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In Lombardia il Tar conferma la riammissione del listino Formigoni. Nel Lazio il Pdl prepara il ricorso al Consiglio di Stato in attesa della sentenza dell'Ufficio elettorale. Pannella: "La Bonino non si ritira"
Tratto da Il Giornale del 9 marzo 2010
Formigoni definitivamente riammesso alla volata elettorale, il Lazio ancora appeso al filo. In Lombardia sono stati accolti anche nel merito i ricorsi presentati al Tar nei giorni scorsi dai delegati della lista "Per la Lombardia" e dal candidato presidente Roberto Formigoni contro le delibere dell’Ufficio centrale regionale. Nel Lazio, invece, il Pdl prepara il ricorso al Consiglio di Stato in attesa della sentenza dell'Ufficio elettorale. Si fa sempre più concreta la possibilità di rinviare le elezioni nel Lazio fino a quando non si saranno espressi i giudici amministrativi. Uno scenario che piace anche a Marco Pannella. Ma il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, frena: "Non sommiamo turbamenti a turbamenti, pasticci a pasticci".
Le speranze del Pdl nel Lazio Il centrodestra confida nel nuovo iter avviato ieri sera presso l’ufficio elettorale del Tribunale di Roma al quale è stata consegnata ex-novo la documentazione. "Siamo convinti che domani mattina la nostra lista sarà ammessa alla competizione elettorale come lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha auspicato", ha detto in serata il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini. La maggioranza, in sostanza, punta tutto sul fatto che l’ufficio centrale circoscrizionale, che ha accettato il plico contenente la lista riservandosi però di decidere domani, non segua l’orientamento dei giudici amministrativi secondo i quali il decreto non "può trovare applicazione" nel Lazio. Linea, quella del Tar, che i funzionari locali del Pdl hanno già detto di voler contestare con un ricorso al Consiglio di Stato.
Gasparri: "Avanti coi ricorsi" "Proseguiamo sulla strada dei ricorsi. Non siamo d’accordo sul fatto che un decreto legge dello Stato sia meno importante di una legge regionale, peraltro disattesa in vari punti principali", ha spiegato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, al termine di una riunione svoltasi con i vertici del Pdl. "La legge regionale, come dicono alcuni, è stata ampiamente violata e disattesa - ha proseguito Gasparri - perchè le elezioni sono state indette da Montino e non da Marrazzo, come doveva essere, e i termini che la legge regionale prevedeva dovevano consentire massimo il 28 gennaio lo svolgimento delle elezioni. Quindi si invoca una legge regionale meno importante di un decreto legge, disattesa in vari punti principali". Pertanto, sono stati annunciati "ricorsi al Consiglio di Stato".
La possibilità di un rinvio Si fa sempre più possibile la strada del rinvio. Strada già ventilata da diversi giuristi, ma che non convince del tutto la politica. "Non sono una giurista e neanche voglio diventarlo - ha commentato la candidata del Pdl, Renata Polverini - quindi non ho la più pallida idea. Ci sono dei ricorsi ma sinceramente non lo so". "Stiamo assistendo a turbamenti su turbamenti, pasticci su pasticci. Vuole il centrodestra raffreddare la testa?", ha ribattuto Bersani suggerendo grande cautela di fronte alla prospettiva di un eventuale rinvio delle elezioni. "Vuole il centrodestra riposarsi? - ha chiesto Bersani - non avanzare ipotesi, anche con i suoi ministri? Ci sono le scadenze elettorali e delle operazioni di validazione in corso. Punto".
Pannella: "La Bonino non si ritira" Rinviare le elezioni regionali a fine aprile "per poter consentire un minimo di campagna elettorale, spostando di trenta giorni la consultazione così da mettere a posto questo 'casino' in cui si sono messi tutti quanti". Questa la proposta di Marco Pannella, a margine dell’assemblea dei Radicali. "Chiediamo solo - ha detto Pannella - che siano regolarizzate e normalizzate le elezioni, che altrimenti successivamente verrebbero annullate con un grave scandalo dalla giustizia italiana o dalla giurisprudenza internazionale". Pannella, durante il suo intervento ha chiarito che la candidatura di Emma Bonino non sarà ritirata: "Dico no all’Aventino - ha detto il leader dei Radicali - anche perché non mi sembra che il ritiro sia tecnicamente possibile".
Riammesso definitivamente Formigoni Accolti anche nel merito i ricorsi presentati al Tar nei giorni scorsi dai delegati della lista "Per la Lombardia" e dal candidato presidente Roberto Formigoni contro le delibere dell’Ufficio centrale regionale. La sentenza pubblicata oggi dai giudici della quarta sezione del Tar presieduta da Adriano Leo "annulla" gli atti impugnati dell’Ufficio centrale regionale e dichiara "ammessa" la lista alla competizione elettorale del 28 e 29 marzo 2010. Secondo il collegio, i ricorsi sono fondati e accoglibili alla luce dell’articolo 10 della legge 108 del 17 febbraio 1968 che regola l’attività dell’Ufficio centrale elettorale presso la corte d’appello. Sostanzialmente la legge, che regola la tempistica per le singole attività dell’Ufficio centrale, stabilisce da un lato che i ricorsi presso lo stesso ufficio si possono fare entro 24 ore solo contro l’esclusione delle liste o dei candidati da parte dei soli soggetti protagonisti dell’esclusione. E dall’altro che, consumato tale termine, anche l’Ufficio centrale non ha più alcun autonomo potere di procedere a un riesame di profili già fatti oggetto di verifica e non censurati.