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Roberto Zamboni ha passato la vita a cercare i nomi Molte famiglie sono ancora all'oscuro
di Antonio Leggieri
Tratto da Il Corriere di Bologna del 24 giugno 2010
«Dalle mie ricerche risulta che ci siano 285 bolognesi tra gli oltre 15 mila nomi di persone morte nei campi di concentramento tedeschi». Morti di cui le famiglie, nella maggior parte dei casi, le famiglie non hanno più saputo niente. Queste le parole di Roberto Zamboni, che ha passato molti anni della sua vita a cercare informazioni sugli italiani, principalmente militari, internati nei campi nazisti.
Dopo l’8 settembre 1943, più di 800 mila italiani, tra civili e militari, furono fatti prigionieri e deportati nei campi di concentramento tedeschi dislocati nei territori del Terzo Reich. Al termine della guerra, migliaia di connazionali uccisi dai nazisti furono sepolti nei suoli tedeschi, austriaci e polacchi. Dopo la riesumazione dei cadaveri e il trasferimento nei cimiteri civili e militari di questi paesi, tantissime famiglie italiane restarono all’oscuro di ciò.
Come la famiglia di Savino Pezzotta, ex segretario generale della Cisl. E’ di oggi la notizia, pubblicata dal Corriere della Sera, che Pezzotta ha ritrovato il padre che non ha mai conosciuto, morto il 9 giugno 1944 in un campo di concentramento tedesco e di cui nessuno in famiglia aveva più saputo nulla. Anche le ricerche di Zamboni, avviate nel lontano 1994, hanno portato al ritrovamento del corpo dello zio Luciano, deportato e ucciso a 22 anni nel campo di concentramento di Flossenbürg, e a quello di pagine di informazioni su migliaia di altri deportati italiani nei campi di concentramento tedeschi. Sul suo sito internet, robertozamboni. com, (sotto il titolo «Dimenticati di Stato») sono pubblicati i risultati di queste ricerche e il racconto delle difficoltà incontrate nel tentativo di fare rimpatriare i resti dei nostri connazionali in Italia e in quello di mettere al corrente di queste informazioni i parenti delle vittime.
Nel biennio 1957/1958 il Commissariato Generale Caduti in guerra iniziò la ricerca dei caduti sepolti nel territorio tedesco, austriaco e polacco, riesumandoli e trasferendo i resti nei cimiteri militari italiani in quei paesi. Ma molti dei parenti delle vittime non furono mai informati del lavoro svolto per la ricerca e la sepoltura delle salme. Infatti, nonostante gli elenchi dei caduti siano disponibili presso il Ministero della Difesa, molte famiglie non sono a conoscenza di queste liste. In questi anni, autonomamente o con l’aiuto dell’Arma dei Carabinieri, Roberto è riuscito a rintracciare alcune persone che non avevano notizie dei parenti caduti. Ai nomi, Roberto ha aggiunto notizie su deportazione o internamento, sulla morte e sulla prima sepoltura. Come riscontro di questa lista ha acquisito dall’Archivio segreto vaticano copia delle schede di ricerca degli italiani per i quali si richiesero notizie dal 1939 al 1945.
Consulta la lista dei nomi sul sito di Roberto Zamboni
Il sito di Roberto Zamboni