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Magistrati critici sul ddl che regola l’arbitrato Costalli (Mcl): nessuno ha toccato le tutele, positiva la nuova norma
Tratto da Avvenire del 6 marzo 2010
Non si fermano le polemiche sull’arbitrato per i licenziamenti. Ieri i giudici hanno manifestato la loro perplessità, aggiungendo le loro critiche a quelle della Cgil, mentre la Uil ribadisce di apprezzare la novità, così come il Movimento Cristiano Lavoratori.
L’Associazione nazionale magistrati definisce «preoccupante l’intento che traspare dalle disposizioni approvate di mortificare il ruolo determinante del giudice del lavoro, attraverso la limitazione del potere interpretativo». Per l’Anm «è altrettanto non condivisibile la riduzione dei diritti dei lavoratori, che rischiano di dover soggiacere alle pressioni del datore pur di pervenire all’assunzione, attraverso la sottoscrizione di un contratto che potrebbe non corrispondere alle reali modalità di svolgimento del rapporto».
Dalla Cgil il segretario Guglielmo Epifani insiste nelle critiche: «Nel nostro Paese, tutto diventa una deroga, in cui quello che conta è appunto derogare alla regola e non rispettarla», e in questo modo «i lavoratori rinunceranno a far valere i loro diritti, perché saranno ricattati». Quelle della Cgil «sono solo posizioni strumentali e ideologicamente preconcette, un copione del tutto prevedibile e che conosciamo ormai a menadito» risponde il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli: «L’articolo 18 è sempre lì, nessuno lo ha toccato: voler insinuare nell’opinione pubblica il dubbio che il Senato abbia inteso annullare le tutele previste dall’art. 18 è una posizione subdola e di malafede». Il Mcl, conclude Costalli, «valuta in modo sostanzialmente positivo» il ddl che ha introdotto l’arbitrato. Una posizione comune con la Uil, che considera l’arbitrato, ha detto ieri il segretario Luigi Angeletti, «uno strumento aggiuntivo per ottenere giustizia più rapidamente».