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Tratto da Il Giornale dell'11 aprile 2010
Certo, c’è Padre Brown e il Chesterton «narrativo». Ma c’è anche, il Chesterton «saggistico». Il romanziere, ma anche il difensore della fede cristiana.
Su questo versante, negli ultimi mesi sono usciti almeno due titoli particolarmente importanti dello scrittore inglese. Il primo si intitola La chiesa cattolica (Lindau, pagg. 116, euro 13), un libro nel quale, con la consueta inclinazione al paradosso e all’ironia, Chesterton racconta un’esperienza drammatica come la conversione religiosa, partendo ovviamente dalla sua personale, avvenuta nel ’22. Una sorta di guida al percorso dell’anima del convertito lungo le tre fasi che precedono l’ingresso nella Chiesa di Roma: l’assunzione di un atteggiamento intellettualmente onesto nei confronti di essa, quindi la sua progressiva e irresistibile scoperta e infine l’impossibilità di abbandonarla una volta entratovi. Al termine di tale pellegrinaggio interiore, la religione più antica si rivela sorprendentemente la più nuova, più nuova delle cosiddette religioni nuove - protestantesimo, socialismo o spiritismo - perché, a differenza di esse, da duemila anni la tradizione e la verità cattoliche conservano intatta la propria validità.
Il secondo libro, molto particolare, è Le preghiere dell’uomo vivo. Per salvare l’anima e la ragione (Fede&Cultura, pagg. 144, euro 12): ed è «suggerimento» per i fedeli che vogliono pregare tenendo sott’occhio «la buona e sana dottrina della Chiesa Cattolica», sunteggiata dai passi tratti dalle maggiori opere di Chesterton. Se pregare è un buon modo di predisporre la propria anima a essere salvata, quando a suo tempo dovremo renderne conto, pregare leggendo Chesterton è un ottimo modo per salvare l’anima e la testa, di cui dobbiamo continuare a fare buon uso.