di Paolo Rodari
Tratto da Il Foglio del 10 marzo 2010
Roma. Ieri il Vaticano, attraverso il suo portavoce padre Federico Lombardi, ha parlato del montare delle polemiche scoppiate in Germania sui presunti episodi di pedofilia perpetrati tra il 1958 e 1973 a Ratisbona, in Baviera, all'interno del coro diretto dal 1964 al 1994 da don Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI.
Premesso che "la chiesa sta facendo tutto il possibile affinché in futuro non si ripetano più abusi sessuali su minori"-ha detto Lombardi -occorre ricordare che "gli episodi di pedofilia non riguardano solo la chiesa ma anche altri ambienti ed è bene preoccuparsi anche di questi". Poche ore prima era stato don Georg a parlare: pur ribadendo di non essere mai stato a conoscenza di abusi perpetrati all'interno del coro, ha chiesto perdono per gli errori del passato.
Germania e Irlanda, Austria e Olanda: sono però tanti i paesi dove stanno venendo allo scoperto casi di pedofilia che coinvolgono preti e religiosi. Ma il caso della Germania è giocoforza centrale: sono in molti qui, anche all'interno della chiesa, a leggere le dolorose vicende di pedofilia ponendosi interrogativi sulla castità dei sacerdoti. La tesi è, in sostanza, quella espressa pochi giorni fa sul Tablet da Hans Küng: gli abusi su minori da parte dei preti potrebbero essere debellati abolendo il celibato. "Non si tratta di casi isolati, ma di un problema interno al clero"ha scritto il teologo tedesco. E ancora: "Gli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti non hanno nulla a che fare con il celibato? Obiezione! Come mai si registrano in massa proprio nella chiesa cattolica, guidata da celibatari? Chiaramente queste colpe non sono attribuibili esclusivamente al celibato. Ma questo è la più importante espressione strutturale dell'approccio teso che i vertici ecclesiastici hanno rispetto alla sessualità". Non così la pensano il Papa e i vertici della Santa Sede. Eppure la pressione sul celibato sacerdotale, la spinta perché la consuetudine che vuole i preti cattolici di rito latino celibi venga superata è forte. E soffia su Roma soprattutto dalla Germania, in coincidenza dell'anno sacerdotale che il Papa ha voluto indire. Un anno nel quale Ratzinger ha deciso di mostrare a tutti la figura del Curato d'Ars: "La sua castità è quella richiesta a un prete per il suo ministero".
Sull'importanza del celibato nel sacerdozio il Papa ha parlato più volte. Recentemente è stato lo psichiatra e teologo Manfred Lutz, direttore dell'ospedale psichiatrico di Colonia e consultore della Congregazione per il clero, a parlarne sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung: "Qualunque cosa si possa pensare della morale sessuale cattolica essa è sempre stata, per chiunque l'ha rispettata, un baluardo contro l'abuso dei bambini. E citare in questo contesto il celibato è un atto irresponsabile. In una conferenza che si è tenuta a Roma nel 2003, i principali esperti internazionali, tutti non cattolici, hanno dichiarato che non esiste un collegamento tra questo fenomeno e il celibato".
Eppure l'argomento è vivo. Tanto che domani e venerdì anche di questo diversi cardinali e vescovi parleranno in un convegno promosso dalla Congregazione per il clero alla Lateranense: molti gli interventi dedicati al celibato ecclesiastico. In sostanza, si tratta di una sorta di risposta a coloro che nella chiesa avanzano dubbi sul celibato dei preti. Ci sarà il prefetto del clero, il cardinale Cláudio Hummes. Fu lui, appena arrivato a Roma nel 2006, a dire che "il celibato non è un dogma". Un concetto scontato ma che, espresso dal neo prefetto del clero, fece clamore. Tanto che poi Hummes, in pubblico, non ne parlò più. Insieme a Hummes parlerà anche il vescovo di Ratisbona Gerhard Müller, il primo esponente della chiesa tedesca ad ammettere gli abusi sessuali di Ratisbona. Poi il cardinale Carlo Caffarra (arcivescovo di Bologna), monsignor Filippo Santoro (vescovo di Petrópolis), monsignor Leo Burke (prefetto del Supremo tribunale della segnatura apostolica), il cardinale Antonio Cañizares Llovera (prefetto del Culto divino), monsignor Mauro Piacenza (segretario del Clero).
Venerdì, il giorno dell'arrivo in Vaticano di Robert Zollitsch, presidente dei vescovi tedeschi, i partecipanti al convegno saranno ricevuti dal Papa: un segno importante soprattutto in questi giorni in cui la bufera sul Vaticano non accenna a calmarsi.