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Tratto da Giustizia Giusta l'11 marzo 2010
Ne avevamo scritto anche alla fine dello scorso mese: quelle attualmente in corso sono delle vere e proprie prove di guerra cybernetica, una battaglia in piena regola sul web.
Dopo il New York Times ed il Wall Street Journal, anche l’edizione on line dell’inglese The Times mette in guardia dagli attacchi informatici – provenienti soprattutto dalla Cina – che stanno colpendo i servizi di intelligence di Nato ed Unione Europea. Alcune fonti diplomatiche della Nato citate dall’organo di informazione britannico, hanno dichiarato che «tutti sono consapevoli che i cinesi sono diventati molto attivi negli attacchi informatici e pertanto riceviamo regolari avvertimenti dall’ufficio per la sicurezza interna».
Inoltre, un rapporto reso pubblico negli Stati Uniti sostiene che il numero degli attacchi al Congresso e ad altre agenzie governative statunitensi sarebbe aumentato, lo scorso anno, in modo esponenziale raggiungendo addirittura la cifra di 1, 6 miliardi di cyber-attacchi mensili.
Agli attacchi informatici, però, l’Occidente non sembrerebbe di essere in grado di rispondere in maniera efficace: soprattutto i sistemi europei, infatti, sono particolarmente vulnerabili perché la gestione della sicurezza del web è affidata ai singoli Stati membri. E questa, evidentemente, è una carenza che oramai è nota agli hacker dell’est europeo e, soprattutto, appunto, della Cina.
Di fatto, la guerra è stata oramai dichiarata e nessun stato, in Occidente, può permettersi il lusso di sottovalutarne i possibili, devastanti effetti.
(t. n. )