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Angeletti: «Meno tasse subito dopo le elezioni altrimenti scioperiamo»

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Al congresso della Uil l’ultimatum al governo Fronte con Cisl e imprese per sostenere Tremonti
di Antonio Signorini
Tratto da Il Giornale del 3 marzo 2010

Prima la Cisl, che ha minacciato una mobilitazione se il governo non metterà mano alla riforma fiscale. Poi, ieri, il messaggio della Uil, lanciato nel modo più ufficiale e autorevole possibile. «Ora occorre mettere mano ad una riforma fiscale. Noi pensiamo che già nel 2010, con il consenso di tutti, si possa cominciare a costruire un nuovo modello», è stato il monito che Luigi Angeletti ha rivolto al governo nella relazione di apertura del congresso Uil. Il sindacato riformista chiede di partire dalle imposte sul lavoro. Ma, soprattutto, al pari della Cisl, vuole che la macchina si metta in moto da subito. «Non abbiamo intenzione di aspettare il 2013. Dopo le elezioni, se non dovesse ripartire il confronto, non staremo con le mani in mano. Non facciamo piattaforme per proclamare scioperi, ma non abbiamo derubricato il conflitto delle nostre iniziative».

Chi si dovesse affacciare solo ora alle vicende della politica economica italiana, insomma, si troverebbe di fronte a una situazione paradossale, con i sindacati moderati, quelli che di solito trattano, sul piede di guerra, pronti a uno sciopero generale. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha annunciato iniziative «clamorose» se non si taglieranno le imposte. E Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, ha evocato iniziative unitarie.

Ma sono stati in pochi a credergli. Su questo tema, così come sulle precedenti riforme, Cisl e Uil puntano a incassare subito un risultato e cercano compagni di strada più liberi. E un’idea del clima tra i tre, la dà la battuta di Angeletti sul sindacato di sinistra: «Siamo stati accusati di scarsa pazienza. Ma considerando che la Cgil impiega una decina di anni a riconoscere la bontà delle scelte, non ci sentiamo colpevoli». Un interlocutore è ad esempio la Confsal (ieri il segretario Marco Paolo Nigi ha confermato la mobilitazione degli autonomi se non partirà il confronto). Ma i sindacati puntano soprattutto sulla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. La leader di viale dell’Astronomia anche ieri ha detto che bisogna partire dalle imprese. Ma sono differenze più che superabili. Il fisco è un tema talmente importante che è diventato il punto qualificante anche della nuova segreteria dei metalmeccanici Uil, guidata da Rocco Palombella.

E se Cisl e Uil tirano la corda, annunciando una linea dura, significa che sono sicuri di incassare un risultato. I rappresentanti dei lavoratori, sono certi che al ministero dell’Economia i tecnici siano già al lavoro sulla riforma, in modo che Giulio Tremonti, possa arrivare al tavolo con una proposta. La filosofia di fondo resta quella che il ministro dell’Economia enunciò poco tempo fa al Cinema Capranica, quando Cisl e Uil illustrarono la piattaforma fiscale: spostare la tassazione dalle persone alle cose.

Il principio potrebbe tradursi nell’atteso accorpamento delle aliquote e in una rimodulazione dell’Iva. La tassazione indiretta, sempre più decentrata grazie al federalismo fiscale, potrebbe quindi colpire in modo maggiore alcuni prodotti. E l’auspicio dei sindacati è che aumenti la pressione sulle produzioni non made in Italy. Più che il merito, l’incognita sono i tempi. Oggi Tremonti parlerà all’assise Uil e potrebbe dare qualche indicazione anche su questo. Di sicuro non ignorerà l’ultimatum dei sindacati; interlocutori sempre più importanti per chi governa l’economia.




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