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Tratto da Avvenire dell'11 marzo 2010
Bangkok. Suu Kyi, non è solo definitivamente fuori dal gioco elettorale, ma dovrebbe anche essere espulsa dal suo partito, la Lega nazionale per la democrazia.
Questo in base alla prima della cinque leggi elettorali (che sembra compilata “ ad personam”), che il regime del Myanmar ha fatto conoscere solo martedì attraverso i suoi mezzi d’informazione ufficiali. Il provvedimento, che riguarda la registrazione dei partiti politici, stabilisce infatti che una persona in carcere o comunque in condizione di detenzione non possa organizzare partiti politici e che non possa essere membro di un partito che si presenti alle elezioni. Aung San Suu Kyi sta scontando una condanna di 18 mesi agli arresti domiciliari che terminerà in ottobre, e il partito la Lega nazionale per la democrazia – che lei guidò nel 1990, a una vittoria schiacciante in un voto successivamente negato dal regime sarà costretto ad espellerla, qualora decidesse – entro i 60 giorni concessi dal governo – di partecipare alle elezioni. Insieme alla Premio Nobel per la Pace, dal voto saranno esclusi altri 2. 100 prigionieri politici. La legge sbarra la strada anche alla candidatura di membri di ordini religiosi, appartenenti a gruppi ribelli o dissidenti e vieta agli stranieri di presentarsi in qualsiasi lista. (S. V. )