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Ecco l’ennesimo fossile spacciato come cerniera tra scimmia e uomo
Tratto da Il Foglio del 6 aprile 2010
Puntuale come le passeggiate di Kant a Königsberg, riecco la notizia della scoperta dell’anello mancante “tra la scimmia e l’uomo” (Repubblica).
L’ultima volta era stato nel maggio dello scorso anno, quando il fossile sudafricano di “pre-lemuride” battezzato “Ida”, presentato come anello mancante pre-scimmiesco, si rivelò al mondo con un libro, un film per History Channel, un’esclusiva con Abc news e un sito web. Ora, non meno mediaticamente strombazzato, ecco il nuovo “anello mancante” di stagione. Stavolta, informano i paleontologi che lo hanno disseppellito, sempre in Sudafrica, si tratterebbe dello scheletro intero di un bambino appartenente a una specie sconosciuta di ominidi, da collocarsi tra l’australopiteco e l’homo habilis. Un bel colpo, dato che finora ci si era dovuti accontentare di qualche mandibola, di qualche dente e di altri esigui e sparpagliati reperti, e tenuto conto che la tentazione del falso è in agguato (così fu per il famoso Uomo di Piltdown, spacciato nel 1912 per un fossile di transizione tra scimmie e uomini e poi risultato composto da un cranio umano associato a una mandibola di orango). Domanda: visto che un nuovo anello mancante è annunciato con cadenza più o meno annuale, e visto che ogni volta manca sempre qualcosa per incoronarlo “vero anello mancante”, non sarà che quella dell’anello mancante è un’idea di per sé manchevole di fondamento?