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Meglio non illudersi: passato l'effetto dello sbandamento degli utlimi mesi, il catastrofismo climatico riprenderà il suo tradizionale bombardamento di fanfaluche con raddoppiato vigore
di Antonio Martino
Tratto dal sito Istituto Bruno Leoni il 21 marzo 2010
Il mio amico Fred Singer, famoso fisico dell’atmosfera, quando gli chiedono se la temperatura sulla terra sia destinata ad aumentare o a diminuire adegua la sua risposta al tempo della domanda: se gliela rivolgono in primavera si dice convinto che aumenterà, in autunno invece è certo che sia destinata a diminuire! Fred col suo sarcasmo mira a smitizzare le troppe certezze che ci vengono propinate sui cambiamenti climatici, ma la sua è una battaglia improba.
L’inverno che sembra volgere al termine non è stato caratterizzato dalle temperature miti che ci saremmo aspettati date le tesi dei teorici del riscaldamento globale, si è trattato anzi del più freddo degli ultimi dieci anni. In molte regioni italiane sono state registrate temperature polari assolutamente inusuali ma quanto accaduto da noi è nulla se confrontato con quanto si è verificato in altri paesi sia vicini sia lontani da noi. In Mongolia, per esempio, il termometro è sceso a -50° determinando la morte di due milioni di animali, ma la cosa non ha nemmeno scalfito le certezze degli ecocatastrofisti. Un famigerato politologo, per esempio, dalle colonne del quotidiano più venduto in Italia ha sentenziato con la consueta incrollabile certezza che se è vero che i ghiacciai dell’Himalaya non si sono sciolti com’era stato previsto dai soliti “scienziati” questo non significa che non si scioglieranno, prima o poi. Sartori non si lascia “impiccare” a una data, preferisce il “certum an, incertum quando” (è certo che si scioglieranno ma non è certo quando) che rende la sua tesi immune dalla possibilità di essere smentita. Anche se la previsione catastrofica non si verificasse entro questo millennio, la tesi del grande editorialista del Corriere resterebbe intatta: chi può escludere che quel luttuoso evento non si verifichi in uno qualsiasi dei millenni successivi?
In realtà il clima si è fatto brutto per i climatologi: il mancato scioglimento dei sullodati ghiacciai e lo scandalo delle e-mail che scoprivano gli altarini degli accordi volti a truccare i dati delle temperature globali hanno lasciato il segno e costretto i ciarlatani profeti dell’imminente catastrofe climatica a correre ai ripari. E’ stato così deciso di “commissariare” l’Ipcc, il gruppo intergovernativo di esperti del cambiamento climatico, prima considerato infallibile. Un comitato di esperti dovrà studiare le misure atte a far recuperare la credibilità perduta e saranno raddoppiati i controlli sugli studi scientifici citati.
L’auspicio è che l’augusto consesso la smetta di propalare per certe tesi che non lo sono affatto e che adotti un sano e rigoroso rispetto per il dubbio, astenendosi dal suggerire l’adozione di specifiche politiche di efficacia assai incerta. Le insistenze dei politici tipo Al Gore che chiedono assolute certezze a tutti i costi vanno ignorate se non si vuole correre il rischio di incappare in scivoloni come quelli cui Gore è abituato, come prevedere lo scioglimento del Polo Nord! Per uno scienziato vero la sola certezza è il dubbio: non appena si abbandona l’incertezza, il metodo scientifico scompare. Uno dei fondatori della prima scuola di Chicago di economia soleva ripetere che la risposta a chi fa domande è che non esistono risposte certe.
Il lettore, tuttavia, non si illuda: lo sbandamento è solo temporaneo e il catastrofismo climatico riprenderà il suo tradizionale bombardamento di fanfaluche con raddoppiato vigore, anche se forse in direzione di un bersaglio diverso.
A quanto si apprende da una ricerca di cui ha dato conto il Times, l’obiettivo degli ecocatastrofisti sono ora i bambini che vengono terrorizzati dalle orripilanti previsioni dei climatologi che li hanno convinti che la Terra non ci sarà più prima che siano diventati adulti se non si adottano misure drastiche di contenimento del riscaldamento globale. Viene così reclutato un enorme esercito di combattenti per la correttezza ambientale che avrà tutto il tempo di diventare fazioso intollerante e bigotto più di quanto siano i suoi istruttori.
Se riflettiamo sulle insensatezze che abbiamo dovuto subire nel campo della lotta al fumo, abbiamo un’idea abbastanza accurata di cosa ci aspetta. Il fatto che mi sia vietato di fumare nella mia automobile se non addirittura a casa mia, o che sia vietato fumare persino all’aperto per via di non meglio specificati danni inferti dal fumo passivo, dà un’idea abbastanza precisa di cosa questo ciarpame che viene spacciato come scienza potrà fare alla nostra vita in nome dell’ecologicamente corretto. Dobbiamo fermarli subito prima che sia troppo tardi.