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La Brianza del grande autore si mobilita
di Simona Elli
Tratto da Avvenire del 7 marzo 2010
Il suo nome è semisconosciuto in Italia. E pensare invece che Eugenio Corti è l’unico scrittore italiano cui Claude Barthe ha dedicato un capitolo nel suo 'Les romanciens et le catholicisme' accanto a Huysmans, Bloy, Proust, Malegue, Claudel, Bernanos, Jouhandeau e Boll. Ma non basta. Il suo Cavallo Rosso (ormai alla 25esima edizione e tradotto in sette lingue) per Etienne de Montety, direttore del prestigioso 'Figaro Litteraire', è uno dei migliori romanzi europei degli ultimi 25 anni, insieme a soli altri due titoli italiani: 'Un amore' di Dino Buzzati e 'Il nome della rosa' di Umberto Eco. Francois Livi, ordinario della Sorbona di Parigi, ha equiparato invece la saga del Cavallo rosso a Guerra e pace di Tolstoj, mentre Jorge Ipas, direttore della Gran Enciclopedia Rialp, è giunto ad affermare: «Ho letto Mann, Hemingway, Camus, Lampedusa, Kafka, Musil e più della metà dei premi Nobel per la letteratura: Corti li supera tutti».
Perfetto sconosciuto in patria, Corti è noto e apprezzato all’estero tanto che dalla Brianza, e da Monza in particolare, hanno deciso il rilancio. Un movimento di opinione, che raggruppa appassionati lettori, ha dato vita al Comitato per l’Assegnazione del Premio Nobel a Eugenio Corti.
«È arrivato il momento – sostiene Sergio Mandelli presidente del Comitato – di segnalare l’opera di questo scrittore, nato a Besana in Brianza ma capace di disegnare figure universali». Il Comitato, che si è presentato ufficialmente ieri nella sede di Confindustria Monza e Brianza in occasione del convegno 'Eugenio Corti, la Brianza e il mondo', è sostenuto dall’associazione internazionale Eugenio Corti (Aciec) di Milano, da Iseb (Istituto di studi economico sociali della Brianza), dalla Provincia di Monza e Brianza e dalla Confindustria locale.