A 'Radio anch'io' Max Tresoldi, risvegliatosi dopo nove anni di coma
di Paolo Ferrario
Tratto da Avvenire del 10 marzo 2010
Finalmente il servizio pubblico, per il momento radiofonico, ha scoperto che in Italia esistono anche famiglie che amano la vita e si prendono cura di essa, anche quando, a detta di qualcuno, parrebbe non più degna di essere vissuta. È successo ieri mattina a 'Radio anch’io', programma di Rai Radio 1 condotto da Ruggero Po, che è eccezionalmente andato in onda da Carugate (Milano), dalla casa dove vive Massimiliano Tresoldi, 38 anni, nel 2000 risvegliatosi da uno stato vegetativo durato nove anni. La puntata di ieri, come ha detto in apertura lo stesso Po, è stata allestita dopo le tante segnalazioni di ascoltatori, che non avevano gradito la trasmissione di una decina di giorni fa sul testamento biologico. Tra questi anche la signora Lucrezia, mamma di Massimiliano, che ha contattato il conduttore disposta a raccontare la storia della propria famiglia. Cosa che ha effettivamente fatto ieri, in diretta, aiutata dall’inviato di Avvenire, Lucia Bellaspiga, autrice, con il collega Pino Ciociola, del libro 'Eluana, i fatti', che, dati alla mano, racconta la vicenda della sfortunata ragazza lecchese. Dato per spacciato dai medici dopo un grave incidente d’auto nel 1991, Massimiliano Tresoldi si è invece ripreso e, nove anni dopo, è riuscito a riabbracciare la madre e a parlare. Adesso, come ha spiegato lui stesso ai microfoni di Radio Rai, il prossimo obiettivo è tornare a camminare.
Sempre con l’aiuto dei genitori e dei 50 volontari che lo seguono, testimoniando ciò che Giambattista Guizzetti, medico al Centro 'Don Orione' di Bergamo dove sono ricoverati pazienti in stato vegetativo, osserva tutti i giorni: 'Queste persone sono degne di attenzione e non vanno abbandonate'. La questione, sollevata da Fulvio De Nigris, della 'Casa dei risvegli' di Bologna, è allora: sostenere la 'famiglia curante', che, come i genitori di Massimiliano, assiste i propri cari a casa. Uno sforzo anche economico, quantificato in circa 3mila euro al mese, rispetto al quale lo Stato fa ben poco. 'Che strumenti abbiamo per garantire a queste persone di vivere con dignità?', si è chiesto anche il presidente di Aisla (malati di Sla), Mario Melazzini che, con il cantante Ron e il comico Bergonzoni, fa parte del Club 'Un inguaribile voglia di vivere', fondato dal caporedattore del Resto del Carlino, Massimo Pandolfi. La risposta ora spetta alla politica.