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di Antonello Cannarozzo
Tratto da Rai Vaticano - il blog il 16 marzo 2010

C’è uno sport facile e divertente, a cui tutti possono giocare. Vince chi fa la puntata più grossa. No, non parliamo di poker o roba simile, ma del gioco che tutti intriga e diverte: demonizzare sempre e comunque la Chiesa, in tutti i suoi aspetti, nella sua storia, nei suoi dogmi, nella sua morale.

Le regole del gioco sono semplicissime: è sufficiente sapere di uno scandalo (se inventato fa lo stesso) per poi denunciare la colpevolezza della Chiesa di tutte le malefatte possibili ed immaginabili.

Ma questo non basta. Un vero giocatore deve puntare sempre più in alto. Deve cioè proporre (o imporre) radicali cambiamenti alla Chiesa stessa, e in ciò chi la spara più grossa diventa campione. Possono giocare tutti, non solo laici, ma anche gli stessi prelati. Tanto rischi non ce ne sono. Nessuno sarà condannato, anzi c’è ormai l’idea, in alcuni religiosi, che questo sia un modo per contribuire al “dialogo”, alla crescita della coscienza. Se poi questo può recare confusione tra i fedeli, chi se ne importa! Ciò che conta è che i media possano riempire di nulla i loro vari talk show.

Da almeno dieci anni si parla, in un crescendo “rossiniano”, di pedofilia, ma se ne parla in modo da accreditare la tesi, se ci fate caso, che questa immonda perversione appartenga solo agli uomini di Chiesa. Nessuno, nella storia dell’umanità, avrebbe mai violentato un bambino, ma solo i preti hanno saputo creare tali mostri.

Basterebbe anche che un solo religioso avesse abusato di un piccolo per farci vergognare tutti di tale abominio. Ma apprendere dai giornali che la deplorazione e la riprovazione provengono da persone che inneggiano ancora al libero amore di sessantottina memoria, da gente che parla di droga libera, di aborto come conquista sociale, della distruzione della famiglia naturale, per inneggiare, ovviamente, alla famiglia allargata dalle identità sessuali indefinite parlandone come una ricchezza… allora tutto questo dovrebbe far pensare: “ma da che pulpito viene la predica?!? ”.

Così si critica, ci si diverte a denigrare tutta la Chiesa e non per nulla sentiamo già dei “rumor” che stanno per colpire, o almeno tentano, addirittura la persona del Papa.

Ormai il sasso è stato tirato nello stagno maleodorante della calunnia e state pur certi che non si fermeranno. “Come hanno odiato me odieranno voi”, diceva Cristo ai suoi discepoli. È una verità che, purtroppo, continua da duemila anni. Ma si mettano l’anima in pace i vari nemici della Chiesa: possono latrare quanto vogliono, ma non possono vincere ciò che è di Dio.




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