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Frate Caspoli: faremo il possibile, ma finché non si risolve il contenzioso, Tortorella non potrà partecipare
Tratto da Il Corriere della Sera del 12 novembre 2009
Potrebbe essere uno Zecchino d'Oro senza Mago Zurlì. In bilico la partecipazione di Cino Tortorella alla 52a edizione dello Zecchino d’oro, che andrà in onda su Raiuno dal 17 al 21 novembre, condotta da Veronica Maya e Paolo Conticini.
Sarebbe la prima volta, dopo oltre 50 anni, che l'ideatore della rassegna internazionale di canzoni per bambini viene escluso dallo Zecchino. All’origine ci sarebbe la causa per danni morali fatta da Tortorella nei confronti dell’Antoniano, nell’aprile scorso. A spiegarlo è stato il direttore dell’Antoniano, frate Alessandro Caspoli: «Siamo in trattativa perchè Cino ci sia alla 52/ma edizione dello Zecchino. Tortorella è in contenzioso legale con l’Antoniano che ha citato per danni morali. Stiamo cercando di risolverlo, ma finché è così non può partecipare».
TORTORELLA - All’incontro era presente anche Cino Tortorella, seduto in prima fila, che dopo essere rimasto muto tutto il tempo, alla fine ha espresso la sua amarezza. Tortorella, che ha ceduto tutti i diritti all’Antoniano, spiega di aver fatto causa «perché l’Antoniano ha lasciato che la Rai cancellasse tanti loro programmi per ragazzi, ultima la Festa della mamma. Nessuno ha protestato. Volevo che l’Antoniano si ribellasse contro questi signori».
LA RAI - Il capostruttura di Raiuno, Antonio Azzalini, ha precisato: «Se si risolve il contenzioso legale cominceremo a negoziare. Prima io non posso trattare con Tortorella» ma qui si è accesa la polemica. «Chi ha detto che Tortorella non ci sarà allo Zecchino d’Orio perchè è vecchio e superato?» incalza l’ideatore dello Zecchino d’Oro rivolgendosi ad Azzalini. «Ho detto - spiega Azzalini - che lei è un monumento tv. Quando avevo cinque anni la vedevo con la calzamaglia nera fare il Mago Zurlì. Ora ho quasi cinquant’anni e tra un pò vado in pensione e lei è ancora qui». «Ho l’età del Papa e del Presidente della Repubblica - replica Tortorella, 77 anni - e non ho la badante e il morbo di Parkinson. Ho chiesto alla Rai di poter fare quello che ho sempre fatto fino all’anno scorso e mi dite che sono vecchio. È la prima volta che mi trovo messo fuori».
L'ANTONIANO - Intanto frate Caspoli ha lanciato un nuovo allarme: «Se da gennaio 2010 non avremo un aumento di produzione si rischia la cassa integrazione. È una possibilità». Il frate è tornato sulla crisi del Centro di produzione radio-televisivo a causa del taglio progressivo dei programmi da parte della Rai: «L’Antoniano cerca di trovare la maniera per far sì che il centro di produzione, che dal 2001 ha registrato un notevole calo di lavoro, possa ritornare ad essere concorrenziale». La situazione non è facile: «Stiamo cercando di allargare gli spazi del nostro lavoro in Rai. Ora abbiamo una serie di progetti con Rai Gulp, ma stiamo cercando di ottenerne altri. La nostra speranza è di arrivare ad avere più spazi». Ma non c'è solo la Rai nei piani dell'Antoniano: «Ci stiamo muovendo per avere possibilità di lavoro anche con alcune reti satellitari e sul digitale terrestre. Non è che dobbiamo lavorare per forza con la Rai». «Sì, ci sono contatti preliminari con il governo - ha anche spiegato - ma ci confronteremo dopo che sarà chiusa queste edizione dello Zecchino d’Oro».
Cristina D'Avena: «Mi sembra impossibile»
di Barbara Carrozzini
Chi non ha qualche ricordo della propria infanzia legato allo Zecchino d’Oro? Il programma dell’Antoniano, le sue canzoni e i suoi personaggi appartengono all’immaginario infantile di alcune generazioni di italiani.
Ma che ne sarebbe dello Zecchino senza la sua sede storica e senza la presenza del Mago Zurlì? Perché, oltre al rischio di chiusura del centro di produzione radio tv, pare in discussione proprio la presenza dello storico presentatore già nell’edizione che partirà la prossima settimana. E’ lo stesso Cino Tortorella, ad annunciarlo, rispondendo al telefono con un tono di voce che lascia trapelare tutto il suo dolore: «Alla Rai si sono accorti che sono troppo vecchio — afferma —, ancora non mi hanno confermato nulla e credo che, quasi certamente, non parteciperò» e, di fronte a chi gli fa notare che sul sito dell’Antoniano è annunciata la sua presenza insieme a Veronica Maya e che comunque sarebbe quasi paradossale privare la manifestazione di chi l’ha creata e ne è stato l’anima per cinquant’anni, ribatte: «A quanto pare non sono gradito all’attuale dirigenza Rai». «C’è chi, con durezza, non mi ritiene più adatto — aggiunge —; dei bambini in Rai non importa nulla a nessuno, pensi che c’era, in passato, un dirigente che diceva chiaramente che i bambini gli davano fastidio». «Non so nulla su chi presenterà, la Maya o qualcun’altro», dice ancora. Poi sull’ipotesi di chiusura del centro di produzione: «Bisognerebbe fare qualcosa, non aggiungo altro, sono molto dispiaciuto», è l’amara chiosa.
CRISTINA D'AVENA - L’Antoniano è un’istituzione e come tale va salvata, in tutte le sue attività e ad ogni costo. Ne è convinta Cristina D’Avena, cantante bolognese e regina indiscussa delle sigle dei cartoni animati che debuttò allo Zecchino d’Oro nel 1968 con Il valzer del moscerino: «Se davvero il centro di produzione dovesse chiudere ne sarei molto dispiaciuta — sostiene —, sono nata lì, ho lavorato tanto insieme a loro, ne conosco ogni angolo». «Lo Zecchino, per l’Antoniano, è una tradizione — aggiunge — i frati ci hanno investito tanto, hanno fatto molti sacrifici per portarlo avanti: è una vera istituzione per la città». E poi l’ipotesi della trasmissione senza il mago Zurlì: «Cino è lo Zecchino, mi sembra impossibile farlo stare a casa, capisco la necessità di adeguarsi ai tempi che cambiano, ma tutti noi identifichiamo lo Zecchino con lui».
ROMANELLI - La ritiene invece, seppur con dispiacere, una manifestazione non più adatta alla realtà di oggi, Stefano Romanelli, ravennate, che nel 1970 in coppia con Antonella Baldini, vinse il concorso con il brano La nave gelsomina dirindirindina: «Se con il centro di produzione fosse in pericolo anche l’intera trasmissione, mi dispiacerebbe, ma non mi stupirei — dice —; quando ho partecipato avevo quattro anni e mezzo, ed è stata un’esperienza unica e irripetibile. Ma i tempi sono diversi, e poi credo che negli ultimi anni lo Zecchino abbia perso il suo spirito originario: cioè di una manifestazione quasi familiare». «Dopo si è internazionalizzata, non è più quella di una volta», ragiona ancora Romanelli. Anche perché ha perso il suo pilastro, Mariele Ventre: «Era meravigliosa, aveva una capacità fantastica di comunicare con i bambini, era un pezzo portante dello Zecchino, l’altro è il Mago Zurlì: se mandano via lui, allora meglio chiudere baracca e burattini».