il Mascellaro è diventato Miradouro   [leggi perchè]
Da oggi puoi utilizzare l'indirizzo www.miradouro.it
Cristo risorto Medaglia miracolosa
Davide.it ACCESSO FILTRATO A INTERNET

Avviso ai naviganti

Questo non è il sito della
Associazione Culturale
il Mascellaro
.
Per andarci, cliccare
sull'albero qui sotto.

Cuba, la «condanna» del regime a Fariñas

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampa

Civiltà )( BarbarieIl dissidente continua il digiuno. Human Rights Watch: la crisi economica aumenta la repressione
di Lucia Capuzzi
Tratto da Avvenire del 9 marzo 2010

«Cuba non accetterà né pres­sioni né ricatti». Le parole del quotidiano ufficiale del regime Gramma sono inequivocabili: il governo ha scelto la linea dura.

E non ha intenzione di fare marcia indietro. A co­sto di condannare a morte il dissidente Guillermo Fariñas, giunto ormai al quat­tordicesimo giorno di sciopero della fa­me e della sete. L’obiettivo della protesta è ottenere la li­berazione di ventisei prigionieri politici malati. L’oppositore ha smesso di man­giare e bere dopo il decesso del detenu­to Orlando Zapata Tamayo. Quest’ulti­mo – semplice muratore e figura di se­condo piano del movimento anticastri­sta – si è trasformato nel nuovo simbolo del dissenso cubano, in seguito al suo di­giuno di 85 giorni. Una ribellione pacifi­ca per denunciare le terribili condizioni di prigionia a cui era sottoposto. La «muerte valiente» – eroica, come l’han­no definita i blog indipendenti – di Zapata ha commosso il Paese. Tanto che il regi­me ha arrestato centinaia di oppositori per impedire loro di partecipare ai fune­rali.

La repressione, però, non è riuscita a spegnere il fuoco del­la protesta. Guillermo Fariñas, psicologo in pensione e giornalista critico, ha deciso di continuare la battaglia di Zapata. Quando ha saputo della morte del muratore, l’uomo si è rinchiuso nella casa di Santa Clara – e ha cominciato a rifiutare cibo e acqua. È la venticinquesima volta che Fariñas sceglie questo mezzo per rivoltarsi con­tro la dittatura castrista. «Andrò avanti fino a quando i ventisei oppositori malati non saranno rilascia­ti», ha dichiarato il giornalista. Anche a costo della vita. «La morte non mi spa­venta. Anzi. Dimostrerebbe che quello che è accaduto a Zapata non è un’ecce­zione ma la regola a Cuba», ha aggiunto con un filo di voce. Il suo fisico è a un passo dal collasso, secondo quanto ha dichiarato il medico Ismel Iglesias. Una settima fa, Fariñas è stato ricoverato all’o­spedale di Santa Clara, dopo aver perso cono­scenza. Appena dimesso, il giornalista ha ripreso lo sciopero, nonostante l’opposi­zione di gran parte dello stesso movi­mento dissidente. Le “Dame in Bianco” – mogli degli oppositori arrestati nel 2003, appartenenti al Gruppo dei 75 – sono contrarie a queste misure estreme, anche se hanno in­viato messaggi di solidarietà a Fa­riñas. Il regime, in­vece, dopo un lun­go silenzio, si è pro­nunciato ieri per ri­badire la volontà di non cedere alle ri­chieste del dissi­dente. La cui even­tuale morte sarà solo una sua responsabilità, dato che «non possiamo alimentarlo con la for­za». La situazione dei dissidenti cubani è gra­ve. Il governo, indebolito dalla crisi eco­nomica, ha aumentato la repressione. Lo ha denunciato l’ultimo rapporto di Hu­man Rights Watch. Secondo l’organizza­zione, nell’isola ci sono 200 prigionieri di coscienza. Chiunque si opponga al regi­me subisce minacce e percosse. Gli at­tacchi si sarebbero intensificati l’anno scorso, come dimostrano le aggressioni alla blogger indipendente Yoani Sanchez e a suo marito. Situazioni simili si avreb­bero anche in Russia, Cina e Marocco.




I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori.
Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari.

Tutto il materiale presente su miradouro.it, mascellaro.it, mascellaro.eu è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d'uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di comunicarcelo via e-mail (nella sezione "Contattaci") attestando le sue dichiarazioni comprovate.

Quanto pubblicato in queste pagine e che non competa il nostro ingegno, è dichiarato nella voce "tratto da" o "fonte" presente in testa al contributo proposto o al piede.

Seguite il Miradouro su Twitter

Premium Drupal Themes by Adaptivethemes