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Giovedì 4 marzo 2010, ore 21 - Ex Convento Santa Cristina (Aula 2) - Piazzetta Morandi 2 - Bologna
In occasione dei 400 anni dalla pubblicazione del “Sidereus Nuncius” (1610)
Cose mai viste. Le scoperte astronomiche di Galileo fra scienza e fede
Intervengono
Corrado Bartolini, Docente di Astronomia e Astrofisica Università di Bologna
Paolo Ponzio, Docente di Storia della Filosofia Università di Bari
Ingresso libero
Nel 1992 Giovanni Paolo II ha condotto a una sintesi la storica disputa intorno al "caso Galileo", che ha attraversato, con toni spesso accesi, la vita culturale e scientifica degli ultimi quattro secoli. Il giudizio della Chiesa al volgere del Millennio non farà certo cessare il dibattito intorno alle complesse vicende storiche e ai nodi culturali legati alla figura e all'opera di Galileo; ma forse ci mette oggi, per la prima volta, nelle condizioni di ripercorrere in modo sereno e libero da pregiudizi le straordinarie scoperte e le innovazioni metodologiche introdotte dal grande scienziato pisano.
Le osservazioni di Galileo hanno letteralmente aperto davanti ai nostri occhi un nuovo scenario del mondo e con le sue opere si è delineato e precisato un modo di conoscenza del reale, ristretto ma potente, come quello scientifico.
L’incontro mira a illustrare gli avvenimenti, le coincidenze storiche, le intuizioni geniali, le relazioni umane, le motivazioni profonde di Galileo a partire dalle osservazioni astronomiche compiute tra il 1609 e il 1610, successivamente racchiuse nel volumetto Sidereus Nuncius, pubblicato nel 1610.
L'intento è di produrre nel pubblico una immedesimazione con ciò che Galileo ha effettivamente visto nelle sue prime osservazioni, con le sue reazioni e con quelle di chi lo circondava (tenendo conto delle conoscenze astronomiche e delle concezioni cosmologiche dell'epoca). Con la prospettiva di comprendere meglio gli sviluppi che ne sono seguiti e le conseguenze che ne hanno tratto Galileo e gli altri protagonisti