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In un giorno 4 furti e 4 arresti: libero

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di Marino Smiderle
Tratto da Il Giornale del 21 marzo 2010

Padova Rubare e non farsi beccare è la regola numero uno del ladro di professione. Se poi insisti, passi al setaccio quattro case in poche ore, magari spaccando finestre e compiendo altri errori pacchiani, be’, è fatale che alla fine qualche vittima ti riconosca.

A quel punto, lascia nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e fai capire che non hai nessuna intenzione di fuggire. Se sei stato sufficientemente attento e non ti sei fatto cogliere in flagranza di reato dalle forze dell’ordine, resti libero e bello, in attesa che le denunce facciano il loro lentissimo corso.

È la strategia che segue abitualmente Roberto R., 43 anni, nomade già registrato negli archivi giudiziari di Padova: negli ultimi due giorni ha tentato di fare cinque furti, di cui uno solo riuscito. Non bravissimo, dunque, forse perché troppo frettoloso e assai poco attento ai dettagli. Andare a rubare in casa degli altri parcheggiando la Bmw intestata alla madre poco distante, per esempio, non pare una grande idea. Il primo colpo della giornata, per dire, è andato a vuoto perché ha pensato bene di entrare in un’abitazione spaccando la finestra e, va da sé, attirando l’attenzione dei residenti, che lo hanno fatto fuggire. Peraltro senza perdere la calma, il ladruncolo è salito al volo a bordo della Bmw, di cui nel frattempo le vittime del tentato furto avevano provveduto ad annotare la targa. Stessa cosa hanno fatto i vicini di un’altra abitazione in cui il nomade aveva tentato di entrare. È bastato un colpo di telefono ai carabinieri, con annessa rivelazione del numero di targa, per risalire al protagonista improbabile di questi criminosi raid nei quartieri della città del Santo.

Non c’era la flagranza del reato, non c’era nemmeno il pericolo di fuga e così, codici alla mano, i carabinieri hanno provveduto a registrare le inevitabili denunce per tentato furto, rilasciandolo poco dopo. Altro giorno, altra corsa. L’indomani, infatti, deluso di non aver centrato nemmeno uno degli obiettivi prefissati, il ladro professionista, si fa per dire, ripassa in rassegna un altro paio di quartieri. Anche in questo caso, due tentativi vanno a vuoto, per i soliti motivi. A un’anziana di 80 anni, però, questo delinquente di mezza tacca riesce a sgraffignare un paio di collane. Ma un’altra anziana che invece era riuscita a metterlo in fuga ha subito chiamato la polizia, ne ha fatto una descrizione accurata e, in pochi minuti, gli agenti padovani avevano già il colpevole in questura. Arrestato? Campa cavallo.

Eppure in un’altra auto usata dal nomade per le scorribande sono state trovate le collane rubate all’ottantenne ma, poiché la vittima non è stata in grado di riconoscere l’autore, l’unica cosa che i poliziotti hanno potuto fare è stata quella di aggiungere il reato di ricettazione in calce alla denuncia. La giustizia farà il suo corso, peccato che al nomade sia consentito di fare altre corse.




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