e dal governo americano (in particolar modo) sono a conoscenza di tutti i talloni d'Achille e dei punti migliori in cui colpire il nemico. Ma nemmeno per questo dettaglio i cyber guerrieri cinesi hanno problemi. Gli 07 cinesi sono per prima cosa ottimi programmatori e ricercatori; poi, una volta finito l'addestramento, sono assegnati generalmente a destinazioni straniere per periodi che fluttuano tra i sei e i dieci anni. Negli Stati Uniti - quindi dentro le frontiere americane - arrivano ogni anno decine di migliaia di ricercatori universitari cinesi, inviati con ricchissime borse di studio nelle università americane. Non c'è dubbio che molti di essi siano militari. Le comunità asiatiche sono di notevoli dimensioni specie nella West Coast e nella casa del software, la Silicon Valley californiana: le dimensioni le rendono quasi inattaccabili e forniscono un'ottima copertura agli agenti infiltrati. Questi, secondo i dati del Fbi, stanno trafugando un numero enorme di brevetti sia militari che civili, stilando inoltre liste dei punti deboli dei provider e dei server che compongono la rete governativa Usa. L'Fbi non sa che pesci pigliare: è arrivata a pubblicare annunci in lingua mandarina nella Chianatown di San Francisco, con la speranza di trovare qualche collaboratore cinese che sveli come funziona e da chi è composta la rete spionistica cinese nel territorio americano. Ultimo inciso: quando il cancelliere tedesco Merkel visitò insieme alla delegazione di industriali tedeschi Pechino, ordinò ai delegati di non abbandonare mai i loro portatili e di usare il meno possibile i collegamenti internet. Per evitare che spie cinesi visitassero i database tedeschi alla ricerca di segreti industriali. Nella foto di gruppo si vedono tutti gli imprenditori tedeschi che stringono al petto il loro computer, si guardano intorno con aria terrorizzata, e il sorriso d'occasione sembra una paralisi facciale. Evidentemente la Merkel non prese bene il fatto di essere seguita, ad ogni passo, da un plotone di agenti hitech cinesi, e al momento del brindisi con il primo ministro Wen Jiabao, denunciò pubblicamente le malefatte degli ospiti. Il primo ministro cinese si limitò a sorridere, accusando un non meglio identificato "gruppo isolato di hacker civili".




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