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Ora è la Lega a stabilizzare il sistema della politica

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di Sergio Soave
Tratto da Italia Oggi il 20 marzo 2010

L'insistenza con cui Giorgio Napolitano reitera i suoi inviti alla moderazione nello scontro politico e al rientro di ciascuno nell'ambito delle proprie funzioni istituzionali può apparire un tentativo disperato e puramente volontaristico di fermare una valanga di fango in realtà inarrestabile.

Può darsi che le cose stiano effettivamente così, che il clima avvelenato che si è creato in queste settimane sia destinato a lasciare tracce indelebili rendendo melmoso il tratto finale della legislatura. È anche vero, però, che per quasi tre anni non ci saranno più competizioni elettorali significative, che comunque vadano le regionali i rapporti di forza parlamentari continueranno a garantire una discreta stabilità al quadro politico. A quel punto l'interesse dei maggiori partiti, Pdl, Pd e Lega nord, potrebbe convergere sull'esigenza di concretizzare le riforme già definite, come il federalismo fiscale, che postula una più complessiva trasformazione del sistema della tassazione e delle responsabilità amministrative, e di avviare quelle istituzionali più urgenti e condivise, a cominciare dall'abolizione del bicameralismo perfetto, dall'istituzione di un Senato di tipo territoriale e, infine ma non per ultimo, di concordare una riforma del sistema elettorale coerente con le trasformazioni istituzionali e capace di consolidare il bipolarismo, che avvantaggia le forze politiche maggiori. L'inatteso sostegno espresso dalla Lega agli ammonimenti del Quirinale sottolinea la volontà di una formazione spesso dipinta come «rivoluzionaria» di voler consolidare un processo riformatore sulla base dell'apertura alle intese possibili con l'opposizione più importante, il che a sua volta spiega l'eccessiva curvatura anti-leghista assunta dalla propaganda di un partito, l'Udc di Pierferdinando Casini. La Lega, una volta evitato il rischio di una chiusura bipartitica del sistema, che il suo previsto successo elettorale al Nord sembra scongiurare definitivamente, è favorevole al mantenimento e al rafforzamento del bipolarismo, mentre l'Udc, con la sua politica delle alleanze variabili, cerca di riproporre un sistema basato sulle alleanze post elettorali, che conferirebbe al centro, in determinate condizioni, una funzione arbitrale. L'esito delle elezioni regionali servirà anche a capire se la prospettiva di stabilizzazione del sistema bipolare attraverso il dialogo, prospettata da Napolitano, avrà successo oppure se la tensione permanente provocherà rotture all'interno delle grandi formazioni rendendo incerto l'equilibrio politico e quindi le potenzialità riformatrici dell'ultima parte della legislatura.




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