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*Mafalda Arnauth - Il Fiore Del Destino

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intervista a Mafalda Arnauth di Vittorio Formenti
Tratto da Mescalina.it il 21 dicembre 2009

Mafalda Arnauth è un’artista che, in linea di principio, non dovrebbe avere bisogno di presentazioni visto il suo ruolo preminente nel mondo del Fado e, più in generale, della musica portoghese.

Per i meno attenti tuttavia precisiamo che si tratta di una delle più importanti interpreti e compositrici attuali del genere, meravigliosamente personale e moderna nel suo approccio a questo tipo di arte.

E’ di recente pubblicazione il suo quinto splendido lavoro, ´Flor de Fado´ (recensito a parte sulla testata), che consigliamo spassionatamente a tutti quelli in cerca di armonia intesa come spiritualità personale; niente nenie o lamenti fatalistici, piuttosto molta poesia e fiducia nell’esistenza.

Mafalda si è resa disponibile per un contatto via mail con noi di Mescalina riuscendo a rendere viva ed emozionante una modalità di interazione che facilmente resta fredda e distante.

Ecco il risultato di questa ´conversazione´ con la quale Mafalda ci regala scampoli della sua meravigliosa personalità; l’aspettiamo dal vivo a Gennaio.

Mescalina: Il termine ´Fado´ deriva dal latino ´fatum´ (destino) e si è sviluppato come musica degli strati sociali più bassi. Questo é ancora valido per il Fado moderno?
Mafalda: Per molte persone Fado rappresenta ancora l’idea del fato concepito come qualcosa di segnato fin da giorno della tua nascita; personalmente ho sempre preferito considerarlo come il destino che io stessa posso creare, posso sognare ed al quale aspirare. Amo molto il termine inglese equivalente Faith (destino ma anche fede o fiducia – nda), che rappresenta il mio modo speciale di considerare il Fado : credi nella vita!!

Oggigiorno il Fado attraversa tutte le classi sociali e, nonostante le persone possano aggregarsi in base alle loro concezioni della vita, il genere dà spazio a tutte le espressioni emotive, sociali, culturali, religiose, …

Mescalina: credi che oggi il Fado sia musica folk o piuttosto si sia avvicinato ad una forma artistica di cantautorato?
Mafalda: è ancora una forma canzone portoghese relativa alle radici, alle tradizioni ed al modo di essere estremamente caratteristico di questo paese. Credo tuttavia che quando il Fado valica le frontiere e raggiunge ascoltatori che, pur non capendo la nostra lingua, intendono il feeling espressivo delle canzoni lo stesso si converta in una forma apprezzata non solo per via della sua esoticità ma soprattutto per la sua capacità di arrivare al cuore delle persone, per le sue melodie universali e per la forma artistica.

Mescalina: Ascoltando il tuo ultimo disco ´Flor de Fado´ (a proposito, un disco meraviglioso) abbiamo notato alcune peculiarità che distinguono il tuo approccio dalla forma tradizionale del genere. Ci riferiamo per esempio al focus sulla vita reale piuttosto che sul fatalismo, all’uso di forma poetiche libere, al canto interpretativo, alle armonie non sempre cupamente basate su accordi minori. Cosa puoi dirci del tuo approccio artistico?
Mafalda: Trovo i tuoi apprezzamenti estremamente accurati; rivelano un feeling ed un’attenzione particolare, grazie!! Il mio ultimo album è una ricerca per rivelare la mia essenza come fadista, enfatizzando l’anima e l’onestà del mio essere rifuggendo dai soliti cliché del genere. Non sono così triste o fatalista e il semplice rappresentare la tradizione non mi si addice per nulla. La vita è anche felice e il Fado canta la vita; credo di dovere pertanto cercare parole e suoni per descrivere questo fatto. I ritmi, le armonie, i racconti sono solo forme che ho scoperto per raccontare una storia che credo vada un po’ al di là della semplice etichetta appiccicata talvolta al termine Fado.

