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di Pierluigi Magnaschi
Tratto da Italia Oggi il 29 gennaio 2010
Il capo della protezione civile italiana, Guido Bertolaso, aveva detto, da Haiti, che i soccorsi, pur essendo stati imponenti, erano stati inefficaci perché non erano né coordinati né finalizzati alle cose da farsi secondo una scala di priorità.
L'amministrazione Obama, che teme di subire un pesante rovescio di credibilità pari a quello patito da Bush jr in occasione degli interventi di soccorso in occasione del tornado Katrina, ha stoppato immediatamente le parole di Bertolaso che, in condizioni normali, sarebbe stato lasciato parlare senza conseguenze. Per farlo tacere, l'amministrazione Obama ha messo in pista addirittura il suo ministro degli esteri, Illary Clinton che non si è limitata a un passo diplomatico, ma ha inveito pubblicamente contro Bertolaso (colpevole di aver detto la verità). Ma l'Illary furibonda non si è fermata qui. Ha preteso anche le scuse e la dissociazione sia del ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, che del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che, in pubblico, si sono cosparsi, entrambi, di ceneri il capo. E forse non potevano fare diversamente. Hillary ed Obama temevano che le parole di Bertolaso diventassero come: «Il re è nudo». Ieri ItaliaOggi, in esclusiva per l'Italia, ha rivelato che due illustri chirurghi di New York, che hanno cercato di offrire, senza riuscirci come volevano, il loro aiuto alle popolazioni haitiane, hanno successivamente scritto, sul Wall Street Journal (WSJ) le stesse cose che, in precedenza, erano state dette da Bertolaso. In questo caso però, Hillary Clinton, se ne è ben guardata dall'inveire. Il WSJ infatti è il quotidiano più diffuso e più autorevole degli Usa ed è posseduto da Rupert Murdoch, proprietario, in Italia, di Sky tv e, negli Usa, di Fox tv, che è la più seguita tv statunitense che, ogni giorno, fa già vedere i sorci verdi all'amministrazione Obama. Che cosa Bertolaso, in modo più sistematico, e il WSJ, in modo autorevole ma soggettivo, hanno detto? Che, per soccorrere le popolazioni terremotate, non servono le portaerei, i marines armati fino ai denti o nugoli di elicotteri. Servono interventi puntuali sulle persone e soprattutto un coordinamento sovranazionale affidato all'Onu che si dovrebbe avvalere di forze multinazionali di intervento, addestrate secondo protocolli unificati e mobiliabili in poche ore sotto unico comando. Questa è la strada. E se si badasse all'efficienza, anziché all'esibizione dei muscoli, Bertolaso sarebbe l'uomo adatto. Non per le cose che dice ma per le cose che ha fatto. Ha però, probabilmente, il solo inconveniente di essere italiano.