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Tratto da Avvenire del 27 febbraio 2010
Non cala la tensione nei rapporti tra i cattolici vietnamiti e le autorità, come testimoniano nuovi episodi di violenza alla parrocchia di Dong Chiem, mentre la Conferenza episcopale ha chiesto formalmente la rettifica di una notizia diffusa dall’agenzia ufficiale Vna.
Tale fonte sosteneva – riferisce AsiaNews – che i vescovi avevano presentato gli auguri per il Nuovo anno lunare al Fronte patriottico, un organismo legato al Partito comunista. Cosa che l’episcopato nega. A Dong Chiem, dopo la distruzione del crocifisso che sorgeva sul monte Che e l’asportazione forzata delle croci che i fedeli vi avevano portato, la gran parte delle centinaia di agenti e di attivisti che erano stati fatti affluire a gennaio si erano allontanati i media statali avevano enfatizzato un «ritorno alla normalità». Così non è. Il 24 febbraio alcune suore delle Amanti della Croce, venute da Ho Chi Minh City insieme a decine di fedeli laici per visitare i parrocchiani in occasione del Nuovo anno, sono state aggredite e picchiate da agenti in borghese, all’ingresso del paese. Le suore non sono state ferite gravemente, ma il volontario di Hanoi che faceva loro da guida ha dovuto essere ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Viet Duc.
L’episodio fa seguito a quanto accaduto il 19 febbraio, quando una decina di fedeli della parrocchia di Nam Du, della diocesi di Hanoi, mentre tornavano verso casa sono stati segno del lancio di pietre. Essi hanno raccontato che gli agenti hanno lanciato grosse pietre, provocando loro ferite non gravi, ma danneggiando seriamente la loro auto.