Mescalina: I testi di alcuni brani non sono tuoi; come hai scelto gli autori? Hai adottato anche qualche criterio di tipo politico, sociale e culturale?
Mafalda: gli autori che collaborano ai miei album sono persone che normalmente attraversano momenti della mia vita e in qualche modo ne fanno parte. Sono fortunata di poter incontrare persone con le quali creare un’empatia che consenta la nascita di alcuni brani; un caso è quello di Tiago Torres da Silva, che è diventato un amico a cui posso dare un testo e ricevere in restituzione un grande poema con specifici riferimenti ai miei gusti personali. Normalmente i contenuti dei miei lavori sono emotivamente biografici; raccontano la storia delle mie emozioni senza tuttavia entrare in dettagli che limiterebbero l’approccio degli ascoltatori. Il mio modo di vivere politico, religioso e sociale si riassume nella passione per la vita; sia gli autori che scelgo che io stessa intendiamo trasmettere questa scelta.

Mescalina: libretto del CD non riporta la traduzione dei testi; crediamo che sia un vero peccato. C’è qualche ragione particolare per questa decisione?
Mafalda: l’ultima edizione dell’album faceva riferimento a traduzioni ipresenti sul Web, per il momento in inglese. Nonostante un piccolo problema, tra l’altro risolto, credo che i testi tradotti saranno disponibili a breve. Tieni presente che il lavoro è stato autorizzato per diversi paesi e questo richiede alcuni aggiustamenti particolati in funzione delle zone in cui è stato pubblicato.

Mescalina: come nasce una canzone? Normalmente parti dai testi, dall’armonia, dalla melodia, da uno standard tradizionale da arrangiare?
Mafalda: non c’è una regola nelle mie creazioni, eccezion fatta che per l’intenzione di captare qualcosa e riportarlo nella registrazione. Talvolta creo musica e testi insieme, altre volte una certa melodia mi ispira un testo, in altre occasioni mi sento obbligata a chiedere l’intervento di altri dato che non riesco a proseguire nel processo creativo. Molto importante è evitare l’idea romantica di attesa dell’ispirazione… Devi lavorare sodo per capire quando il momento giusto è arrivato; nel frattempo puoi aver fatto molte cose non così valide.

L’arrangiamento musicale è normalmente affidato ai musicisti che scelgono i loro percorsi favoriti.

Mescalina: senza dubbio tu sei un’artista a tutto tondo. Se però dovessi scegliere ti considereresti più un poeta, una cantante o una musicista tradizionale?
Mafalda: Ho scelto di essere un veicolo di comunicazione che ha la fortuna di poter unire poesia, musica ed emozioni nella stessa espressione. Raggiungere le persone con questo è una vera benedizione.

Mescalina: quail sono le tue influenze artistiche e i tuoi interessi? Ascolti musica e questo ha un impatto sulla tua produzione?
Mafalda: ho una passione per gli autori / interpreti che, come me, usano la musica per esprimere sé stessi; mi riferisco a gente come Piazzolla, Pablo Milanês, Charles Aznavour e molti altri.

La musica brasiliana è anche una delle mie favorite e, con il resto, mi aiuta a creare la colonna sonora della mia vita, accompagnandomi in parecchi momenti ed dandomi l’ispirazione

Mescalina: vorremmo dare qualche suggerimento ai lettori della nostra rivista per una buona introduzione al Fado. Potresti indicarci qualche titolo (5-6 CD, o anche più se preferisci) che ritieni utile in un primo approcci al genere?
Mafalda: Con grande piacere:

- Amália Rodrigues ´Com que voz´ (l’incontro della diva con alcuni dei migliori poeti e compositori portoghesi);
- Herminia Silva (qualunque raccolta, DVD, film che si possa trovare – difficile da reperire ma indiscutibilmente un punto di riferimento);
- Carlos do CarmoUm homem na cidade´ – uno dei migliori CD di uno dei più grandi fadisti viventi ed anche uno dei migliori poeti che io conosca, José Carlos Ary dos Santos);
- CamanéEsta coisa da Alma´- una delle migliori della sua generazione!);
- Ana MouraPara além da saudade´ – una voce giovane che apprezzo moltissimo).

Mescalina: grazie di cuore Mafalda. L’inverno si sta facendo freddo ma le tue parole e la tua musica riscaldano da dentro!




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