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di mons. Tommaso Stenico
Tratto dal blog Umanesimo Cristiano il 18 gennaio 2010
In quest’Anno Sacerdotale, convocato dall’amato papa Benedetto in occasione del 150 anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, appare opportuno riappropriarsi di un preziosissimo testo che ai più è sfuggito fin dal giorno della sua pubblicazione, giovedì santo 1994.
Si tratta del Direttorio per la vita e il ministero dei presbiteri, pubblicato per, mandato del Papa, dalla Congregazione per il Clero.
Anche la fine di rilanciare l’Anno Sacerdotale, impegno divenuto ormai quasi obsoleto, si ripropongono alcuni pensieri tratti dal documento in parola.
Ne potranno trovare giovamento sia i sacerdoti sia i fedeli laici.
1. Mediante l'ordinazione sacramentale, fatta per mezzo dell'imposizione delle mani e della preghiera consacratoria da parte del Vescovo, si determina nel presbitero un legame ontologico specifico che unisce il sacerdote a Cristo Sommo Sacerdote e Buon Pastore.
2. L'identità del sacerdote deriva dalla partecipazione specifica al Sacerdozio di Cristo, per cui l'ordinato diventa immagine reale, vivente e trasparente di Cristo Sacerdote, «una ripresentazione sacramentale di Cristo Capo e Pastore.
3. La sacramentale identificazione con il Sommo ed Eterno Sacerdote inserisce specificamente il presbitero nel mistero trinitario e, attraverso il mistero di Cristo, nella comunione ministeriale della Chiesa per servire il Popolo di Dio.
4. La vita e il ministero del sacerdote sono continuazione della vita e dell'azione dello stesso Cristo. Questa è la nostra identità, la nostra vera dignità, la sorgente della nostra gioia, la certezza della nostra vita».
5. L'identità, il ministero e l'esistenza del presbitero sono essenzialmente relazionate alle Tre Persone divine, in vista del servizio sacerdotale alla Chiesa.
6. La grazia e il carattere indelebile conferiti con la sacramentale unzione dello Spirito Santo pongono il sacerdote in relazione personale con la Trinità, giacché costituiscono la sorgente dell'essere e dell'agire sacerdotale.
7. Cristo associa gli Apostoli alla sua stessa missione. «Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi» (Gv 20, 21). Nella stessa sacra Ordinazione, è ontologicamente presente la dimensione missionaria. Il sacerdote è scelto, consacrato e inviato per rendere efficacemente attuale questa missione eterna di Cristo, di cui diventa autentico rappresentante e messaggero.
8. La configurazione a Cristo, tramite la consacrazione sacramentale, definisce il sacerdote in seno al Popolo di Dio, facendolo partecipare in modo suo proprio alla potestà santificatrice, magisteriale e pastorale dello stesso Gesù Cristo, Capo e Pastore della Chiesa.
9. Agendo in persona Christi Capitis, il presbitero diventa il ministro delle azioni salvifiche essenziali, trasmette le verità necessarie alla salvezza e pasce il Popolo di Dio, conducendolo verso la santità.
10. Nell'ordinazione presbiterale, il sacerdote ha ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che ha fatto di lui un uomo segnato dal carattere sacramentale per essere per sempre ministro di Cristo e della Chiesa.