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*Chiacchieropoli è un intruglio che avvelenerà l'Italia

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Civiltà )( BarbarieMichele Santoro dai magistrati fa la vittima e lancia uno spot per la sua trasmissione. Su Trani scontro tra Alfano e Csm. Siamo giunti all'Annozero della Giustizia.
di Mario Sechi
Tratto da Il Tempo del 17 marzo 2010

Non ci voleva un genio per capire che prima o poi la scena sarebbe stata occupata da lui, Michele Santoro. La campagna elettorale con la sua comparsa sulla soglia della procura di Trani fa un salto di qualità: dalle tribune politiche al tribuno politico, dall’annoso problema della giustizia a orologeria all’Annozero della politica.

Chiacchieropoli è un intruglio che finirà per avvelenare a morte la vita politica italiana. E pazienza se qualcuno non ha colpa e finisce nel tritacarne. Nelle redazioni dei giornali è un susseguirsi di boatos, rivelazioni, necrologi per il big di turno. I buoni cronisti (ci sono) cercano di separare le cose vere dalle cose false, altri preferiscono buttare tutto in pasto alla rotativa e poi si vedrà il da farsi e soprattutto disfarsi. L’inchiesta di Trani è, fin dal primo giorno, un pasticciaccio giuridico, ma il problema qui non è quello di cucinare bene le inchieste. Siamo in campagna elettorale e tutto fa brodo per bollire Silvio nel pentolone. Santoro è il peperoncino del menù. Sa fare televisione come pochi e nel corso degli anni il suo ruolo è mutato in quello di tribuno: Michele da tempo non è più solo un anchorman, ma l’icona di un popolo. Santoro è seduto sul trono mentre Marco Travaglio agita lo scettro.

«L'editto bulgaro» in realtà ha fatto la loro fortuna e non a caso anche ieri il padre di Annozero l'ha rievocato. Mentre la folla lo acclamava come un eroe, Santoro ha annunciato che si costituirà parte civile. Ciliegina sulla torta di una storia grottesca. In realtà il conduttore Rai ha detto una cosa molto interessante quando ha usato la frase «dominio pubblico» per parlare della vicenda Annozero e delle lamentele del presidente del Consiglio. Se le opinioni di Berlusconi sono di dominio pubblico come dice Santoro, che senso ha intercettare il Cavaliere? Che non gli piaccia Annozero è cosa arcinota, che non voglia vederlo in onda è stranoto, che non si accontenti di pigiare solo il tasto del telecomando per cambiare canale è ultranoto. E allora? Allora in questa storia di brogliacci e nastri registrati c'è ben altro. E non mi riferisco ad alcuna teoria del complotto, a chissà quale regia occulta. É tutto molto sgangherato per esservi un progetto, una manona e una manina. Qui l'origine di tutto è il caos in cui è piombato da tempo non solo il pianeta giustizia, ma il sistema istituzionale nel suo insieme. Insieme alla magistratura, Santoro e i suoi epigoni riempiono uno spazio lasciato vuoto dalla politica. E lo fanno con la loro logica e linguaggio.

Se Repubblica è un giornale-partito, Annozero è il video-partito che ha un programma politico scritto come una docu-fiction. Annozero è sempre andato in onda, nessuna dittatura sudamericana ha mai fermato il programma di Santoro, Travaglio ha dettato l'editoriale e la linea, Vauro ha riempito di vignette la tv degli italiani. L'orribile regime berlusconiano in quindici anni non è riuscito a tappare la bocca a nessuno. Questo è un Paese dove lo sport preferito è il tiro a Silvio e c'è ancora chi parla di dittatura e con sprezzo del ridicolo evoca Hitler e Mussolini. Davvero oppressivo il regime che consente a un gruppo di superstipendiati dalla Rai il lusso di attaccare l'azienda che serve tutti i mesi il piatto in cui mangiano e passare per martiri della libertà. Succede solo da noi. Il discorso pubblico del Paese è letteralmente andato in frantumi e la responsabilità non è solo della politica.

Si dà una grande importanza alla televisione quando si parla di Berlusconi, ma si dimentica che in tv in prima serata alla fine ci vanno soprattutto loro, gli alfieri della democrazia. E il loro linguaggio, i messaggi che lanciano, sono chiari: sognano fin dal primo giorno la fine di Berlusconi perché rappresenta il contrario di quel che è sempre stato il salotto degli intellettuali della sinistra. Sedici anni dopo, la sinistra è sparita, ma loro come giapponesi nel Pacifico continuano a combattere. La materializzazione di Santoro in procura è la parabola perfetta del cortocircuito mediatico-giudiziario: la star del video che recita la sua verità di fronte alle toghe. E mentre Annozero realizza un altro passaggio di docu-fiction a Trani, a Roma si consuma l'ennesimo strappo istituzionale: il Csm contesta al ministro della Giustizia Alfano il suo potere ispettivo. É l'ultimo atto di un caos che va avanti da mesi con episodi sempre più gravi. La magistratura ormai si ritiene al di sopra di tutto, anche della Costituzione. Dopo le toghe, il diluvio. Gli ispettori del Guardasigilli devono stare zitti e possibilmente a cuccia. Siamo giunti all'Annozero della Giustizia.




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