- Home
- Miradouro.it
- Ambiti
- Sezioni
- Argomenti
- Serie di articoli
- Contenuti speciali
- Links

di Simona Verrazzo
Tratto da Avvenire del 25 luglio 2010
La Corte costituzionale suprema dell’Egitto ha ribaltato la sentenza della Corte suprema amministrativa del Cairo che aveva ordinato alla Chiesa copta ortodossa di autorizzare i fedeli divorziati a risposarsi, respingendo all’epoca il ricorso del patriarca Shenouda III nel contenzioso con Atef Kirolous, egiziano copto di origine greca che intendeva contrarre un secondo matrimonio.
Alla sentenza della Corte suprema amministrativa era seguita una nota di rifiuto emessa dal Sinodo e letta alla stampa da Shenouda III. Ora il verdetto della Corte costituzione suprema, che stabilisce che non è possibile obbligare la Chiesa copta ortodossa ad autorizzare il divorzio al di là dei casi in cui lei stessa lo prevede (adulterio o conversione a un’altra religione).
A darne notizia, riferisce il sito Christian Post, è stato il vescovo Armia, segretario di Shenouda III, che ha ringraziato il ministero della Giustizia egiziano, il presidente e i membri della Corte costituzionale suprema per «un verdetto storico che dimostra un sistema giudiziario equo, che non interferisce negli affari religiosi copti». Secondo fonti di stampa locali, comunque, la sentenza costituzionale ribalta quella precedente amministrativa, in attesa però di un verdetto definitivo. Non è stata quindi presa sul tema una decisione finale, cosa che potrebbe avvenire però anche tra anni.
In Egitto vive la più numerosa minoranza cristiana del Medio Oriente, circa otto milioni di fedeli, il dieci per cento su una popolazione di 80 milioni: il 95 per cento di loro è membro della Chiesa copta ortodossa.