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Il grido d'allarme del Cesnur dopo gli sconcertanti fatti di Roma
di Giacomo Galeazzi
Tratto da Oltretevere, il blog di Giacomo Galeazzi, il 17 marzo 2010
«Il caso Re Maya mette l'opinione pubblica italiana di fronte a un dato noto agli specialisti ma forse non al grande pubblico: il rischio di abusi sessuali non è più forte nella Chiesa Cattolica che altrove»: ne è convinto il sociologo Massimo Introvigne, cattolico, esperto di questioni religiose, a proposito del 'gurù arrestato a Roma, Danilo Speranza, a capo della setta 'Mayà. «Al contrario - prosegue il direttore del Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni) in un comunicato - come dimostrano gli studi di Philip Jenkins, questi abusi nelle organizzazioni religiose diverse dalla Chiesa Cattolica sono da due a dieci volte più frequenti a seconda del tipo di organizzazioni. E c'è una ragione sociologica per questo: per quanto i controlli nella Chiesa Cattolica non abbiano sempre funzionato, almeno dei sistemi di controllo esistono, mentre non è così per una miriade di gruppi e gruppuscoli». «La tolleranza di cui personaggi come Speranza, da anni chiacchierato - secondo Introvigne - sono riusciti a beneficiare nasce dal relativismo, tanto spesso denunciato da Benedetto XVI, per cui tutte le religioni sono uguali e non ci sono criteri che permettano di dire che un'esperienza che si presenta come religiosa è autentica e positiva mentre un'altra è falsa e dannosa»