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di Domenico Bonvegna
Il Vicariato di Roma ha risposto al servizio scandalistico del settimanale Panorama, palesemente rivolto a creare scandalo e a diffamare tutti i sacerdoti, secondo la quale il 98% è omosessuale.
A questo proposito il cardinale Agostino Vallini intervistato da Il Messaggero ha detto: "chi conosce la Chiesa di Roma, non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla 'doppia vita', che non hanno capito che cosa sia 'il sacerdozio cattolico', e non dovevano diventare preti. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto". Continua il vescovo, "non escludo che ci possano essere tra noi alcune persone che non avrebbero dovuto diventare preti. Nessuno vuol loro del male, ma non possiamo accettare che a causa del loro stile di vita sia infangata l'onorabilità di tutti i sacerdoti". Pertanto, "chi è prete, omosessuale o eterosessuale, e vuole vivere relazioni sessuali, faccia un passo indietro".
Del resto la posizione della Chiesa sull'omosessualità come tendenza è abbastanza nota, "oggettivamente disordinata", infatti nel 2005 in una "istruzione vaticana vietò l'ingresso nei seminari a coloro che praticano l'omosessualità presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay".
Non voglio entrare in merito all'articolo scandalistico apparso su Panorama, senza voler far troppe polemiche e soprattutto non voglio far parte di "quel fuoco amico", come scrive il professore Pietro De Marco su L' Occidentale del 25 luglio, sono convinto che bisogna appoggiare l'azione riformatrice di papa Benedetto. Detto questo qualche analisi con domande bisogna pur farla, intanto la questione "pedofilia"va ricondotta a quella crisi generale della Fede che ha colpito la Chiesa, subito dopo il Concilio Vaticano II, a quella malintesa lettura del Concilio stesso, che da molti è stato considerato come rottura totale con il passato e quindi con apertura al mondo e identificandosi spesso con lui, fino a giungere ad una specie di contaminazione con lo spirito del tempo e così si spiegano anche gli orrori della pedofilia. "Come mai tutto questo è stato possibile? Come mai si è potuto tacere così a lungo su crimini abominevoli, praticate da persone che dovrebbero invece essere 'sale della terra e luce del mondo' "? Quali baluardi sono stati abbattuti per determinare un tale calo nella disciplina ecclesiastica?" Se lo ha chiesto il battagliero trimestrale, Tradizione, Famiglia e Proprietà, del giugno 2010.
A questo proposito la rivista cattolica a pagina 24 si sofferma su una storia abbastanza significativa e clamorosa, capitata proprio guarda caso negli Usa: Dignity: una storia di tolleranza. Un gruppo cattolico-omosessuale. Dignity, è stata fondata nel 1972 dai sacerdoti John McNeill, Robert Carter e Bernard Lynch, all'interno del Centro pastorale Woodstock, dei Padri gesuiti. "Discostandosi dalla tradizionale pastorale della Chiesa- scrive TFP- lo scopo di Dignity non era di venire incontro ai bisogni spirituali di persone con tendenze omosessuali, aiutandole a superare questa tentazione, bensì di indurli a fare 'outing', cioè dichiarare apertamente la loro omosessualità per viverla, da cattolici, senza nessun 'pregiudizio'". Inoltre questi sacerdoti ogni domenica celebravano una "Messa omosessuale", ve la immaginate, nella parrocchia di S. Francesco saverio col beneplacito del Provinciale dell'Ordine. L'associazione di preti ha partecipato attivamente al movimento gay, prese parte al Gay Pride, tenutosi a New York nel 1973. Successivamente padre Carter, il fondatore di Dignity, diventò membro e dirigente del National Gay Task Force. Il parroco si vantava di essere stato il primo prete a dichiararsi omosessuale militante. A conclusione dell'articolo TFP si domanda: come mai non è stato nemmeno censurato quando era ancora tempo per evitare la diffusione dell'errore?
S. Teresa di Riva, 26 luglio 2010
SS Anna e Gioacchino